Il Liceo Scientifico Vitruvio di Avezzano al Festival della Scienza a Roma

di Sofia Capodacqua e Jordy Rossi

AVEZZANO – La scienza è un sistema di conoscenze ottenute attraverso un’attività di ricerca che cerca di divulgare e far comprendere ad altre persone la nascita o lo sviluppo di un fenomeno.

Questo è lo spirito con cui gli studenti delle classi 3L, 3H e 5H Liceo Scientifico M.V. Pollione, accompagnati dai docenti Argante Ciocci, Francesca Berardi, Roberta Pompili e Maria Carmela D’Agostino, con la collaborazione e il supporto della Dirigente Scolastica, Prof.ssa Nicolina Tania Ulisse, hanno visitato il Festival della Scienza a Roma il 22 Novembre, partecipando a conferenze, mostre e laboratori presentati da scienziati, ricercatori e artisti.

La giornata si è aperta con una conferenza tenuta dal Genetista e scrittore Guido Barbujani  e dalla scrittrice Igiaba Scego  sulle teorie sull’evoluzione dell’uomo.

In seguito, gli studenti hanno assistito ad una conferenza “Progresso e sostenibilità: la Decarbonizzazione”, riflettendo sulla necessità di diminuzione dell’utilizzo di combustibili fossili, anche per la costruzione degli aeroplani.

Interessante è stata la riflessione sul movimento del “flight shaming”, cioè dissuadere le persone dalla scelta di volare in aereo, per ridurre le emissioni di anidride carbonica al fine di contrastare il cambiamento climatico, sulla spinta ad utilizzare metodi come il volo diretto, in modo da accorciare le tratte da percorrere, oppure sull’utilizzo da parte delle compagnie aeree del carburante ecologico.

Per questo dei ricercatori stanno lavorando per arrivare ad una direzione più sostenibile, anche se si è ben lontani dal raggiungere l’obiettivo di emissioni zero nell’ambito dell’aviazione.

La giornata, tuttavia, non si è conclusa così: infatti, i vitruviani si sono recati a vedere i laboratori messi in mostra da altri scienziati e uno particolarmente affascinante è stato quello che ha simulato, grazie all’aiuto della tecnologia, la torri di controllo degli aerei con il loro relativo funzionamento permettendo ad alcuni di noi di “pilotarli”.

Si può dire che è stata un’esperienza costruttiva dal punto di vista didattico, ma è stata apprezzata anche perché è stato il primo momento di bella condivisione sociale dopo i due anni di pandemia che ci hanno portato ad una “reclusione” consigliata, durante la quale non è stato possibile, non solo condividere attività sociali, ma ci è stata negata anche la possibilità di andare a scuola, il luogo dove la socialità di noi adolescenti ha inizio.

 

 

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