Il Coronavirus, la Regione, la Asl1 e quel fastidioso “brufolo” chiamato Marsica

AVEZZANO – Prevenire è meglio che curare, una ovvietà talmente grande che, però, rientra in quelle ovvietà di cui parla l’illuminato Seneca secondo il quale «A volte il primo compito delle persone intelligenti è la riaffermazione dell’ovvio».

Coronavirus (Foto Ansa)

E proseguiamo, quindi, con le ovvietà intelligenti. La pandemia “Covid-19” o Coronavirus, a seconda dei gusti, ha assunto i toni dell’emergenza drammatica. Ma in tempo di globalizzazione, chiediamoci, è possibile pensare che con gli spostamenti globali e le merci che corrono dappertutto, si possano verificare casi di questo genere? La risposta è Sì e il caos più recente è quello della cosiddetta “Influenza Suina”. Era il 2009 e anche al tempo si parlò di pandemia,contagiati, morti, casi e poi tutto sparì con l’avvento del vaccino trovato a tempo di record. Ma questo non ci interessa. Il dato centrale è che in un mondo siffatto le pandemie possono essere messe fra gli eventi che possono verificarsi. Se ciò è vero, quindi, la seconda domanda è: gli stati e le organizzazioni internazionali, possono prevenire gli effetti disastrosi di questi eventi? La risposta è: Forse Si. Mettiamo un forse per socratico dubbio di sapere di non conoscere.

Sta di fatto che se si investisse di più, e ovunque, in ricerca e sanità pubblica, gestire queste situazioni sarebbe più semplice. E quando uno ha la fortuna d avere un caso esemplare e con anticipo, si può provvedere per tempo? Qui la risposta è: Certamente Si.

E arriviamo a noi, alla Marsica, questa fastidiosa protuberanza che è incollata alla regione Abruzzo, inserita nella provincia dell’Aquila. La Regione, in senso di istituzione, e la Asl1 diretta dal Dg Testa, hanno avuto la possibilità di vedere cosa stava accadendo al nord Italia, in Lombardia in particolare. Una regione, peraltro, dove il sistema sanitario è un’eccellenza e in alcun modo paragonabile al nostro. Nonostante questo le notizie che arrivano da lassù le conosciamo tutti.

Tutti tranne i nostri amministratori regionali e della sanità visto che, ad un mese dallo scoppio dell’Emergenza Covid-19, siamo qui a parlare di sistema stressato, di fase 2 e fase 3, di personale sanitario che lamenta carenze strutturali, di materiale e anche di unità lavorative. La fase 1, stando al decreto del Presidente Marsilio, prevede l’utilizzo degli ospedali più grandi e, qualora la situazione peggiorasse, e speriamo di no a 360 gradi, entrerebbero in campo anche quelli più piccoli.

Sulla carta. La realtà, ad esempio, è che la Marsica ha un ospedale, quello di Pescina, aperto a metà, e sicuramente sprovvisto di dotazioni importanti, e lo stesso dicasi per Tagliacozzo. Avezzano, poi, si trova in emergenza 12 mesi l’anno, tanto è vero che la politica, soprattutto quella “annunciatoria” e delle promesse elettorali, parla da tre anni di nuovo ospedale. Ma i virus sono poco educati ed hanno una gran fretta. Questo Covid, peraltro, è arrivato quando del nuovo ospedale non si vede ancora nemmeno un disegnino fatto a mano ed è talmente maleducato da propagarsi a velocità non comune.

Il problema, e torniamo a Seneca, sta ancora nell’ovvietà. Forse sarebbe stato giusto potenziare, investire e fare in modo di creare reti sanitarie territoriali e interconnesse fra loro al punto da realizzare una efficiente rete di assistenza sanitaria pubblica regionale in grado di affrontare velocemente anche emergenze di questo genere. Certamente si. Invece dal Presidente Chiodi in poi, passando per Del Turco, D’Alfonso fino a noi con Marsilio, si sono susseguiti tagli selvaggi a sanità e ricerca. Naturalmente la Marsica ne ha fatto le spese con un depauperamento strutturale e di mezzi impressionante. Ospedali ridimensionati, servizi portati altrove, nessun investimento degno di nota. Lo vediamo sin dalle cose più piccole.

L’ultima è la vicenda delle mascherine inviate dalla Protezione Civile. Arrivate, poi buone solo per i visitatori e ora, stando ad alcune indiscrezioni, addirittura ritirate. Un susseguirsi di affermazioni e di precisazioni e smentite che la dicono lunga su cosa sta accadendo alla Asl1 del dottor Roberto Testa. Parliamo dello “Scottex Casa” ripiegato e con due tagli ai lati per infilarci le orecchie. Figurarsi attrezzare un ospedale per pazienti con crisi respiratorie gravissime come in questo caso. Kit Dpi completi per il personale, respiratori, ventilatori; dove li troviamo visto che non li abbiamo cercati fino ad ora? E il personale, che ha lamentato una grave carenza delle mascherine di protezione, fino ad ora come ha operato e in che condizioni è? L’esposto della Cgil provinciale dell’Aquila è solo di ieri e si contesta alla Asl1, sempre quella “aquilomarsopeligna” di Testa per capirci, di non aver preso in alcuna considerazione l’idea di far fare i tamponi a tutto il personale sanitario. Sperando che non ci si dica che mancano i “bastoncini” (non quelli surgelati ma quelli per prendere i campioni di saliva), ci chiediamo, invece se non siano piuttosto insufficienti le strutture e le dotazioni, tipo i necessari reagenti per fare il test.

E parliamo di strutture da approntare. Ospedale a parte, giorni fa, ormai più di una settimana, l’ex consigliere comunale di Avezzano del Pd, Roberto Verdecchia, poi appoggiato da altri avvocati, cittadini e sindaci, aveva proposto a Asl, Regione, Protezione Civile e Commissario Prefettizio del Comune di Avezzano Passerotti, di allestire un centro per ricoveri e terapia intensiva nell’interporto di Avezzano. Nessuno ha risposto, nemmeno per dire “Guardi avvocato Verdecchia, non se ne parla perchè la sua idea non serve a nulla”. Così come non ha avuto risposte la suddetta Cgil, sia per i Dpi sia per i tamponi, Silenzio assoluto e due esposti presentati alla Procura dell’Aquila dallo stesso sindacato. Silenzio anche su Pescina. Riattivato il 118 medicalizzato, un ambulatorio, resta al palo la struttura di emergenza. E il Sindaco Iulianella è lì che attende ancora risposte ai suoi quesiti. Insomma, pare che le istituzioni abruzzesi, soprattutto quelle che hanno a che fare con la Marsica, abbiano finito i francobolli e non abbiano più email a disposizione. Non si scrive, non si telefona, nulla. Il silenzio assoluto.

E parliamo anche di aspetti collaterali, quelli sociosanitari. La foto del senzatetto ad Avezzano che dormiva sulle scale della poste di via Marconi, è solo di ieri sera. Dove sta un piano per le persone in difficoltà? Nulla, non si vede nulla e qualcuno ha persino criticato la Caritas che in qualche caso ha provato ad intervenire con i mezzi di cui dispone.

Insomma, assistenza sanità, prevenzione, sostegno, qui son solo parole. Vuote, fragili e che destano parecchie perplessità, non solo in chi in qualche modo si occupa di queste faccende, ma anche nella popolazione. E’ ora che questo silenzio venga rotto e si ponga fine a questa sottovalutazione e mortificazione della Marsica e anche di altre zone della regione (si veda ciò che sta accadendo a Lanciano) e che le istituzioni sentano almeno l’obbligo di dare risposte ai cittadini.

Noi come giornale abbiamo cercato di tenere conto di tutto in questo periodo ma ora, non si può più “gestire”. Troppe le “grida di dolore” che ci arrivano da cittadini spaventati, operatori sanitari disorientati, addetti ai lavori che fanno emergere crepe preoccupanti in ciò che chiamare sistema ci pare davvero inappropriato. Che la nostra analisi non è errata e fuorviante lo testimonia la dichiarazione che ha fatto oggi l’assessora alla Salute, Nicoletta Verì, all’Ansa: “Al momento abbiamo un sistema sanitario regionale fortemente sotto stress, anche se finora posso affermare con certezza che ha retto bene all’urto dell’emergenza, grazie soprattutto al lavoro instancabile degli operatori sanitari, che non si sono mai risparmiati nonostante le difficoltà”. L’assessore alla sanità abruzzese Nicoletta Verì ammette come “di fatto si sono azzerati i confini tra le diverse Asl abruzzesi, che stanno operando in stretta collaborazione come un soggetto unico”.

Cara assessora Verì, sottolineare che “di fatto si sono azzerati i confini delle Asl abruzzesi che stano operando in stretta collaborazione come un soggetto unico” non doveva essere un risultato. Doveva essere la premessa per far funzionare un Sistema in una emergenza come questa. E qui arriviamo alla conclusione. Il Sistema evidentemente non è tale e la Marsica, in questo contesto, resta un “brufolo” fastidioso che ogni tanto dà del prurito.

2 thoughts on “Il Coronavirus, la Regione, la Asl1 e quel fastidioso “brufolo” chiamato Marsica

  1. Buongiorno, Sono di pescina e domiciliato a Collarmele da qualche anno e mi trovo bene da ambo le parti, detto questo vengo al dunque, leggendo il suo articolo, le comunico che mi trova d’accordo su tutto, ora sembra che un obiettivo si è raggiunto, il condizionale è d’obbligo, adesso rimane il più spinoso ,gli ospedali di pescina e Tagliacozzo, purtroppo sia la Asl che la regione non si pronunciano anzi è meglio dire non vogliono assolutamente ascoltarci come se noi non facessimo parte di questo territorio” marsica” lei saprà sicuramente tutta la storia fino alla chiusura di tutti i servizi, compreso il ppi, mi dica lei se è giusto tutto questo, prima il10 09 2010 è stato chiuso convrtendolo in ospedale di comunità e purtroppo anche Tagliacozzo adesso con l’avvento di questo maledetto virus la valle del giovenco è rimasta a pane e acqua, non so più cosa pensare, invece di potenziarlo specie nel momento in cui ci troviamo lo chiudono, io ho fatto parte del comitato pro ospedale da 95al 2010, e sappiamo benissimo chi erano i mandanti, gli stessi che ci sono adesso, non mi prolungo di più altrimenti ci sarebbe da scrivere un romanzo non se può rispondermi la saluto cordialmente e buona giornata

  2. Ogni popolo ha il governo che merita. Fino a quando voteremo per l’amico o per colore, giallo, rosso o verde senza poi tener conto dei risultati e delle frottole che raccontano in campagna elettorale è giusto che sia così

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *