LFoundry Avezzano lavorerà sui prodotti per l’automotive. Di Francesco, Fiom-Cgil: “Lavorazioni di bassa tecnologia già esistenti. La fabbrica è scesa sotto le 1200 unità”
AVEZZANO – LFoundry Avezzano si dà all’automotive. Un annuncio, dato all’azienda a pochi “preposti” della fabbrica avezzanese, che a loro volta lo hanno comunicato a qualche amico, che, però, a quanto pare, potrebbe essere paragonato alla classica “mani di bianco” per coprire le macchie di muffa sul muro.
La decisione, infatti, dovrebbe consentire alla LFoundry di Avezzano di lavorare dei prodotti nuovi che, in realtà, tanto nuovi non sono e, cosa ancora più grave, sarebbero anche a bassa tecnologia. Insomma, una “toppa” per cercare di coprire una situazione a dir poco molto difficile e complessa.
«L’azienda ha cambiato strategia: piuttosto che lasciare la linea di produzione quasi completamente ferma – spiega il segretario provinciale della Fiom-Cgil Diego Di Francesco -, ha deciso di processare materiale di basso livello tecnologico.

Si tratta di dispositivi Power che da tempo erano pronti per andare in produzione, ma essendo poco remunerativi avevano deciso di non produrli e di fermare parte degli impianti.
Con questa ripartenza – prosegue – si prova a ricaricare parzialmente la linea per non avere troppo tempo i macchinari fermi e soprattutto si prova a mantenere in piedi i rapporti con i fornitori delle materie prime.
L’operazione è di aiuto, ma non è minimamente sufficiente per risolvere la vertenza. Ci risulta che proprio in questo mese – conclude preoccupato Di Francesco -, per la prima volta storicamente il livello occupazionale dello stabilimento scende sotto le 1200 persone».
