Il lago, gli specchi, le omissioni: così nasce “Un caso irrisolto”. Intensa opera di Massimo Pietrantoni carica di suggestioni, capace di unire introspezione, tensione narrativa e accuratezza psicologica
AVEZZANO – Il 29 novembre scorso, si è svolta la presentazione del libro Un caso irrisolto, ultima opera del docente e scrittore Massimo Pietrantoni. L’incontro, ospitato nella storica libreria Colacchi dell’Aquila, ha registrato un’ampia partecipazione di pubblico, confermando il forte interesse nei confronti dell’autore e delle sue pubblicazioni.
Il romanzo. Sulle rive di un lago dal luogo imprecisato, talmente anonimo da sembrare inventato, Massimo Pietrantoni ambienta Un caso irrisolto (Montag Edizioni, 2025), il suo nuovo romanzo dopo Summer Sadness. Il titolo strizza l’occhio al giallo, ma è solo un’esca: qui non ci sono detective, né cadaveri, né indagini serrate. I morti – quando compaiono – lo fanno di sfuggita, evocati come ombre dai personaggi.

Viaggio nell’inquietudine. Il cuore del libro è altrove: in un thriller psicologico corale che scava nelle menti dei protagonisti e li mette uno davanti allo specchio dell’altro, in un gioco di riflessi che amplifica tensioni, paranoie e ambiguità. La trama procede per continui scarti e riavvolgimenti, disorienta ma tiene agganciati, perché ogni pagina sembra nascondere un dettaglio che potrebbe ribaltare tutto.
Il risultato. Quello di Pietrantoni è un racconto inquieto, magnetico, capace di tenere il lettore sospeso senza ricorrere agli strumenti tradizionali del thriller. La quiete del paesaggio è solo un velo, una maschera che copre tensioni sotterranee. Con una prosa asciutta ma evocativa, il libro lascia dietro di sé un senso di irrequietezza e fascinazione, come il riflesso incostante dell’acqua al tramonto.
L’altra opera. Dell’autore segnaliamo anche Summer Sadness, di cui proponiamo una breve recensione. Nel romanzo, raccontato in prima persona, il protagonista è un uomo in fuga dal proprio passato che vive in un Paese orientale dalle atmosfere soffocanti, specchio della sua tensione interiore. Costantemente braccato dalla paura di essere ucciso e incapace di qualsiasi legame affettivo, emerge come una figura ambigua e rassegnata. Pochi cenni rivelano il suo passato fatto di incarichi violenti eseguiti senza convinzione, quasi presagendo che la stessa sorte potesse toccare a lui. Nessun pentimento, nessuna redenzione: soltanto una vita sospesa, segnata da un’angoscia inevitabile.
