Follie di guerra per raggiungere il “dominio planetario”: ecco la “Palla Corazzata” dei tedeschi, arma troppo stupida per essere usata

Quando si tratta di stranezze belliche i tedeschi hanno sempre primeggiato. Spesso si trattava di armi enormi e potenti (sulla carta) perchè, in fondo, il povero Fritz è sempre stato convinto che forza e intelligenza sono la stessa cosa e infatti ha sempre perso le sue guerre.  La storia nazista pullula di invenzioni. Il nome di molte di esse portava il prefisso “V”, iniziale della parola “vergeltung”: rappresaglia. A queste apparteneva il progetto Die Glocke (la campana) che doveva essere un mezzo antigravitazionale il quale, se morte portò, fu agli scienziati che la stavano costruendo per via delle tante radiazioni emesse dal sistema propulsore.

Per la verità, tolte le famose V1 e V2 non è che ‘ste armi erano, in realtà, così utilizzabili. Servivano soprattutto a soddisfare le fantasie del quartier generale del Führer. Oltre alla campana fu progettato anche il Silbervogel, veivolo suborbitale da cui lo shuttle statunitense prese successivamente le mosse. L’aeronave doveva trasportare un carico di bombe da 4 tonnellate e mezza da sganciare sulla capoccia degli americani a New York.

Tutte queste invenzioni belliche erano catalogate come”Wunderwaffen” (Armi-miracolose)  termine usato dalla propaganda tedesca di Joseph Goebbels verso la fine della seconda guerra mondiale. D’altro canto non si può pretendere dal Fuhrer, ex imbianchino, conoscenze scientifiche e tecnologiche tali da competere con la conoscenza di colori e carte da parati ed è anche giusto. Così molti ufficiali nazisti andavano da lui, presentavano progetti di armi futuristiche ma spesso non futuribili e lui finanziava tutto a suon di marchi! Tra i progetti di super carri armati, dei cannoni a lunghissima gittata Gustav e Dora, talmente grandi da dover viaggiare su un treno a doppio binario, i tedeschi tirarono fuori quella che si rivelò essere la “fetecchia” dei mezzi militari: il Kugelpanzer. Di cosa si trattava? La montagna bellica nazista aveva partorito il topolino… .

Treffas-Wagen e (sotto) il Lauster

Gli ufficiali Crucchi, nel 1917 avevano realizzato il prototipo di un veicolo, chiamato “Treffas-Wagen“, formato da due gigantesche ruote ed una “coda” nella parte posteriore (naturalmente scartato perché praticamente inutilizzabile). Ritentarono nel 1939 con una serie di veicoli corazzati che, nell’intenzione dei progettisti, avrebbero dovuto muoversi su ogni tipo di terreno. Questi veicoli, chiamati “Lauster” dal nome del costruttore, furono realizzati in pochi esemplari. Ricordiamo il Lauster LW 3 pesante otto tonnellate e dotato di enormi ruote di 3,35 metri di diametro. In mezzo era alloggiato uno stretto scafo corazzato, armato con un cannone da 20 millimetri sul davanti e mitragliatrici sui lati. Disarmato il mezzo, tanto per non buttarlo, fu spesso usato come trattore. Era lento e i rappresentanti della Wehrmacht consideravano inadeguata la velocità massima di circa 30 chilometri all’ora e la debole corazzatura dello scafo. Pure questo progetto finì nel dimenticatoio.

Traducibile più o meno come “carro armato sferico”, o “palla corazzata” è considerato il veicolo militare più strano mai costruito. Esposto in quel luogo suggestivo che è il Museo dei Mezzi Corazzati di Kubinka (Russia), consiste in una specie di disco con i lati semisferici ed un ruotino posteriore. Non è chiaro a cosa potesse servire. L’ipotesi più accreditata è che si trattasse di un veicolo corazzato da esplorazione. La sua storia è abbastanza oscura: sebbene di fabbricazione tedesca, i sovietici dicono di averlo catturato in Manciuria dall’esercito Giapponese (e nemmeno questo è sicuro…). Oltretutto, gli apparati interni sono stati rimossi… . Insomma, un piccolo “mistero” militare! Per la cronaca, i russi al museo lo chiamano semplicemente “articolo 37“.

Di sicuro non entrò mai in servizio. Consisteva in una specie di carro armato monoposto che definirlo “balzano” non rende sufficientemente l’idea. Per quale assurdo motivo i nazisti costruirono una macchina così curiosa? Dopo tanti studi ancora oggi non se ne conoscono le finalità e gli stessi tedeschi, quando se ne parla, cambiano argomento. Di quell’affare ne esiste un solo pezzo al mondo: un prototipo catturato, come si diceva, dall’Armata Rossa nel 1945 durante la riconquista della Manciuria. Si pensa che i tedeschi l’avessero appioppato ai loro alleati giapponesi nella speranza che ne trovassero un qualche possibile uso, ma senza alcun risultato.

Forse era un veicolo di supporto alla fanteria o un mezzo da ricognizione. Secondo gli esperti è possibile che fosse destinato anche alla posa di cavi telefonici. Altri sostengono che quando non era in movimento, il Kugelpanzer poteva diventare un rifugio corazzato o una sorta di casamatta mobile a patto che si potessero utilizzare un po’ tutti i tipi di arma. Questa, però, è solo una speculazione poiché nessuna fonte attendibile o documentazione storica è sopravvissuta a conferma che il mezzo militare abbia partecipato ad un qualsiasi combattimento.

Disperati, alcuni ufficiali tedeschi, pensarono di farne una palla da demolizione ma era troppo leggera e poi non si poteva lasciare dentro il pilota durante l’uso. Qualcuno ne suggerì addirittura un utilizzo civile per proteggere i portalettere dagli eventuali cani dei destinatari ma al suo interno non c’era spazio per la posta e poi il sindacato di categoria si rifiutò: era più dignitoso essere morsi che andare in giro con quel “coso”. Allo stremo e senza più idee, come premesso, i gerarchi nazisti lo mollarono ai giapponesi dicendo: “Tiè, guardate che ce potete fà!” (parlare  in romanesco era per i gerarchi nazisti indice di forte stress).

Scherzi a parte, lo realizzarono con una corazza d’acciaio dello spessore di 5 millimetri e  la forma simile a quella di uno sferoide del diametro di un metro e mezzo, lungo un metro e settanta centimetri. Per fornire stabilità al marchingegno era stata aggiunta, posteriormente, una piccola ruota direzionale utilizzata quale “timone” per i due grandi cingoli a disco emisferico posizionati ad entrambi i lati. Raggiungeva il peso di una tonnellata e ottocento chili.

Il veicolo, costruito nelle officine Krupp (proprio quelle dal famoso cannone Berta), era mosso da un motore bicilindrico a due tempi da 25 cavalli, posto al suo interno dove, nello stesso spazio, “sopravviveva” anche il pilota.

Attraverso una feritoia l’operatore poteva aprire il fuoco con una mitragliatrice. Siccome il mezzo proveniva, in origine, dalla Germania, l’armamento principale potrebbe essere stato una MG-34 o MG-42 da 7,92 mm. Una cosa è sicura: in piena azione il poveraccio alla guida si doveva destreggiare tra il rumore, i miasmi del motore, quelli della polvere da sparo e dai bossoli espulsi dall’arma. Punto di forza la velocità: una lentezza da otto chilometri orari che ne faceva un bersaglio perfetto.

Vedere in combattimento un reparto composto da quelle sfere che rotolavano sul terreno come palle da biliardo ubriache doveva essere uno spettacolo unico!

Ripensandoci il Kugelpanzer viene spesso considerato il carro armato più strano mai costruito, ma ce n’era uno che superava tutti in stranezza: il carro Zar costruito dai russi nel 1915 che era una specie di triciclo gigante poi abbandonato dopo qualche prova.

Il carro armato Zar era un gigantesco mezzo da battaglia pesante 40 tonnellate con due ruote alte ben 9 metri noto come Lebedenko o Nepotir.

Si trattava di un veicolo militare del quale fu realizzato solamente un esemplare, tra il 1914 e il 1915: visti gli scarsi risultati in fase di test, non fu mai effettivamente utilizzato. Commissionato nel 1914 dallo Zar Nicola II all’ingegnere Nikolay Lebedenko, fu una macchina da guerra potenzialmente in grado di superare ogni tipo di ostacolo. Era costituito da uno scafo a forma di “diapason” da 40 tonnellate collegato posteriormente a un carrello dotato di tre rulli e due ruote frontali dal diametro di 9 metri. Ciascuna di queste era alimentata da un motore Maybach da 240 cavalli recuperato dagli Zeppelin tedeschi. In teoria questo carro armato sarebbe stato in grado di raggiungere i 17 km/h. Per quanto riguarda l’armamento, lo scafo era dotato di una torretta centrale equipaggiata con mitragliatrici e cannoni leggeri, mentre ai lati e sulla pancia piccole torrette mitragliatrici, roba da Star War

Nel luglio del 1915 il mezzo fu pronto per il suo primo test sul campo. Viste le dimensioni, dovettero prima smontato per poi riassemblarlo nella località del test a circa 60 km da Mosca. Avevano sbagliato quache calcolo: durante la fase di assemblaggio gli ingegneri si resero conto che il peso superava del 50% i valori previsti, raggiungendo le 60 tonnellate: Avevano utilizzate lastre di metallo troppo spesse.

I motori erano troppo piccoli e lo Zar decise di non proseguire oltre: aveva già speso 250 mila rubli nel progetto e tanto bastava! Quell’affare enorme, inoltre, era un facile bersaglio per l’artiglieria nemica e questo pose fine al progetto.
Una nota: l’esemplare di Lebedenko testato rimase impantanato fino alla fine della guerra e rottamato solamente nel 1923.

Tornando ai tedeschi, come vedete, il loro genio spesso partoriva assurdità. Erano vaneggiamenti che solleticavano la voglia di Hitler mai paga di primeggiare con armi straordinarie. Servivano a mettere in evidenza i progettisti agli occhi del Fuhrer o acchiappare fondi da utilizzare secondo il vecchio solito sistema: appena ricevuti, erano distratti verso altri lidi perché alla fine tutto il mondo è paese. Navi spaziali sognate, cannoni inutilizzabili, dischi volanti e mezzi militari di superficie stravaganti costituirono uno strano connubio tra razionalità e irragionevolezza. Se i nazisti avessero realizzato quelle armi straordinarie chissà cosa avrebbero fatto… ma erano solo sogni dove intelligenza e forza non facevano rima. 

Un saluto