Il carcere di Sulmona è allo stremo. Per il Cnpp-Spp il Dipartimento non può più far finta di nulla
SULMONA – È definito uno degli istituti penitenziari più importanti d’Italia ma per il Cnpp-Spp c’è qualcosa in quello che viene detto di questo istituto che non torna. Tutto si concentra sulla voce “organico” di polizia penitenziaria.
Si può tranquillamente affermare che con i suoi 670 detenuti (e non più 656), tutti ad Alta Sicurezza con una componente di Collaboratori di Giustizia, l’istituto di pena della località Peligna è tra i più importanti della nazione se non addirittura d’Europa. Non di certo lo si può dire per il numero di agenti presenti e quindi per il conseguente contributo da assicurare in termini di ordine e sicurezza.
“Oggi è partita una nota indirizzata al Direttore Generale del Personale oltre che al Capo e al Vice Capo Dipartimento – spiega il segretario del sindacato Cnpp-Spp Mauro Nardella – dove la stortura appena descritta è stata loro debitamente rapportata.
Per il Cnpp-Spp capita che per il ruolo agenti/assistenti, a fronte di una previsione di 210 unità di cui 194 maschili e 16 femminili stabiliti con decreto del Capo Dipartimento del 23 febbraio 2024, la forza operativa reale è ridotta a sole 174 unità di cui 153 maschili e 21 femminili. Si registra pertanto una carenza di 36 unità pari a un deficit del 17,14%.

La situazione peggiora drasticamente se si analizza il dato del personale effettivamente disponibile per i turni di servizio in essere al carcere (al netto di congedi vari, malattie, distacchi) che per il ruolo agenti/Assistenti (quelli per intenderci che si ritrovano quasi tutti in front line con i detenuti) scende a sole 135 unità di cui 118 unità maschili e 17 femminili.
Il Reparto accusa quindi una perdita percentuale complessiva dell’organico previsto che, di fatto, rende matematicamente impossibile la copertura adeguata di tutti i posti di servizio.
L’inaugurazione del nuovo padiglione detentivo ha ulteriormente aggravato il carico di lavoro – prosegue Nardella -, aumentando di oltre 250 unità il numero di detenuti rispetto a due anni fa e, di conseguenza, il numero di posti di servizio, ovvero il carico di lavoro.
Il tutto senza, come detto, il corrispondente aumento del numero di poliziotti penitenziari. Con tale situazione non è più possibile garantire il livello minimo di sicurezza e il rispetto dei diritti contrattuali del personale.
La carenza e talmente marcata da pregiudicare l’incolumità degli operatori e l’ordine dell’istituto. Il Cnpp-Spp chiede pertanto un intervento immediato quanto straordinario da parte del Dipartimento attraverso l’invio di 50 unità di Polizia Penitenziaria.
Tale intervento per il sindacato non è più procrastinabile – conclude Nardella -, pena il collasso definitivo della struttura. Continua intanto lo stato di agitazione del personale iscritto”.
