“La Ville des Miserables” – (La Città dei Miserabili)

Avezzano – E’ sabato sera.
Non è neanche tanto freddo.
Sto scendendo in macchina lungo Via Garibaldi e c’è una confusione infernale.
SUV su SUV si ammassano qua e là in parcheggi improvvisati ed inventati dinanzi alla farmacia, dinanzi al bar o al tabaccaio o, ancora, dinanzi ad un negozio, uno dei pochi che ancora sono aperti, perché altre attività han chiuso…
Riesco a trovare un buco di parcheggio.
Vedo un vecchio conoscente dei tempi dell’Università, un po’ più grande di me. “Questa è una Città di Miserabili, – mi dice con durezza – la confusione che vedi, è solo del sabato…Gli altri giorni è tutto tranquillo e non gira nessuno…
La frase è dura!
Chissà cosa ne penserebbe Victor Hugo?
Nel presentare la sua opera, Victor Hugo scrisse: «Il destino e in particolare la vita, il tempo e in particolare il secolo, l’uomo e in particolare il popolo, Dio e in particolare il mondo, ecco quello che ho cercato di mettere in quel libro…»
Hugo scrisse anche della forma della Città…
Della Città abitata da chi era caduto in basso… Le Miserables per l’appunto!
Eppure qualcosa deve significare quella frase in relazione alla Città…
Venerdì, 7 febbraio 2020, ore 19,00, un amico, un tal “…Sandro, autor di romanzetti ove si tratta di Promessi Sposi…” avrebbe scritto Giuseppe Giusti, si reca con un amico in una birreria del centro, a pochi passi dal Tribunale: non c’è nessuno “struscio famoso” (quella serie di passeggiate ondeggianti, su e giù, detta altresì vasca), non si vede un’anima. Non è neanche tanto freddo, anzi la giornata è stata abbastanza mite.
Eppure non gira nessuno, “…neanche un cane…” avrebbe detto Guareschi!
Si fermano una ventina di minuti, il tempo di una birra artigianale e di una busta di patatine: quando escono c’è un silenzio surreale… La Città sembra morta. Camminano fino all’angolo della Piazza Metafisica, quella con la “fontana del tempo immobilizzato” e vedono solo un avventore dentro al Caffè Grande…
Il tempo di un caffè, o di qualcos’altro, ed è sparito anche lui!

Immagine di una strada del Centro che sembra svuotata…

Girano verso la Cattedrale, passano dinanzi al sagrato e uno si accorge che la scalinata sembra sconnessa…”…Ma è la Cattedrale, per la miseria!” – esclama uno dei due indicando che la scalinata, così, sembra quella di una chiesa abbandonata. “…Che sia della Chiesa o di qualcun altro, perché nessuno interviene?” – commenta l’altro.
Un cane abbaia.
Un improvviso colpo di vento fa rotolar via un giornale o forse è solo uno di quei volantini dei supermercati.
Svoltano sulla via di casa di uno e l’altro torna poi indietro a riprendere la macchina parcheggiata su Via Vittorio Veneto. Cammina nel semibuio dei lampioni a led senza riuscire a nascondere una certa inquietudine.
Sale infine in macchina, parte, alla svolta deve frenare bruscamente che un passante sembra scaturire dal nulla del buio della strada mal rischiarata da lampioni che son forse divenuti insufficienti…
Borbotta qualcosa fra sé e sé… Forse pensa ad un’altra Città, quella della fine degli anni ’70, o anche ’80 o ’90, quella con la gente, i ragazzi che si fermavano sotto la “ELLE” di Tantalo, uno scomparso negozio di stoffe ed abbigliamento, oppure dinanzi a Egar o alla vetrina di Bove…Tutti negozi spariti!
Magari avevano finito il loro ciclo, ma comunque nessuno li ha rimpiazzati.
Un SUV passa via rombando con al volante un tizio che fuma e tiene il telefonino attaccato ad un orecchio… Chissà con quale mano guida il veicolo?
Chissà se quelli che son stati all’Hotel de Ville, quelli che si accingono a tornarvi o ad andarvi per la prima volta si staranno chiedendo cosa fare per ridare vita ad una Città in queste condizioni?
Oppure stanno pensando solo alle “fontanelle” da riparare per prender voti?
Forse è un po’ tutto come in quel filmato che gira sulla rete e che mostra una Villa Torlonia altrimenti vissuta…E non quell’altro deserto silenzioso che è ora…

Un fotogramma della VIlla Torlonia di altri tempi: addirittura con un calessino per far girare i bimbi… (da un filmato che circola in rete)
Un altro fotogramma dello stesso filmato che mostra la VIlla Torlonia come era un tempo…

Dopo che l’ultima vettura è passata, dopo che il nostro amico è ormai a casa sua, la Città è ancora più deserta, abbandonata…
L’acqua scorre nella “fontana del tempo immobilizzato”.
Indipendentemente da chi sia oggi all’Hotel de Ville, la Città langue nell’ultimo addio…


P.S.: Il filmato circola su FB, i fotogrammi mostrati sono tratti dallo stesso. Il filmato è stato proposto da C. Palumbo.

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