Ibis ferito. La Stazione Ornitologica Abruzzese: “In Abruzzo il bracconaggio è dappertutto”. Lndc Animal Protection: “A ottobre nell’area di Sondrio abbattuti due esemplari”
Esemplare di Ibis Eremita (Foto Wwf)
PESCARA – Ibis Eremita ferito nel pescarese, dopo le rassicurazioni sulle sue condizioni, arrivano le durissime prese di posizione della Stazione Ornitologica Abruzzese e di Lndc Animal Protection che focalizzano l’attenzione sul fenomeno del bracconaggio in Abruzzo, già emerso in modo drammatico cone le uccisioni di orsi, e della necessità di intervenire seriamente per la tutela della fauna selvatica e protetta.
Così come l’Orso Marsicano, infatti, l’Ibis è specie sotto tutela perché a rischio estinzione e sono ormai rarissimi i suoi esemplari. Il fatto che una coppia sia arrivata in Abruzzo è un fatto rilevante e, di certo, non è questo il modo per incentivare la presenza e lo sviluppo di questa specie.
“Anche in Abruzzo abbiamo dimostrato quanto il bracconaggio sia un costume comune e diffuso dappertutto, mentre la sorveglianza e, soprattutto, la conseguente azione della magistratura lasciano a dir poco a desiderare”.
Lo afferma la Stazione Ornitologica Abruzzese (Soa), intervenendo sulla vicenda del raro Ibis eremita ferito a fucilate nel Pescarese, sottolineando che “questo atto vile, così come la totale assenza di un ruolo della Regione Abruzzo nel recupero degli animali selvatici feriti e nella conoscenza del patrimonio faunistico è solo un ulteriore esempio di quanto ci sia ancora da fare per la tutela della fauna”.
Secondo gli ambientalisti il fenomeno riguarda “perfino animali ben più noti e monitorati costantemente come l’Orso bruno marsicano per il quale l’associazione Salviamo l’Orso ha recentemente diffuso un documento che evidenzia come almeno tre individui adulti siano ‘scomparsi misteriosamente’, mentre per quelli uccisi e trovati morti “non risulta neppure una condanna”.
“Per questi uccelli o altri animali dotati di trasmettitore satellitare – va avanti la Soa – i casi di abbattimento sono evidenti e documentati grazie al segnale Gps, ben diversa è la realtà per le migliaia di individui abbattuti senza essere rinvenuti”.
Il caso dell’Ibis eremita ferito è “ancora più grave se si pensa che i Carabinieri Forestali avevano avvisato che gli animali venivano monitorati per salvaguardarne la sopravvivenza, evidentemente è bastata una minima assenza degli agenti per l’azione del bracconiere di turno”.
“Mentre da un lato ci sono persone eccezionali che fanno di tutto per salvare questi animali e far crescere la loro popolazione, dall’altro ci sono esseri senza scrupoli che imbracciano fucili e sparano a un animale così raro e vulnerabile” interviene Lndc Animal Protection ricordando un altro gravissimo episodio di bracconaggio: nella provincia di Sondrio, poco dopo aver attraversato le Alpi durante la migrazione nell’ottobre 2025, due ibis eremita – parte di un progetto europeo di reintroduzione – furono abbattuti da un bracconiere. I Carabinieri Forestali lo hanno denunciato, sequestrando armi e munizioni.
Per l’Ibis, Lndc Animal Protection ha sporto denuncia e invita i cittadini che abbiano informazioni, immagini o video utili alle indagini a inviarle all’indirizzo avvocato@lndcanimalprotection.org.
