La pizzetta tonda più buona dell’estate, secondo Gambero Rosso, si trova sul lungomare di Pescara (ma anche ad Avezzano): è la mitica pizzetta Trieste

PESCARA – Pescara, 1958. Qui, sul bel lungomare della città di Ennio Flaiano e Gabriele D’Annunzio, è nata la mitica pizzetta Trieste.

Una pizza di piccole dimensioni, cotta nel padellino come vuole la tradizione pescarese, e servita al bar dell’omonimo stabilimento. Una vera goduria da mangiare vista mare. Questa specialità locale ha fatto poi il giro del mondo grazie a una brillante coppia, ma l’inizio di tutto si deve Gabriele Ciferni, che ha mosso i primi passi di questa attività a gestione familiare oggi votata a modello di imprenditoria vincente.

Friabili sui bordi, soffici all’interno e non troppo alte, unte quanto basta e saporitissime, semplici e perfette. Un cavallo di battaglia che ha sfidato le mode, che ha attraversato gli ultimi 66 anni a testa alta, custodendo la ricetta originale oggi conservata da Riccardo, figlio di Gabriele, e sua moglie Laila Di Carlo, fautori del progetto di espansione che ha portato la pizzetta di Trieste a valicare i confini italiani, alla volta di Madrid, Sydney, Dubai.

C’è anche una sede romana, a Monti, e poi ad Avezzano, Fano, Ortona, Senigallia, Montesilvano: si perde il conto delle insegne a marchio Trieste Pizza.

I condimenti sono quelli di sempre, i grandi classici: broccoli e alici, salsiccia, carciofini e pecorino, provola e speck. Gusti che non stancano mai, apparentemente banali, ma in realtà fatti con prodotti di prima scelta.

Materie prime del territorio, dal sapore schietto e sincero. E per i puristi della pizzetta, c’è quella con olio, sale e origano: un morso di felicità.

Fonte Gambero Rosso