“La ricerca di cibo all’epoca della infezione…”

AVEZZANO – Sono le 16,00 di un giorno di maggio, l’undici ed è lunedì. Siamo su una strada di un quartiere che fa parte della cintura intorno al centro. La strada è deserta. L’angolo è sul retro di un edificio nel quale ha sede un supermercato ben frequentato.
Un uomo, probabilmente straniero, ha portato con sé alcune borse e sta ricercando tra i rifiuti, gli scarti del supermercato qualcosa di mangiabile. Lo vediamo trovare un contenitore con delle fragole, un altro con delle uova e svariate altre cose, che ripone tutte nella borsa che sta sul muretto e poi cerca ancora.
Sono immagini che è difficile definire.
Forse il nostro è uno sguardo indiscreto, ma è solo quello del fotoreporter che si trova per strada e che coglie una realtà.
La fotografia di strada, quella dello “streeter”, è questo: cogliere l’attimo presente di “qualcuno” per documentarlo, e consentire, così, di ricordarlo anche agli altri.
La realtà documentata oggi è quello di una povertà “misurata”, forse non eclatante ma che ricorda, nell’oggi al tempo dell’infezione, il gesto semplice e primitivo di un “raccoglitore”: in fondo l’umanità non ha davvero fatta molta strada dall’epoca di Olduvai, quando la prima umanità fu fatta da cacciatori-raccoglitori…
Questi sono i “nuovi raccoglitori” all’epoca della globalizzazione, all’epoca dell’infezione…

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