L’esperienza dei dirigenti penitenziari Brunetti e Butera nel libro: “Polizia Predittiva. Innovazione e analisi dell’esecuzione della pena”. Nardella (Cnpp-Spp): “Quando il lavoro si fa cultura”
ROMA – Gli anni di esperienza penitenziaria che hanno accompagnato, e tutt’ora lo stanno brillantemente facendo, il vissuto di uno dei migliori comandanti di Reparto d’Italia qual è il primo dirigente di Polizia Penitenziaria Sarah Brunetti, anni trascorsi a dirigere con grazia e innata competenza la sicurezza all’interno di istituti di pena di primo livello quali Sulmona, Torino e Roma Rebibbia Nuovo complesso, non potevano non essere investiti per realizzare quello che io, allo stato attuale, ritengo essere il migliore manuale di operatività Penitenziaria attualmente presente.
Parliamo del libro redatto dalla dirigente sempre di Polizia Penitenziaria Paola Butera, dal titolo eloquente: “Polizia Predittiva. Innovazione e analisi dell’esecuzione della pena”, per il quale l’attuale comandante di Reparto del più famoso carcere d’Italia ha fornito un pregevole contributo.
La polizia predittiva, per chi non mastica la materia, è un insieme di metodi statistici e tecnologici basati su algoritmi e intelligenza artificiale, impiegati per anticipare o prevenire la commissione di reati.
L’evoluzione delle tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale, si sa, stanno ridefinendo le modalità attraverso cui le istituzioni di sicurezza analizzano il rischio, prevengono i fenomeni criminosi e assumono decisioni operative. In tale scenario si afferma il paradigma della sicurezza predittiva.
Il volume analizza l’impatto dei modelli predittivi e degli strumenti di analisi avanzata sulle funzioni di polizia sull’esecuzione penale – spiegail segretario nazionale del Cnpp-Spp Mauro Nardella -, affrontando le principali implicazioni giuridiche e operativa di una trasformazione che investe processi decisionali e assetti organizzativi del sistema penitenziario.

Particolare attenzione è rivolta all’intelligence Penitenziaria, alla gestione degli eventi critici e delle criticità strutturali, nonché ai sistemi di analisi criminale, strategica e alla valutazione del rischio. La pianificazione Penitenziaria e l’organizzazione degli spazi detentivi vengono reinterpretati alla luce dei big data e dei modelli di ‘smart prison’.
Elemento centrale è la trasformazione del capitale umano. L’ evoluzione del ruolo degli operatori di sicurezza richiede nuove competenze, specializzazione e formazione continua, delineando figure professionali capaci di integrare dimensione giuridica, operativa e tecnologica.
Ne emerge una trasformazione non solo tecnologica – prosegue Nardella -, ma istituzionale e culturale, in cui qualità delle decisioni e integrazione tra competenze umane e sistemi algoritmici costituiscono il cuore della sicurezza contemporanea.
I complimenti alle due super donne della Polizia penitenziaria sono d’uopo.
Ora, per chi ha deciso o deciderà di intraprendere un percorso professionale in ambito Penitenziario, non resta che leggerne il testo. Alle due dirigenti (insieme nella foto di copertina ndr) va il mio più sentito compiacimento e ringraziamento – conclude il segretario nazionale Cnpp-Spp Nardella – per il lavoro prodotto del quale sicuramente me ne farò tesoro”.
