Fedele (M5S) sulle nomine alla Asl1: «Cambiato il direttore d’orchestra ma la musica… è sempre la stessa»

AVEZZANO – Polemico e molto pessimista sul futuro del servizio sanitario nella Marsica e nelle aree interne, gestite dalla Asl1, il consigliere regionale avezzanese del Movimento Cinquestelle, Giorgio Fedele.

Il regionale marsicano pentastellato, infatti, interviene sulla questione nomine dei responsabili nella Asl1, dopo il cambio manager da Testa a Romano.

Secondo Fedele, infatti, si è proceduto al mero cambio di direttore d’orchestra, ma la musica, dice, resta la tarantella delle nomine nel centrodestra che sostiene Marsilio.

Il consigliere regionale pentastellato di Avezzano vuole spiegazioni dalla maggioranza in Regione: «La Asl1 deve dotare il servizio sanitario di primari e capi dipartimento»

Così Fedele apre il fuoco spiegando la sua posizione: «Se il buongiorno si vede dal mattino, questo non sarà un buongiorno. Il primo atto formale del nuovo dirigente Ferdinando Romano, voluto fortemente dalla Lega alla guida della Asl 1, è di fatto un ripristino dello status quo politico che annulla l’atto dovuto del suo predecessore, Roberto Testa, con cui 5 dirigenti della Asl 1 sono stati dichiarati decaduti dei rispettivi ruoli. Un gioco di poltrone in cui a fare da padrone sembrano essere sempre le logiche partitiche di scontro all’interno del centrodestra. Mi duole quindi dover affermare che ancora una volta il bene dei cittadini e la volontà di offrire al sistema sanitario pubblico un’organizzazione equa ed efficiente viene fagocitata dalla lotta di potere all’interno della maggioranza».

Ma Fedele incalza: «Ci saremmo aspettati altro. La nomina dei primari e dei nuovi capi dipartimento, per esempio, sarebbe stato sì un elemento di rottura col passato.

Non certo l’atto che annulla la decadenza di chi, come la dottoressa Sabrina Cicogna voluta dalla Lega come direttrice sanitaria durante la pandemia, è al terzo mandato e al settimo anno in funzione dirigenziale, nonostante il naturale decadimento. Secondo i tempi stabili dall’atto aziendale, infatti, la carica dovrebbe essere triennale con una sola possibilità di proroga.

Questo, in particolare, sembra essere un ripristino voluto dalla Lega, attuato da un uomo nominato dalla Lega, che restituisce il ruolo a un dirigente vicino alla Lega.

Le giustificazioni a questo “atto politico” messo in campo dal Direttore Romano non reggono. La realtà dei fatti è che la Regione a trazione Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia sta approvando in enorme ritardo la Rete ospedaliera per il triennio 2019/2021.

Un atto che, oltre a mortificare oltre ogni modo la Asl 1, contempla un ritardo così clamoroso non può certo sancire i tempi per l’organizzazione di strutture amministrative che fanno il buono e il cattivo tempo dell’offerta sanitaria pubblica.

«Non consentiremo che si continui a mettere in ginocchio il servizio sanitario nell’Abruzzo interno»

Il direttore Romano deve procedere immediatamente per garantire la direzione dei reparti e dei dipartimenti alla Asl 1: l’Ospedale di Avezzano ha bisogno di nuovi primari in divisioni che sono gestiti da molti anni da facenti funzione.

In tutta la Asl 1 devono essere nominati i primari delle unità complesse. Poi deve procedere alla nomina dei capi dipartimento, secondo le regole dell’atto aziendale e non secondo proroghe e pezze di appoggio per scelte politiche e ritardi di programmazione che ci hanno reso lo zimbello d’Abruzzo.

Su questo fronte mi aspetto risposte chiare dalla direzione Asl e dall’Assessore Verì che è stata a guardare immobile per oltre un anno il precedente direttore mettere in ginocchio la nostra sanità.

Tutto ciò è avvenuto nonostante le numerose denunce portate alla sua attenzione dal sottoscritto in merito alla pessima gestione della pandemia.

Se l’Assessore pensa che permetteremo il ripetersi della storia si sbaglia di grosso.

Sono pronto a portare il tema all’attenzione del Consiglio regionale prima che si percorra una strada sbagliata, ancora una volta, e che a pagarne le conseguenze siano i cittadini».

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