La statua di San Bonifacio torna al suo posto dopo il restauro

La leggenda racconta di un uomo, Bonifacio,  pagano e dissoluto che fu mandato in Anatolia per recuperare le reliquie dei martiri cristiani. Quando vi giunse però, erano in atto le persecuzioni contro i cristiani e egli allora, si dichiarò cristiano e subì anche lui il martirio. La sua salma fu riportata in Italia, per essere poi sepolto nei pressi di Latina.

Una sua statua è presso la chiesa di S. Francesco a Popoli, di cui il santo è patrono, e al suo posto verrà ricollocata giovedi 13 maggio dopo essere stata egregiamente restaurata.

Le operazioni del pur necessario restauro sono state sostenute dal Rotary Club di Sulmona che ha, nel suo programma, tre interventi dedicati; il primo è appunto il restauro della statua di S. Bonifacio a cui faranno seguito prima l’ intervento sul portone della Chiesa della Trinità di Popoli e poi quello sulla Fontana settecentesca ubicata in Piazza dell’Annunziata a Sulmona.

La riconsegna della statua avverrà in un momento particolare;  giovedi 13 maggio infatti, è la festa del S. Patrono ed è prevista, alle ore 17:00, presso la Chiesa, una cerimonia all’interno della quale verranno illustrati tutti gli interventi di  restauro compiuti sulla statua;  il maestro restauratore è stato Paolo Cui che, operando in collaborazione con la Sovrintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio, ha restituito alla statua – sanando rotture, lesioni e scolorimenti – il suo antico splendore e i brillanti colori delle vesti e degli accessori  e che parteciperà con una propria relazione; poi, a seguire  sono previsti interventi di Don Oliviero Liberatore, direttore dell’Ufficio diocesano dei Beni Culturali e di Sandro Foglia, presidente del Rotary Club Sulmona. Grazie al sollecito e attivo finanziamento offerto dal Rotary Club di Sulmona,  l’oggetto di culto è stato rinnovato e sarà a brevissimo restituito alla devozione dell’intera comunità; l’interessamento del sodalizio però non si ferma qui; come detto, sono previsti ancora due interventi che testimoniano dell’attento e vigile  servizio che i rotariani compiono verso il territorio  e verso alcune delle sue pregevoli bellezze.

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