Fiom e Nidil Cgil sui precari alla LFoundry Avezzano: «Restano un problema serio. I 18 assunti sono in realtà “precari a metà”»

AVEZZANO – LFoundry di Avezzano, precariato e prospettive, Fiom e Nidil Cgil precisano alcuni passaggi e annunciano nuove giornate di lotta e mobilitazione.

Prima di tutto la precisazione che la strombazzata assunzione e stabilizzazione di precari, tale non è. In sostanza i precari sono stati assunti dall’agenzia interinale e inviati in LFoundry. Quindi un mezzo-precariato.

Ma, soprattutto, Fiom e Nidil Cgil, sottolineano come il problema è la larga e prolungata diffusione dei precari in uno degli stabilimenti centrali per l’economia regionale.

Atteggiamento che, secondo la Cgil, non può essere più tollerata e contro il quale vanno fatte pressioni e azioni di ogni tipo.

“I 18 di cui si parla sono stati assunti dall’agenzia interinale e inviati in LFoundry”

«Riguardo ai 18 precari di cui si parla oggi sui giornali, va detto che non è che sono stati assunti da LFoundry!

Sono stati assunti dall’agenzia interinale a tempo indeterminato e sono in missione presso LFoundry (staff leasing). Dunque, anche se un po’ meno, sempre precari sono.

Peraltro questi lavoratori – affermano Simona De Sanctis e Andrea Frasca di Fiom e Nidil Cgil – sono assunti part-time e con inquadramento inferiore a quello dei dipendenti diretti LFoundry. Questa combinazione di fattori determina ancora una volta uno stato di lavoro povero.

Se, dunque, un piccolo passo è stato fatto, rimane in piedi il piano dall’azienda di voler precarizzare alcuni ambiti produttivi, a danno innanzitutto dei lavoratori precari, ma anche dell’intero stabilimento che vede minata la sua solidità (i lavoratori precari non fanno parte dell’organico di LFoundry; oggi ci sono e domani potrebbero non esserci).

Il fatto che LFoundry ancora non sia disponibile a condividere con il sindacato un percorso strutturato e serio di stabilizzazioni – concludono – , ma opti per agire in modo unilaterale, non fa che confermare le ipotesi dette sopra (precarizzazione di alcuni ambiti produttivi)».

Sulla questione precari nel suo complesso, poi, Fiom e Nidil Cgil sembrano avere le idee chiare, sia sul presente, sia su quello che pare necessario fare da qui in avanti.

L’analisi della Cgil, che qui vi proponiamo, prende le mosse dall’incontro tenutosi nel Palazzo Municipale di Avezzano giorni fa, tavolo importante, ma al quale, sottolinea la Cgil, è necessario che si porti la dirigenza della LFoundry di Avezzano.

La nota di Fiom e Nidil Cgil dell’Aquila con Rsu e Rsa dello stabilimento LFoundry

«Il tavolo di lavoro, come lo si è definito, che si è tenuto il 25 luglio presso la Sala Consiliare del Comune di Avezzano, promosso dall’Assessora Loreta Ruscio, con la partecipazione dell’Assessore Regionale Quaresimale, può essere letto come una presa di coscienza da parte delle amministrazioni locali del gravissimo problema sulla precarizzazione del lavoro nello stabilimento LFoundry di Avezzano.

Le scriventi OO.SS. prendono atto positivamente dell’impegno preso dagli esponenti politici presenti di allargare la vertenza coinvolgendo tutti i Sindaci e amministratori del territorio.

Ciò nonostante non si può non sottolineare che nei futuri incontri non si potrà prescindere dalla presenza della parte datoriale.

Il tavolo non ha potuto fare altro che fotografare la drammatica situazione delle lavoratrici e dei lavoratori dello stabilimento in regime di lavoro precario.

LFoundry rappresenta un patrimonio industriale collettivo non solo della città di Avezzano o del territorio, ma dell’intero Abruzzo.

“Importante portare al tavolo di confronto la direzione aziendale dello stabilimento di Avezzano”

La nascita e lo sviluppo della realtà produttiva è peraltro anche frutto di cospicui finanziamenti pubblici. La responsabilità dei vertici aziendali non è solo economica, ma anche sociale rispetto a scelte sulla politica occupazionale e assunzionale.

Il lavoro di qualità e stabile porta produzioni altrettanto di qualità e stabili. Fiom-Cgil e Nidil-Cgil apriranno nei prossimi giorni una nuova fase di mobilitazione che porterà, attraverso il coinvolgimento di tutti i lavoratori dello stabilimento (precari e strutturati) ad una piattaforma rivendicativa sul tema.

Non si può costantemente rincorrere le emergenze occupazionali che sono solo frutto di una premeditata scelta aziendale.

Riteniamo che sia una precisa responsabilità sociale in capo all’azienda quella di condividere un percorso di stabilizzazioni con le parti sociali coinvolte.

I temi della programmazione dei percorsi assunzionali fanno il paio con quello del futuro dello stabilimento e delle prospettive industriali.

I posti occupati dai lavoratori in somministrazione sono strutturali da molti anni e vengono per la maggior parte ricoperti attraverso l’utilizzo di un turn-over selvaggio che non solo precarizza il futuro delle lavoratrici e dei lavoratori, ma compromette anche la qualità delle produzioni e la solidità dello stabilimento.

Stigmatizziamo questo terrificante paradigma, nuova frontiera dello sfruttamento delle lavoratrici e dei lavoratori, proprio in un momento in cui si inaspriscono in Italia i conflitti sui nuovi modelli di lavoro deregolamentato.

Tutto ciò rappresenta una grave minaccia alla dignità e al futuro di chi vive e di chi programma le proprie scelte di vita su una realtà produttiva che rappresenta e che deve continuare ad essere il fiore all’occhiello dell’industria abruzzese». Rsu e Rsa Fiom e Nidil, Fiom-Cgil e Nidil-Cgil.

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