Il “Tartufo d’Abruzzo” ha il suo marchio. Imprudente: ora tutti dobbiamo puntare alla sua valorizzazione

Pescara– Presentato il marchio “Tartufo d’Abruzzo” nella sala Ipogea del consiglio regionale d’Abruzzo.

“Facciamo squadra e puntiamo alla valorizzazione del nostro tartufo”. E’ stato questo l’appello lanciato il vice presidente della Regione Abruzzo, con delega all’agricoltura e ai parchi, Emanuele Imprudente, nell’ambito della presentazione del marchio e del logo  “Tartufo d’Abruzzo”.

 In apertura dei lavori (fissati per marzo e poi slittati a causa dell’emergenza coronavirus a venerdì scorso) il presidente dell’Amta, Fabio Cerretano ha sottolineato che si tratta di un vero e proprio marchio che identifica un prodotto di cui il sottosuolo abruzzese è ricco e che necessita di tutela. Richieste che hanno trovato terreno fertile nell’assessorato all’agricoltura, come confermato dallo stesso Imprudente, che si è detto pronto a marciare verso la valorizzazione del tartufo al fianco di associazioni e tartufai con l’obiettivo di vedere riconosciuto il giusto peso a una delle risorse del nostro sottosuolo.

 “Bisogna lavorare su più fronti”, ha commentato il vice presidente della Regione Abruzzo Imprudente, “se dobbiamo credere in qualcosa che ha un valore serve partire per primi senza predicare bene e razzolare male. Questo è il momento di fare il salto di qualità come hanno fatto altre realtà che di fatto sono state più brave di noi. Dobbiamo mettere in atto una crescita complessiva che comprenda il marchio, il logo e il disciplinare. Quest’ultimo è importante perché è la vera scommessa. Stiamo giocando insieme una partita importante ma difficile al tempo stesso”.

Imprudente ha precisato che: “In Abruzzo si deve passare dalla conservazione all’opportunità. L’idea è quello di unire tutto il sistema abruzzese dei prodotti in un unico marchio, un marchio di certificazione e qualità della regione”.

“Il tartufo lo abbiamo sempre da gennaio a dicembre”, ha ricordato Giovanni Scioli, presidente Catra, “bisogna tenere conto di diversi fattori e sviluppare il suo potenziale attraverso il turismo esponenziale e la sostenibilità”.

Dino Viani ha presentato il video dedicato al Tartufo d’Abruzzo nell’ambito del progetto di valorizzazione, mentre Cerretano ha illustrato il percorso che si sta intraprendendo per la candidatura a bene immateriale della cerca e cavatura del tartufo all’Unesco ai tanti presenti tra i quali c’era anche il consigliere regionale Antonietta La Porta.

L’assessore regionale al Turismo, Mauro Febbo ha ricordato “l’importanza dell’approvazione della legge regionale sul tartufo, sudata e condivisa, che è arrivata al termine di un percorso volto a mettere in luce il patrimonio del tartufo. Come governo regionale lavoriamo affinché il tartufo non sia una ricchezza solo di chi lo va a cavare, ma possa far parte di una rete che porti anche alla scoperta delle aree interne”.

 Anche Lorenzo Sospiri, presidente del consiglio regionale, ha ribadito l’assoluto valore aggiunto del tartufo nella panoramica dei prodotti tipici e delle risorse d’Abruzzo. “Possiamo dopo anni raccontare al mondo che c’è una terra magica ricca di prodotti da valorizzare”, ha evidenziato, “l’Abruzzo è una terra piccola nel panorama mondiale e non è accettabile che Alba sia un punto di riferimento quando poi sappiamo che noi per quantità e qualità lo battiamo. Ora è tempo che questo marchio arrivi e venga da tutti riconosciuto e sostenuto”.

A dare un contributo tecnico sono arrivati il professore Mirco Iotti dell’Università Mesva dell’Aquila e l’agronomo Gabriella di Massimo che hanno spiegato la situazione del tartufo in Abruzzo e la sua preziosità nell’economia delle aree intere

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