LFoundry Avezzano. Nidil Cgil, Felsa Cisl, Uiltemp Uil: «Violata la parità di trattamento: lavoratori “somministrati” fuori dagli accordi sugli ammortizzatori sociali»
Alla LFoundry si prevedono di nuovo proteste e vertenza
AVEZZANO – Si complica la vertenza alla LFoundry di Avezzano. La decisione dell’azienda, comunicata durante le feste di Natale, di porre i lavoratori somministrati, i precari in buona sostanza, in cassa a zero ore con uno stipendio di gennaio pari a circa 500 euro, ha fatto immediatamente scattare la reazione dei sindacati di categoria aderenti a Cgil, Cisl e Uil.
I sindacalisti, infatti, parlano apertamente di violazione della parità di trattamento fra lavoratori, di non rispetto degli accordi presi sugli ammortizzatori sociali e chiedono il ripristino degli stessi, in mancanza del quale saranno messe n campo tutte le iniziative di protesta e le azioni nelle sedi competenti a tutela dei lavoratori.
Questa la nota integrale diffusa dalle segreterie territoriali dei sindacati Nidil Cgil, Felsa Cisl e Uiltemp Uil.
«Le organizzazioni sindacali della Somministrazione denunciano con forza la grave discriminazione in atto ai danni dei lavoratori in somministrazione impiegati presso la LFoundry da più di 10 anni.
Nonostante gli accordi sottoscritti prevedano per la generalità dei dipendenti un ricorso agli ammortizzatori sociali (Cds firmato a novembre 2024) pari al 30% dell’orario lavorativo – scrivono i sindacati -, l’azienda e le agenzie per il lavoro coinvolte stanno applicando ai lavoratori in somministrazione una riduzione del 100% a partire dall’1 gennaio 2026, lasciandoli di fatto a casa senza alcuna rotazione o equa ripartizione del carico di lavoro.

Questo è quanto apprendiamo dall’ultimo ordine di servizio inviato lo scorso 23 dicembre quale augurio di Natale a tutti i lavoratori in somministrazione.
Questa condotta viola apertamente il principio di parità di trattamento sancito dal D.Lgs. 81/2015, il quale stabilisce che i lavoratori in somministrazione hanno diritto, a parità di mansioni, a condizioni economiche e normative non inferiori a quelle dei dipendenti diretti dell’utilizzatore.
Siamo di fronte a un utilizzo distorto della somministrazione – dichiarano i rappresentanti sindacali -. Mentre i lavoratori diretti mantengono il 70% del proprio salario e della propria attività, i somministrati vengono penalizzati totalmente, trasformando la flessibilità in una vera e propria espulsione dal ciclo produttivo con forte perdita di redditività.
Ricordiamo alla LFoundry che questi lavoratori somministrati, sono le persone che hanno tenuto aperta la fabbrica durante il covid, che hanno dimostrato negli anni un grado di disponibilità’ eccezionale nei confronti delle esigenze produttive. Che non meritano di essere trattati come lavoratori di serie B.
Per questi motivi – concludono i sindacalisti dei lavoratori somministrati LFoundry – chiediamo l’immediato ripristino delle condizioni di equità e l’applicazione della percentuale del 30% di ammortizzatore anche per il personale somministrato, come stabilito per i colleghi diretti.
In assenza di risposte concrete, verranno messe in atto tutte le azioni sindacali e di protesta utili a difendere la dignità delle persone che ogni giorno rappresentiamo», le Segreterie territoriali di Nidil Cgil, Felsa Cisl e Uiltemp Uil
