Leone XIV: il “ruggito” gentile di una chiesa che non morde più
Ho preso una decisione: perdono tutto a Charles Manson. Lo ricordate? Fu il protagonista del caso di omicidio satanico più famoso di tutti i tempi quando a Holliwood nella notte del 9 agosto 1969, morì Sharon Tate, incinta del marito, il regista Roman Polansky.
Perché questo mio atto di incredibile, cristiano, amore? Ebbene sono stato colpito dall’esortazione di Papa Leone: “la misericordia di Dio verso tutti. È bene che i sacerdoti colpevoli di abusi non siano esclusi da questa misericordia“
SINIRE PARVULOS VENIRE AD ME
La frase si traduce in italiano con: “Lasciate che i bambini vengano a me”. Si tratta di una celebre espressione di Gesù, riportata in Marco 10,14, rivolta ai discepoli che cercavano di allontanare i bambini condotti da lui per essere benedetti.
L’EQUIVOCO
Ora la frase non è che andava presa proprio alla lettera, ma come si sa, qualcuno zelante si trova sempre e oltreoceano c’è stato chi ha inteso esagerare. A una diocesi americana dello stato orientale del Connecticut i preti pedofili sono costati 31 milioni di dollari cioè l’ammontare del risarcimento per abusi sessuali da parte del clero previsto da un accordo annunciato appena due giorni dopo la nomina del nuovo vescovo, monsignor Richard F. Reidy
Il numero di richieste di risarcimento, per lo più da parte di studenti di una scuola cattolica (Mount St Joseph’s a Deep River), ha costretto la diocesi ad avviare una procedura di bancarotta, obbligandola a cedere alcuni beni immobili. Negli ultimi anni sono stati pubblicati diversi rapporti che hanno rivelato casi di abusi in numerose diocesi della Pennsylvania, del Texas e di altri Stati americani. Tutto questo amore per i fanciulli è costato in USA, alla chiesa cattolica, più di 3,3 miliardi di dollari secondo i dati pubblicati quest’anno da Bishop Accountability.
GATTE DA PELARE PER PAPA LEONE
Lo stesso cardinale Robert Francis Prevost, ex vescovo di Chiclayo (Perù) ebbe a che vedere con due casi imbarazzanti quando era superiore generale degli agostiniani. Il primo riguarda padre Richard J. McGrath (per cui l’ordine agostiniano pagò 2 milioni di dollari di risarcimento alla vittima), il secondo padre James Ray, ridotto allo stato laicale nel 2012. A questi due aggiungiamo padre Lute, al tempo degli eventi parroco di san José Obrero (san Giuseppe lavoratore), nel distretto di Vittoria, molto noto in diocesi e padre Vàsquez.
IL PASTORE DELLA MERAVIGLIA

Nei presepi il pastore della meraviglia si chiama in questo modo per la sua postura. La statuina, vicino alla grotta di Gesù bambino, rappresenta un pastore con le braccia e lo sguardo rivolto verso il cielo pieno di stupore e meraviglia. Ebbene così sono rimasto quando ho letto della esternazione del Papa sui pedofili. Per rimanere nell’ambito cattolico “Folgorato sulla via di Damasco” come Paolo di Tarso. “Epperò”, mi son detto,” ‘sta cosa del Papa va presa sul serio”. Fatto un rapido riepilogo della situazione mondiale, pensando a Trump, Putin e Netanyahu e a tutto il resto del Medio Oriente, Hamas e compagni compresi, m’è sovvenuta la frase di un santo romano famoso nella Capitale: San Filippo Neri. “State buoni se potete”, diceva rivolgendosi ai giovani .
Ora perché questa misericordia pedofila (non di San Filippo, sia ben inteso) non debba essere estesa ai fautori di tante guerre e tanto terrorismo? Ma soprattutto con il mondo sull’orlo della terza guerra mondiale cosa gli si va a infilare nella testa del Santo Padre? I pedofili?
C’È LEONE E LEONE
Due secoli orsono, il Leone suo predecessore (XIII papa Pecci), promulgò la Rerum Novarum. Era il 1891. L’Enciclica era la prima a trattare i diritti dei lavoratori, il salario equo e la proprietà privata, problemi ancora oggi aperti. Cosa trova l’attuale Leone che non va nel mondo? Che i pedofili, i quali ci stanno un po’ sulle balle, andrebbero trattati con santa indulgenza.
INDIRIZZO SBAGLIATO?
Papa Prevost ci dice che, insomma, si, c’è un po’ di maretta in giro ma, intanto, bisogna perdonare i sacerdoti che si trastullano con i bimbi e a chi lo dice? Ai vescovi francesi, in quella terra madre dello scisma di monsignor Marcel Lefebvre, che contestava le riforme del Concilio Vaticano II.

LEFEBRVE
L’Arcivescovo accusava il Concilio di aver introdotto errori dottrinali e troppo modernismo. Difendeva la messa in latino e rifiutava la libertà religiosa, l’ecumenismo e il dialogo interreligioso.
Chissà se qualcuno in Terra di Francia, ascoltato il Prevost pensiero, abbia per un attimo pensato che era meglio seguire Lefebvre piuttosto che perdonare gli “amanti” di bambini… ?
I DUE LEONI

Leone assomma in sé due cariche: è il Vicario di Cristo sulla Terra e come potere temporale è il sovrano assoluto dello Stato della Città del Vaticano nonchè detentore dei poteri legislativo, esecutivo e giudiziario. Metteteci una pezza… .
Da questa dicotomia nasce il dubbio: quand’è che il Papa parla come religioso e quando come sovrano? Da Prevost, in qualità di Capo della Chiesa, ci aspettiamo guizzi come quello francese. Come sovrano, embè un po’ più di spessore, di nerbo, di schiena diritta. Magari qualche discorsetto un po’ più politico, magari una presa di posizione seppure scomoda.
LA FUSIONE
Tra una partita a tennis e una lezione di foxtrot le sue due anime si mescolano e Leone XIII si fonde con Giovanni XXXIII dando vita a questo papa che forse, forse, potremmo definire con un volo ardito ma nemmeno tanto, “democristiano”. Pensandoci bene, tra i fondatori della Democrazia Cristiana non ci fu un prete: Don Luigi Sturzo che si ispirava a Leone XIII e che precedentemente aveva dato vita al Partito Popolare Italiano? I conti tornano.
SANT’AGOSTINO

Il santo, da cui Leone mutua il motto papale “In Illo uno unum” e appartenenza all’Ordine a Lui intitolato, era un uomo a tutto tondo, pure troppo. Gli piacevano le donne tant’è che descrive sè stesso nelle sue celebri Confessioni, riferendosi al periodo della giovinezza, come un libertino e un “peccatore”. Prima della conversione definitiva al cristianesimo, visse una vita caratterizzata da una ricerca inquieta del piacere e della verità. Poi divenne Padre della Chiesa e unanimemente considerato uno dei più grandi geni dell’umanità. La sua statura intellettuale non riguardò solo l’ambito religioso, ma plasmò l’intero pensiero occidentale, meritandogli definizioni come “il primo uomo moderno” o “il primo esistenzialista”.
GLI AGOSTINIANI E MARTIN LUTERO

Gli Agostiniani si definiscono “contemplativi attivi” ed ecco là il nostro Leone. Ora che ci penso tra gli agostiniani ci fu Martin Lutero, poi scomunicato da, udite udite, papa Leone X al secolo Giovanni figlio di Lorenzo De’ Medici. Il Pontefice promulgò la bolla “Exurge Domini” ordinando a Lutero di ritrattare 41 delle sue 95 tesi entro 60 giorni, pena la scomunica. Per tutta risposta Lutero bruciò pubblicamente la bolla a Wittenberg. Dopo la sua morte fu inumato nella Chiesa del Castello di Wittenberg, proprio dove, secondo la tradizione, aveva affisso le sue 95 tesi. Onestamente pensate che Prevost avrebbe mai fatto una “Agostinianata di tal fatta?”
PERCHÉ PREVOST SI CHIAMA LEONE XIV?

Se Leone XIII era stato un innovatore del sociale, aveva affrontato la Rivoluzione Industriale con la sua enciclica, Prevost vuol seguire le orme di Papa Pecci e superarlo affrontando la Rivoluzione dell’Intelligenza artificiale. Per Lui “La sfida sull’intelligenza artificiale non è tecnologica, ma antropologica”. Pare quasi di vedere Prevost correre trafelato nella canonica come Don Camillo, genuflettersi davanti al Crocefisso e…
–Gesù ma come si fa a fermare questa Intelligenza Artificiale scatenata?–
e dalla Croce una risposta con la voce rigorosamente di Renzo Ricci:
– Don Prevost ma non hai proprio altro cui pensare? –
PER TERMINARE
Il Santo Padre vive là tra i suoi appartamenti vaticani e quelli estivi di Castel Gandolfo ed è preoccupato un po’ di tutto ma ci va piano.
Nel frattempo volano missili e cadono bombe in Iran e Ucraina, mentre a Gaza e nell’intero Medio Oriente si pigliano a parolacce con Netanyahu. Probabilmente “Omnia munda mundis” come fa dire Manzoni a Fra Cristoforo.
Un saluto
