Il coronavirus ha fatto riinviare 40mila matrimoni in Abruzzo: un danno all’economia da 26 miliardi

L’anno venti-venti sarebbe dovuto essere quello del boom. Tante coppie hanno atteso infatti la doppia cifra per pronunciare il fatidico sì.
E per la primavera 2021 tutto sold-out.

ORTONA A MARE – Il 2020 rischia di trasformarsi in un incubo da declinare a fatturato zero anche per il settore matrimoni. La pandemia ha messo tra parentesi ogni progetto in attesa che arrivino tempi migliori.

La filiera fatta di imprese di abiti nuziali,  catering, wedding plannerfioristiorganizzatori di eventifotografi, location matrimoniali, musicisti, noleggiatori di auto da cerimonia e, tra gli altri parrucchieri specializzati, che ogni anno fattura in totale 40 miliardi di euro circa, è a terra, con una perdita Covid-19 stimata in 26 miliardi di euro e con la prospettiva di una ripartenza prevista nella fase tre, ma ancora avvolta nella nebbia, senza un calendario certo.

“Un intero settore in ginocchio”, afferma la wedding planner pescarese Simonetta Quieti, che aggiunge: “in molti stanno rinviando al 2021, sarà l’anno dei matrimoni infrasettimanali e invernali”. E’ tutto l’indotto ad essere in fortissima crisi:e’ tutto fermo.”

Con l’arrivo della Fase 2 cambia qualcosa per i matrimoni? Le note misure di distanziamento sociale, che assicurerebbero un minor rischio di contagio da Covid-19 e l’obbligo di non fare assembramenti, oltre che utilizzare le mascherine, rimane invariato. Quindi cosa succede ai matrimoni?

In effetti con le nuove disposizioni di cui al Dpcm pronto a diventare pienamente esecutivo dal 4 maggio, le celebrazioni dei matrimoni non sono più impedite per motivi sanitari, bensì potranno svolgersi, ma non tramite le consuete e più o meno affollate cerimonie pubbliche, civili e religiose. Ciò ovviamente allo scopo di evitare assembramenti che possano rappresentare una minaccia di contagio virale.

Ricapitolando: i matrimoni religiosi e civili o le unioni non sono attualmente vietati. Sono semmai ridotti all’essenziale: officiante, sposi, testimoni, gli anelli e una penna per firmare gli atti. Troppo poco per una tradizione che in Abruzzo è stata sempre espressione di festa e convivialità.

Tra gli sposi c’è chi pensa di differire la data di qualche mese.  Il punto è se il calendario avrà ancora caselle disponibili. Lo scenario più probabile è quello di andare verso un 2021 sovraffollato. Intanto la crisi è delle più cupe anche per molte coppie, tra le quali qualcuna si ritrova senza lavoro e dunque, pensare ad un matrimonio di questi tempi, sembra davvero assurdo per molti futuri sposi.

Abbiamo chiesto ad una coppia che si sarebbe dovuta sposare tra poche settimane, i problemi che hanno affrontato e quelli che devono ancora affrontare, difficoltà con i gestori dei ristoranti e scelte future.

Così Paolo e Melissa, “ex” futuri sposi di Maggio 2020 ci hanno raccontato:

Stavamo organizzando il matrimonio da un anno. Tutto pronto: mancava solo qualche dettaglio come le bomboniere. Avevamo già ritirato gli abiti e inviato le partecipazioni.
Il disagio più grande che abbiamo incontrato con l’arrivo della pandemia e quindi il dover spostare la data, è stato dover decidere in fretta, davvero a tempo 0, una nuova: il boom di rinvii ha fatto si che il ristorante ci ha dato delle date ipotetiche, invitandoci a non pensarci troppo. Dicendoci: “chi prima telefona gli confermo la data.” Pur sapendo che cambiare una data del matrimonio equivale a cambiarla anche ad altri fornitori e bisogna quindi avere il tempo di constatare che siano tutti disponibili.
Quindi ci sono state proposte date che non rispecchiano le nostre esigenze. Il gestore del ristorante ci ha indirizzato verso date del 2020 si, ma a ridosso dell’inverno e infrasettimanali, poiché i weekend erano già tutti pieni.

Avevamo scelto invece di celebrare il matrimonio di sabato -e così avremmo voluto mantenere- perché abbiamo molti parenti che vengono da fuori. Ma il proprietario della location non ha tenuto a bada questa nostra peculiarità.

Non ci hanno mai negato di poter rinviare al 2021, però ci hanno indirizzato e alla fine convinto a scegliere una data nel corrente anno. Ovviamente nonostante i disagi ( la cui colpa non è da imputare a nessuno certo), non ci è stato scontato il prezzo richiesto, anche se nel caso in cui il nostro matrimonio si dovesse celebrare nel 2020, la nuova data scelta non sarà un sabato.”

Dunque forse c’è da pensare che qualche ristoratore si stia approfittando della situazione e voglia lasciare le date disponibili del 2021 a chi già aveva intenzione di sposarsi l’anno prossimo, quasi infischiandosene dei problemi delle coppie di oggi.
Inoltre a Paolo e Melissa sono giunte voci che spostando la data all’anno prossimo, il proprietario chieda una maggiorazione sul prezzo concordato.

“Per adesso lasciamo la data che ci hanno chiesto di tenere: ottobre 2020. Certo è che non vogliamo sposarci con la mascherina, ne lasciare a casa la maggior parte degli invitati per fare una ricevimento con pochi intimi. Se dunque la situazione rimarrà tale anche ad Ottobre, ri-invieremo nuovamente la data.
Se questo non dovesse accadere, quindi se ci dovessimo sposare quest’anno ,vorrebbe dire anche che la pandemia è terminata e il virus debellato: è un desiderio oltre che un augurio.”

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