Grande successo per la prima esecuzione dell’Oratorio di Orazio Mattei in Cattedrale, Fina: “Ora siamo anche orchestra ufficiale della Città di Avezzano”
AVEZZANO – Emozioni forti, una prima esecuzione assoluta e due piani temporali distanti che, per una notte, si sono incrociati. Tutto questo è avvenuto sabato sera, 11 aprile, all’interno della Cattedrale dei Marsi di Avezzano, la più grande d’Abruzzo.
Col patrocinio del Comune e con il sostegno della Fondazione Carispaq, è stata riportata in vita ed eseguita dal vivo una complessa partitura sacra ottocentesca: “Le ultime sette parole di Cristo Spirante”, una musica composta dall’avezzanese Orazio Mattei.
Mattei, figlio dell’Ottocento italiano, è stato un uomo dallo straordinario talento politico e una figura di elevato carisma, connotata da una profonda cultura musicale. In una notte di note, è stata ricordata anche la figura del professor Gianluca Tarquinio, indimenticabile musicologo avezzanese scomparso nel novembre del 2019, all’età di 62 anni: a lui è stato dedicato il concerto diretto dal Maestro Francesco Fina ed eseguito dalla “sua” IMA, Istituzione Musicale Abruzzese, che abbraccia tantissimi talenti del territorio marsicano e regionale.

“Mattei e Tarquinio, con cui avrei dovuto completare proprio questo progetto musicale, hanno tanto in comune: sono state due anime similmente sensibili”, ha commentato a margine del concerto il Maestro, che ha lavorato per svariati mesi su uno spartito tenuto “silente” per secoli.
I brani, che compongono l’esecuzione, sono undici e vanno a narrare musicalmente e vocalmente la storia di Cristo inchiodato sulla Croce. Raccontano quali sono stati gli ultimi frammenti di vita che sono usciti fuori dalle sue labbra, prima della morte e della Resurrezione.
Il vicesindaco Domenico Di Bernardino ha accompagnato tutto il progetto, credendo fortemente in quella che possiamo definire una vera riconquista e riscoperta culturale per la città. Orazio Mattei è stato un personaggio chiave negli anni del Risorgimento: garibaldino, da sindaco di Avezzano arrivò a fondare la Società di Mutuo Soccorso per aiutare gli ultimi e i fragili, prima ancora della nascita dei sindacati.
Il professor Tarquinio era un esperto di musica notissimo a livello nazionale, ma ebbe sempre, nel corso della sua vita, una parola di consiglio o di sostegno nei confronti dei suoi studenti che seguiva presso la scuola superiore di primo grado “Vivenza”: un vero mentore”.
Hanno assistito al concerto la moglie e la figlia del professore, Nunzia e Sveva: a loro è stato consegnato dal consigliere comunale Domenico De Angelis un omaggio floreale. L’ultimo Consiglio comunale che si è riunito in città ha approvato, all’unanimità, la delibera che ha riconosciuto all’Orchestra da Camera IMA del Maestro Francesco Fina lo “status” di Orchestra ufficiale di Avezzano.
I brani non solo sono stati suonati nell’atmosfera suggestiva di un luogo di culto, ma sono stati anche cantati da una formazione vocale d’eccezione, composta da tre cori del territorio marsicano: la Decima Sinfonia diretta da Anna Tranquilla Neri, la Corale Miravox col direttore Andrea Caruso e la Schola Cantorum “V. De Giorgio”, guidata da Monica Tortora.

Due i meravigliosi solisti della serata: la soprano Beatrice Fallocco e il baritono Gianmarco Di Cosimo. “Un ringraziamento speciale – ha concluso Fina – va rivolto anche al Vescovo dei Marsi Giovanni Massaro e a Don Adriano Principe, che sostengono sempre e da sempre i barlumi culturali di questa terra”.
Paolo De Siena, invece, ha curato tutto l’assetto grafico. Ma quali sono state le ultime sette parole del Cristo spirante? La poesia dell’autore popolare arianese Paolo Parzanese, su cui è basata tutta l’elaborazione musicale del Mattei, recita 41 parole che, secondo la tradizione, sarebbero state pronunciate proprio da Gesù morente: “Padre perdona loro poiché non sanno quello che fanno; in verità ti dico, oggi tu sarai con me in Paradiso; Donna, ecco tuo figlio. Figlio, ecco tua madre; Dio mio, Dio mio perché mi hai abbandonato; ho sete, tutto è compiuto; Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito”: frasi di una verità assoluta e pervasiva.
Al termine dell’esecuzione, tutti in piedi ad applaudire il concerto che ha saputo ridare forma e contenuto, con l’ausilio della musica, al mistero della morte e al mistero della vita.


