Giovanni Paolo II e la poesia della fede. Riflessioni di Maria Assunta Oddi

Giovanni Paolo II il Pontefice che ha portato nella storia contemporanea la poesia della fede.

LUCO DEI MARSI – Il 18 maggio nasceva a Wadowice in Polonia Karol Wojtyla eletto Pontefice con il nome di Giovanni Paolo II il 16 ottobre del 1978.

Operaio, soldato, attore di teatro, cultore della letteratura, aveva attraversato gli eventi più drammatici del novecento unendo la dinamica esistenziale alle sue convinzioni cristiane.

Il lavoro come azione umana dell’agire, la prossimità verso gli ultimi, la sua attività artistica e politica, saranno l’ispirazione metaforica della sua creatività lirica.

Un suo celebre verso “cuore e mano insieme raggiungono le vette più alte” testimonia l’innata disposizione a guardare l’uomo nella sua interezza.

Nella sua feconda produzione di scritti letterari la poetica “woityliana” originata dall’interno nell’immediatezza degli eventi autobiografici si trasfigura in uno strumento pastorale inedito per  concretezza. La  passione per il “verso” è stato sempre presente in lui prima come studente accademico e poi come sacerdote, vescovo e Pontefice come parola che abita il mistero senza rinunciare alla narrazione della realtà.

La parola poetica, in tal senso, diventa presenza che trasforma il mondo facendo delle “acque oscure della notte…parole di preghiera”.

La redenzione entra nel dramma del dolore e supera la dimensione umana, senza distinzione di razza,  in Cristo.

Una lirica quella di Giovanni Paolo II nel contempo umana e divina. La retorica si alterna a riflessioni tratte dalle Sacre Scritture per assurgere ad un piano filosofico legato alla teologia. IL soprannaturale nei suoi componimenti si fa commossa partecipazione nella promessa della salvezza. Come diceva Giordano Bruno il pensatore rivoluzionario: “Tutto ciò che vediamo delle cose è la loro ombra; la realtà è ciò che non vediamo”.

Tale citazione non va concepita nel senso neoplatonico ma calata nella vita concreta del credente che cerca il senso del suo “essere”.

La libertà è per il Papa “Venuto da lontano” viaggio del pellegrino sulle strade inquiete e disperate nelle odierne contrade senza pace né giustizia. L’universalità del messaggio evangelico

pertanto si fa verità nella pienezza di amore verso Dio e gli uomini.

Per il suo compleanno una poesia per mostrare ancora alle nuove generazioni la grandezza immensa di un Dio che non ci  lascia mai soli.

L’ispirazione.

L’ispirazione non si arresta alle mani.

Fino a radici di pietra

scende attraverso il cuore dell’uomo, sua radice.

Di lì si dirama nel suolo la storia delle pietre

e negli uomini l’equilibrio che l’amore

attraverso la rabbia conquista.

Queste due forze guidano l’uomo,

e negli uomini mai non si esauriscono,

non si fermano alla tensione delle braccia né

al moto segreto del cuore.

Nascono l’una dall’altra, congiunte in una leva

che unisce moti e pensieri in un anello inscindibile.

Perciò, se di lontano tu vuoi venire ed

entrare negli uomini ed in essi restare,

devi stringere entrambe le forze in parole semplicissime

(non si spezzi il tuo linguaggio nella tensione

della leva formata dall’amore e dalla rabbia).

Nessuno allora potrà strapparti all’uomo,

nessuno da lui Ti potrà mai separare.

(Karol WoJtyla)

  Maria Assunta Oddi