I blocchi al Sud mettono in luce la fragilità della filiera ortofrutticola. Per Le Donne dell’Ortofrutta servono responsabilità condivise
ROMA – La ripresa dei trasporti non azzera le conseguenze dei blocchi né le difficoltà economiche e organizzative emerse in questi giorni. Per l’Associazione Nazionale Le Donne dell’Ortofrutta, il fermo ha messo in evidenza quanto la tenuta di produzione, commercializzazione, logistica e distribuzione sia strettamente legata.
Da qui il richiamo a una maggiore condivisione delle responsabilità nell’affrontare i costi crescenti e le criticità che attraversano il settore.
La ripartenza, avvenuta più di 24 ore dopo il previsto, ha consentito di riprendere le consegne, ma lascia aperti i problemi alla base della protesta.
Il confronto con le proprie socie ha restituito all’associazione l’esperienza di chi ha gestito sul campo questi giorni di fermo. Una testimonianza diretta arriva dalla socia Romina Roccasalvo, attiva nei trasporti e nella logistica in Sicilia, che ha raccontato delle partenze anticipate per far uscire la merce dall’Isola prima dello stop, dei mezzi successivamente bloccati in entrata e in uscita e della ripresa notturna delle attività, grazie anche ai clienti che hanno aperto i magazzini per consentire i carichi.
Un’esperienza che mostra quanto il lavoro dei diversi operatori sia interdipendente. Nel caso dell’ortofrutta, la deperibilità dei prodotti rende ancora più stretto il rapporto tra continuità del trasporto, tutela della qualità e salvaguardia del valore delle produzioni. “Credo sia arrivato il momento di aprire un tavolo di confronto tra produzione, trasporto e distribuzione, per affrontare insieme i problemi dei costi e dell’organizzazione delle spedizioni. Dobbiamo trovare soluzioni concrete prima che le tensioni tornino a mettere in difficoltà l’intero comparto”, commenta Roccasalvo.
Aggiunge Giulia Montanaro, presidente dell’Associazione Nazionale Le Donne dell’Ortofrutta: “La ripartenza è un passaggio importante, ma non esaurisce i problemi emersi in questi giorni. Il valore dell’agricoltura nell’economia del Paese deve trovare riscontro anche nelle condizioni in cui lavorano le imprese.
I costi crescenti non possono essere affrontati scaricando le difficoltà da un operatore all’altro: ciascuno deve assumersi la propria parte di responsabilità – ribadisce Montanaro -, contribuendo a creare condizioni economicamente sostenibili lungo tutta la filiera”.
L’associazione considera positiva la ripresa del confronto tra Governo e rappresentanze dell’autotrasporto. Accanto alle risposte alle richieste della categoria, ritiene necessario riconoscere anche il valore dell’agricoltura per creare le condizioni perché il lavoro di ogni anello della filiera sia adeguatamente remunerato.
