Le spoglie di San Berardo tornano per la seconda volta nella storia a Colli di Monte Bove, suo luogo natale
COLLI DI MONTE BOVE – Le spoglie di San Berardo, per la seconda volta nella storia, sono tornate a Colli di Monte Bove, suo luogo natale, e resteranno in paese fino al 3 agosto per la venerazione dei fedeli, per poi fare ritorno a Pescina. Al via così la Peregrinatio del corpo in occasione dell’Anno giubilare. Sabato 26 luglio il vescovo dei Marsi ha presieduto la celebrazione eucaristica ricordando nell’omelia la figura del santo.
LE PAROLE DEL VESCOVO
«Carissimi fratelli e sorelle, – ha detto mons. Giovanni Massaro – oggi è un giorno di grazia, un giorno atteso, pregato, preparato: San Berardo, nostro fratello nella fede, nostro conterraneo, torna tra le sue montagne, nel suo paese natale Colli di Monte Bove. In questo Anno giubilare dedicato alla Speranza, la Peregrinatio del corpo di San Bernardo è un segno potente.
Come i primi cristiani veneravano i martiri nei luoghi della loro nascita e del loro ministero, così noi oggi accogliamo Berardo, non solo come patrono ma come segno vivo della fedeltà di Dio. Egli è pellegrino tra di noi, come lo è stato nella sua vita, pastore instancabile, uomo di preghiera e di carità, vescovo capace di lottare contro le ingiustizie del suo tempo con la forza del Vangelo. La sua presenza qui, anche se temporanea, ci dice che la santità è possibile anche sulle nostre strade, anche nei nostri paesi, anche dentro le nostre famiglie.

Carissimi, questi giorni, che si aprono oggi con l’arrivo del corpo di San Berardo, siano per noi tempo di Grazia e di riconciliazione, occasione per ritrovare fiducia, per affidarci al Signore con cuore nuovo. Invitiamo le famiglie a visitare San Berardo, a sostare davanti alla sua urna, a pregare. Invitiamo i giovani a guardare a lui come esempio di vita coraggiosa e fedele, invitiamo gli anziani sofferenti a consegnare a lui le loro speranze e le loro fatiche.
San Berardo non è venuto a noi come un trofeo da esporre ma come un fratello che cammina con noi, e come ogni pellegrino ha un messaggio da lasciare: non smettete di sperare, non smettete di pregare, non smettete di amare».

