Il film “Parola di Tommaso” riaccende la fede cristiana negli antichi Abruzzi. Il progetto della Città di Celano sia valorizzato: “Urbi et Orbi”
Corrado Oddi interpreta il Beato Tommaso da Celano
di Sergio Venditti*
AVEZZANO – La proiezione dell’opera prima “Parola di Tommaso”, il 21 novembre ad Avezzano ha suscitato una viva emozione, testimoniata dallo stesso successo di pubblico, mobilitando tutta la Città di Celano, accanto all’intera Marsica. In particolare, questa orgogliosa Città, in presenza dell’Amministrazione Comunale, guidata dal Sindaco Settimio Santilli, con la Presidente del Consiglio Comunale, Silvia Morelli, (coordinatrice di tutto il progetto e presentatrice dell’evento), accanto a tanti sindaci marsi, tra cui Vincenzo Giovagnorio, della Città di Tagliacozzo, dove riposano le reliquie del biografo di San Francesco, vista la promozione dello stesso vescovo di Avezzano, Giovanni Massaro.

Un film che ha richiesto un grande sforzo finanziario ed organizzativo, assicurato dal Comune di Celano, (& Kahuna Film e Dado Production, con la Film Commission Abruzzo e la Tuscany Film Production) ed altri sponsor privati, in vista della sua stessa promozione nei vari circuiti cinematografici nazionali e non solo.
In quest’ultimo inserito anche il ritrovamento di un piccolo manoscritto francescano, attribuito a Tommaso. Un’occasione preziosa per ricordare un religioso a lungo dimenticato, se non duramente contrastato in vita, rievocato con grande intensità dalla sapiente regia di Matteo Vanni (con il ricorso all’efficacia tecnica del “Flashback”), la suggestiva colonna sonora di Pericle Odierna, animato da un bravo attore come Corrado Oddi, che da marsicano, ne ha esaltato i valori di cultura, tenacia e coerenza, tipici di una terra storicamente legata ad una tradizione religiosa ,che si perde nella “notte dei tempi”.


Una linea, quasi di continuità, con un altro grande “Spirito della Chiesa”, che ha segnato la sua epoca, quel Pietro Angelerio, che passerà alla storia come Celestino V: Il Papa del “Gran Rifiuto”. Anche quest’ultimo fu ferocemente osteggiato in vita, dalle medesime logiche del “potere temporale” delle autorità religiose, da cui prese le distanze, ma divenendone comunque una vittima, denigrata nella stessa “Divina Commedia”, da parte di Dante Alighieri: Il Papa, “che fece per viltade il gran rifiuto”, che lo mise in mezzo agli ignavi” (G. Fofi).
Nei tempi a noi più contemporanei si deve proprio ad un altro esimio abruzzese, lo scrittore Ignazio Silone, la sua riabilitazione , con il celebre romanzo “L’ avventura di un povero cristiano”, scritto in forma teatrale, che vinse il Premio Campiello nel 1968, aprendo altresì un grande dibattito per il rinnovamento della Chiesa Universale, uscita dal Concilio Vaticano II, oltre la riconciliazione dell’autore di “Fontamara”, con la critica “militante”, che lo aveva sempre sottovalutato ed emarginato.

In particolare, in un’intervista di quel periodo lo scrittore di Pescina descrive mirabilmente il profondo sentimento religioso abruzzese, che da secoli percorre le sue valli e conche, riprendendo l’esempio dei suoi tanti eremiti, come il celebre “Pietro da Morrone”, che come prima Fra Tommaso da Celano, interpretarono radicalmente il messaggio rivoluzionario del “Messia” in terra e dopo del “Fraticello d’Assisi”.
Così questi compose la sua intima ed intensa “Vita Prima” del Santo “Patrono d’Italia”, nel 1228, la biografia commissionata da Papa Gregorio IX.”… Il carattere peculiare del vero uomo abruzzese è dunque un’estrema resistenza al dolore, alla delusione, alla disgrazia; una grande e timorosa fedeltà; una umile accettazione della “croce”, come elemento indissociabile della condizione umana”(I.S.).

In conclusione, questa importante opera cinematografica, proprio per le capacità attrattive e d’immagine di questa arte, può svolgere un’importante azione divulgativa, specie verso le nuove generazioni, su questo straordinario uomo di chiesa, dalla grande cultura e visione profetica, inserendola altresì nel circuito culturale-turistico dei “Cammini Religiosi e degli Eremi”, a tutti i livelli.
Tommaso ridefinì l’incredibile vita del Santo, che conobbe, come: “modello per l’Ordine e per l’intera società christiana… in una nuova missione provvidenziale… del cristianesimo di Francesco… con la sua Minoritas, ovvero la sottomissione alla volontà ddivina… con il dono delle stigmate”.

A lui, tra l’altro, dobbiamo il famoso “Dies Irae” (“Il giorno dell’Ira”), una famosa composizione poetica medievale, in lingua latina, musicata dopo anche dal grande W.A. Mozart e G. Verdi, in cui si descrive, “il giorno del giudizio”: “L’ultima tromba che raccoglie le anime davanti al Trono di Dio, dove i buoni saranno salvati e i cattivi condannati al fuoco eterno”.
*Sergio Venditti – Rivista “Tempo Presente” – Abruzzo



