In fuga dai carabinieri muore Massimo Ciarelli, l’omicida del tifoso del Pescara Domenico Rigante. Dal 2025 era in semilibertà
Il luogo dell'incidente costato la vita a Massimo Ciarelli FOTO ANSA/DIANA FORMAGGIO
PESCARA – È Massimo Ciarelli, stando alle prime informazioni, l’uomo morto nell’incidente avvenuto in serata al culmine di un inseguimento, al confine tra Città Sant’Angelo, in provincia di Pescara, e Silvi, centro balneare del teramano.
Secondo le prime informazioni, attorno alle 20 uno scooter con a bordo due persone non si sarebbe fermato all’alt dei carabinieri. Da lì sarebbe partito l’inseguimento, andato avanti lungo la strada statale 16.
Al confine tra Città Sant’Angelo e Silvi, la moto sarebbe finita fuori strada, sembra dopo un urto con l’auto dei carabinieri.
Quarantatré anni, di etnia rom, Ciarelli nel 2012 uccise Domenico Rigante, ultrà del Pescara Calcio. La sera dell’omicidio Rigante era con il fratello gemello e altri tifosi in un appartamento al piano terra di via Polacchi, nel capoluogo adriatico, quando Ciarelli, in una vera e propria lezione punitiva, arrivò insieme a due suoi cugini.

Con una pistola, Ciarelli colpì sul gluteo Rigante, che poco dopo morì. Inizialmente Ciarelli era stato condannato a 30 anni, poi ridotti a 17 dopo l’annullamento dell’aggravante della premeditazione da parte della Cassazione e la successiva rimodulazione della pena, nel 2017, da parte della Corte d’assise d’appello di Perugia.
Lo scorso anno aveva ottenuto la semilibertà e di sera, alle 21, doveva rientrare in carcere. Sull’incidente indaga la procura di Teramo.
