Imprese sempre più in crisi nell’aquilano. La 3G rischia di andare a Pescara mentre alla Aura scatta la cassa integrazione per 47 lavoratori

L’AQUILA – Imprese sempre più in difficoltà nell’aquilano. Oltre alle storiche vertenze di Marelli e LFoundry, alla subentrata questione Micron, al Caso Stellantis e altre ancora, altre due situazioni sono in allarme rosso.

Si tratta della 3G di Sulmona la cui sede, con il cambio di proprietà, rischia di essere spostata a Sulmona, e della Aura dell’Aquila dove per ora si è fatto ricorso alla Cassa integrazione per 47 lavoratori.

IL CASO 3G DI SULMONA

Appoggio “pieno e incondizionato” alle ragioni dei lavoratori è stato espresso dall’assessore alle Attività produttive, Tiziana Magnacca, nel corso del tavolo istituzionale sulla vertenza 3G, azienda call center di Sulmona interessata da un delicato processo di passaggio di commesse a nuovo operatore a seguito di gara promossa da Enel. La riunione del tavolo istituzionale, al quale hanno preso parte i segretari nazionali dei sindacati di categoria, la società entrante nella commessa Enel (Rti composta da Accenture e Data Contact) e il sindaco di Sulmona Luca Tirabassi, è servita a sgomberare il campo da pericolosi equivoci.

“Deve essere chiaro un dato incontrovertibile – ha detto l’assessore – che la Regione Abruzzo in questa vertenza dal carattere nazionale è al fianco dei lavoratori, in un contesto nel quale le tutele nei confronti dei lavoratori stessi sono già di per sé ridotte al lumicino. In questo senso, è da respingere l’idea esplicitata dai rappresentanti della Rti che si è aggiudicata l’appalto Enel di spostare la sede del call center da Sulmona a Pescara, in assoluta violazione della clausola sociale e di territorialità”.

La vertenza che interessa il nuovo appalto Enel tocca le regioni Basilicata, Molise e Abruzzo con il rischio concreto che ai lavoratori venga proposto un trasferimento da una regione all’altra. Circostanza, questa, che secondo i sindacati è quanto mai concreta e reale e che è la fotografia fedele di un disegno di Enel di smontare la clausola sociale e di territorialità prevista dalla normativa nazionale. In questo senso, l’assessore Magnacca ha chiesto esplicitamente ai rappresentanti di Accenture Data Contact il piano industriale in particolare per quanto riguarda l’unità operativa di Sulmona che conta 162 addetti.

“Regione Abruzzo vuole conoscere il piano industriale che la Rti intende attuare, le sedi dove verrebbero spostati i lavoratori, il numero dei lavoratori interessati a processi di esubero e i criteri che verranno adottati nella scelta dei lavoratori. La posizione della Giunta regionale – ha ribadito con forza Tiziana Magnacca – è chiara, non solo in favore dei lavoratori ma anche a supporto del territorio della Valle Peligna che in questo momento storico, con un settore automotive in crisi, non può permettersi di perdere posti di lavoro impoverendo l’economia di un territorio che la Regione reputa centrale per la propria crescita”. 

LA VERTENZA AURA DI L’AQUILA

Via libera alla Cassa integrazione straordinaria per cessazione di attività in favore dei lavoratori di Aura, azienda aquilana impegnata nel riciclo dei rifiuti da apparecchi elettrici ed elettronici, che ha cessato la produzione facendo rimanere senza lavoro e senza salario i propri dipendenti. Al ministero del Lavoro è stato sottoscritto il verbale di Cassa integrazione che interesserà 47 addetti per la durata di un anno.

“Il via libera del Ministero – ha commentato l’assessore alle Attività produttive Tiziana Magnacca – è senza dubbio una decisione che va a favore dei lavoratori che in questo modo possono contare su una misura di sostengo al reddito in attesa di sviluppi sulla sorte della società stessa. Fino alla concessione della Cigs in Abruzzo non si registravano situazioni come quella di Aura – ha detto con forza l’assessore Magnacca – cioè lavoratori che non percepiscono un salario o in alternativa non godono di un trattamento di cassa integrazione”.

La soluzione della Cassa integrazione straordinaria, peraltro già avanzata l’estate scorsa dalla Regione stessa in sede di tavolo vertenziale, alla fine è prevalsa dando respiro ai lavoratori. Ora si apre la partita della cessione della società stessa, operazione che verrà fatta sotto la vigilanza della Regione Abruzzo. Allo stato sono state presentate sette offerte per l’acquisizione dell’azienda. Di queste, due sono di provenienza abruzzese.