L’associazione “Classemista” teatro di Candida D’Abbate ha presentato “Anima Eterna” performance sulle più belle poesie della storia dell’essere al Cortile dell’Annunziata di Sulmona

di Marianna Imbastaro

SULMONA – In una realtà come quella di oggi, dove individualismo, produttività e l’incombenza dell’intelligenza artificiale sembrano essere il minimo comune denominatore di un’esistenza alla ricerca di senso, assistere allo spettacolo Anima Eterna, tenutosi ieri sera nel caratteristico scenario del cortile dell’SS. Annunziata, apre le porte a un’esperienza catartica in cui spazio e tempo si mescolano per godere della meraviglia della Poesia in tutte le sue forme: recitazione, musica, canto, luci e movimento.

Prendere parte a una messa in scena così potente, in cui le parole dei più grandi poeti si intrecciano in una danza vocale e corporea dal ritmo incalzante, significa abbandonare ogni difesa quotidiana per aprirsi all’ascolto di tante _anime_, per comprendere che siamo davvero tutte quelle “vite”.

Eugenio di Fraia, classe 1990, attore, sceneggiatore e regista dell’opera, con un’eleganza, una maestria e una tecnica disarmante, cattura lo spettatore in una continua metamorfosi dell’essere, vive la poesia mentre respira ogni parola, dalla testa ai piedi è sangue palpitante.

Viene accompagnato dalle straordinarie e impeccabili composizioni di Angelo Marrone, dalle soavi voci delle Cantrici di Maja dirette dalla raffinata armonia del maestro Gianni Golini, e dalla leggiadra pole dancer Roberta Blarasin. A completare la scenografia un elegante gioco di luci realizzato da Luigi Fracassi.

Non abbiamo assistito solo a uno straordinario spettacolo, siamo stati partecipi della più grande forma d’arte, “l’amore”, di cui noi stessi siamo “capolavoro”.

Davanti a un tema così profondamente attuale, viene naturale pensare che diffondere un tale spettacolo tra i giovani possa essere un’occasione di riscoperta per una generazione che, persa nella moltitudine delle possibilità di essere che questo mondo offre, ha un disperato bisogno di non sentirsi sola e di riconnettersi a una forma autentica del sé. “Adoro il teatro. È così molto più reale della vita.”