Il Cardinale Giulio Mazzarino: un politico marsicano riemerso dalla storia al “Premio Gioacchino Volpe”. La figura del “forestiero” in terra straniera per Silone
*di Sergio Venditti
L’AQUILA – L’Abruzzo, specie interno, mostra positivi segnali di risveglio della sua sensibilità storica-culturale, ora con due Premi, a valenza Internazionale, come quello dedicato a L’Aquila al grande Gioacchino Volpe ed a Pescina, al Cardinale Mazzarino, che li nacque , per poi arrivare a governare la Francia del “RE SOLE”.
Il primo, arrivato alla sua seconda edizione, inserito a pieno titolo nel cartellone ufficiale di “Capitale della Cultura Italiana” di quest’anno, (presente il sindaco Pierluigi Biondi) che ha visto nel 2026 un lavoro “certosino” della sua attenta giuria (presieduta dal Dott. Gianni Letta, abruzzese doc), con gli autorevoli membri: il Sen. Prof. Gaetano Quagliariello, il Dott. Antonio Polito ed il Dott. Bruno Vespa, che hanno premiato, nelle varie sezioni, autori ed opere, che sembravano essere entrati nel ” cono d’ombra”, della storia, scritta sempre, dai vincitori e mai dal “sangue dei vinti”, come titolava un noto libro del giornalista Giampaolo Pansa.
E così il Premio dedicato all’esimio storico e parlamentare del Regno d’Italia, nato a Paganica, nel 1876, che ha lasciato importanti opere della storia italiana del primo ‘900, ha dato il riconoscimento al Prof. Tommaso Piffer, per l’importante opera :”Sangue sulla Resistenza. Storia sull’eccidio di Porzus (Ed. Mondadori 2025), che ripercorre una delle pagine più dolorose e misconosciute della lotta partigiana, “fratricida”, in cui furono uccisi dai “gappisti” comunisti ben 17 combattenti cattolici e liberal- socialisti, sul confine jugoslavo, tra cui Guido Pasolini, il fratello dello scrittore e regista Pierpaolo, di cui sono stati letti dei suoi commoventi versi, da parte dell’attrice Nancy Brilli.
Un gravissimo episodio, perpetrato tra il 7 e l’8 febbraio 1945, con una motivazione scritta dalla Corte d’ Assise d’Appello di Firenze: “Atti compiuti in esecuzione di un medesimo disegno criminoso, con il quale si tendeva a porre una parte del nostro Stato, sotto la sovranità della Jugoslavia”.
Nella sezione dedicata a “Panfilo Gentile”, grande giornalista aquilano, per i saggi politici, è stato premiato l’autore Alberto Mingardi, per il suo libro:” Meglio poter scegliere.I referendum del 1995 e la battaglia per la televisione commerciale” (Mondatori,2025).
La successiva dedicata a “Stefano Vespa”, sul tema della sicurezza ha premiato l’Avv. Antonio Panunzio per un progetto mirato a “L’esternalizzazione dei servizi di sicurezza nei penitenziari”. Infine la giuria ha conferito due premi speciali, alla carriera, per la Prof.ssa Maria Teresa Giusti, storica, aquilana di nascita e docente presso UNICH,per il suo testo: “Relazioni pericolose.Italia fascista e Russia comunista (Ed.Il Mulino, 2023).

A seguire il riconoscimento alla dottoressa Alina Di Mattia (nella foto), per il suo bel libro “Giulio Mazzarino-L’abruzzese alla corte del Re Sole” (A.D.2025), che ridà nuova luce e lustro ad un grande statista dell’Europa del XXVII secolo, (nato a Pescina nel 1602), che viene analizzato in tutti i suoi aspetti, anche particolari, ma che con la cultura giuridica e politica ha contribuito a costruire l’assolutismo della monarchia francese, con il “suo” Re, Luigi XIV, però con una visione di pace ,come quella storica di Vestfalia, del 1648, dopo tutta la sua azione diplomatica, al servizio prima del papato.
Lo stesso Premio Internazionale a Lui dedicato dalla Città di Pescina e dal Consiglio Regionale dell’Abruzzo (con il Comitato presieduto dalla Consigliera Antonietta La Porta) è arrivato anch’esso alla sua seconda edizione ,che si è svolta nella “Città di Silone e Mazzarino”, il 31 gennaio scorso, nella splendida “Casa Museo GRM” e (dopo il Prof. Andrea Riccardi, Presidente della Società DanteAlighieri) ha premiato sempre “per la Politica e la Diplomazia”, S.E.l’ambasciatore Maurizio Serra, diplomatico di lungo corso ed ora valente scrittore, che con la sua rinomata ricerca storica e letteraria, gia’ ha prodotto opere pregevoli.
La nascita a Londra, gli studi a Roma, con la laurea e numerosi master, inserendosi nella carriera diplomatica, con prestigiosi incarichi (tra cui la direzione dell’istituto diplomatico “Mario Toscano”, nel M.A.E.C.I. insegnando alla LUISS di Roma: “Storia delle Relazioni Internazionali”.
Con la sua firma le biografie di celebri autori: da C. Malaparte a I. Svevo,G. D’Annunzio “Il Vate” e Guido Piovene, ma anche saggi su il “Caso Mussolini” (Neri Pozza 2021) e l’attualissimo “Scacco alla Pace. Monaco 1938” (Neri Pozza,2024), mentre in libreria c’è l’ultimo libro,”In Visita: romanzo in tre episodi (Neri Pozza, 2025), ricevendo molti prestigiosi premi internazionali e la presenza come unico italiano “Immortel”, presso l’Academie Francaise”, quella fondata dal Cardinale Richelieu, il maestro di G.Mazzarino, a Parigi ,nel 1635 e che nella sede attuale, oltre le altre prestigiose Accademie ospita anche la “Biblioteca Mazarine, l’istituzione pubblica più antica del Paese, donata dal cardinale abruzzese alla Francia”.
Nell’ultima intervista, al quotidiano “Il Centro “, l’ambasciatore M. Serra ha dichiarato:”Non c’è Europa senza identità comuni e cultura.Cosi si rinnova il rapporto con la Francia instaurato dal cardinale abruzzese “.Un messaggio quanto mai attuale, di fronte alle gravi minacce nel confronto geopolitico internazionale, che richiama anche le parole dell’altro grande pescinese, Ignazio Silone, sul ruolo decisivo di una Europa “Democratica e Federale”, all’indomani dell’immane secondo conflitto mondiale, quando i venti della “guerra fredda” già soffiavano forti sul vecchio continente.In un suo discorso a Roma, al teatro Eliseo,nel 1947(dopo aver fondato la rivista “Europa Socialista”), Egli ribadi’ l’esigenza di un nuovo soggetto che superasse i nazionalismi, come “terza forza mondiale”, insieme ad intellettuali come A.Spinelli e E. Rossi.
In esso riprendendo anche la sua dimensione duale, che legava il provinciale e l’internazionale, come affermò il suo amico, il Premio Nobel, A.Camus, che era stato come lui esule. In questo il concetto di esilio veniva visto non solo come sventura e solitudine, umana e materiale, ma altresi’ come “auto-liberazione”, ritrovando le proprie radici “fontamaresi” e quelle cristiane, contro tutte le ideologie di massa e le loro pulsioni di “tirannidi violente”, lui che in Svizzera si era sentito esiliato, sia dal suo partito che dalla Patria.
“SI ALLA PACE, NO AL PACIFISMO” (Fondazione G.Volpe 1984)
*Giornalista della rivista “Tempo Presente” – Abruzzo
