L’hashtag #poesiaovunque di Cesira Donatelli spegne tre candeline

Tre anni fa, 2022, nasceva l’hashtag #poesiaovunque. Sua madrina la poetessa Cesira Donatelli che invita tutti coloro che lo seguono – unico requisito imprescindibile, l’amore per la poesia –  ad un brindisi virtuale.

Il suo #poesiaovunque ha iniziato il suo percorso e va avanti, permettendo alla natura di una poesia nata già libera e senza capestro di rafforzarsi, di sconfinare e di diversificare oltremodo.

Cesira Donatelli ha assorbito dalla montagna di Roccaraso, dove è nata ed ha a lungo vissuto, quegli aspetti di sicurezza e coraggio che le permettono di connotare tutta la sua poesia.

Si tratta infatti, di una poesia che non segue la maniera né la retorica; è necessario, per conoscerla e comprenderla, entrare in intimità con quei luoghi che pure la  custodiscono. E l’#hashtag poesiaovunque vuole comunicare proprio questo: ogni poesia è la consumazione di un rapporto diretto passionale in cui chi o cosa stimola l’eccitazione, è sicuramente colui o colei che è disponibile ad accoglierla e quindi a comporre la poesia.

Quest’ultima azione si concretizza per caso, quando se ne avverte il richiamo o se ne riconosce la voce e l’andatura tra quotidiano, comune e inaspettato. Sbocciano dopo un sole che fa capolino tra le nuvole o dopo un acquazzone che lava l’aria e la terra, le poesie di Cesira; nascono dalla bellezza del mondo e dalle sue infinite manifestazioni alle quali è impossibile togliere il loro intrinseco fascino. Dunque, ‘poesia ovunque’ è la giusta parola-frase che racchiude tutta la filosofia poetica di Cesira Donatelli che dovunque percepisce il lirismo presente perfino nei “terremoti” esistenziali che la natura umana, mette continuamente in atto, perché affetta da acuta cecità.

In pochi versi è presente di questa lirica è presente il lirismo cosmico, oserei dire, che si attiva nella poetessa non appena ‘il bello’ del mondo pizzica le giuste corde: Voglio stare con te/ per saper compormi a unico frutice del germoglio novello/ a restar argine dello scorrer tuo in terra nostra/ feconda dal sol tatto di mano tua/ siam prole di sguardo devoto/ dell’una, all’altro/ nuda e cocente carne a polpa del mondo… la lirica si intitola la lirica “Voglio stare con te, in Terra Madre Nostra” nata e composta a Siena, in una giornata settembrina, dinnanzi alla scultura del noto scultore Andrea Roggi esposta al belvedere di San Prospero.

E ancora, dinanzi  all’opera del pittore del palio di Siena Roberto Di Jullo, ha messo “mano a ferro caldo” la poetessa Donatelli: che l’intelletto annuncia al corpo, l’iniziazione ad un volteggio/che detien sol lirica di passione, null’altro. /D’una briglia senza capo e priva di fine è l’immenso consacrarsi, creature dell’empireo carnale a mostrar consapevolezza/dell’io e del noi, senza voce di spazio…

Non meno sagaci i versi dedicati alla Fontana Luminosa dell’Aquila, non ancora divulgati che, succintamente l’autrice ha spoilerato: A custodir funzione vostra la vetta che è madre/d’acqua santa e femmina ha carestia il giorno/ da un sol comune grembo a figlia, da un sol comune grembo a sorelle…

Non solo opere d’arte ad ispirarla; apprezzato e custodito con cura il componimento “Nostro Tratturo”, donato all’IIS Arrigo Serpieri di Castel di Sangro che è ode ai tratturi i quali vengono riconosciuti dalla Donatelli come safene per la vita:  Eterno e sancito il diritto a muovere a giuridico ristoro/via orienta a vettovaglia misera e onesta/Cammino del noi da valli a cime/in terra da storia incisa meta di giorni di raccolto probo, a spartir l’andatura…

Non si contano poi, i componimenti  poetici dedicati a paesi, a santi patroni, a fiumi o a contesti a volte bizzarri.

Questo terzo anniversario dell’ #poesiaovunque si  avvolge nei meriti e nei riconoscimenti che, alla poesia, sta riconoscendo Sua Santità. Il libro Viva la Poesia di Papà Francesco riconosce alla poesia la capacità di farsi messaggio evangelico, di elevare e di riportare alla capacità dell’ascolto del bisogno e del bello. Papa Francesco “incarica”, anche, la poesia di raccontare l’arte e le bellezze del creato. Non vi è uscio che resta chiuso dinnanzi alla poesia, non vi è fenditura che la poesia non possa aiutare nel processo di rimarginazione. I versi non devono essere collocati in luoghi remoti, devono essere i commensali di ogni pasto, i guanciali di ogni notte e l’acqua sul viso al mattino.

La poesia che permea la Nostra, non conosce scorciatoie e non rinnega nulla. Viscerale il rapporto con Madre Natura che è fatto anche di libertà, ribellione, sessualità e irriverenza.   

E di quest’ultima dimensione si sazia la sua prossima fatica letteraria che, colma di poesia della libido, si annuncia in larga misura peccaminosa e lussuriosa.

La penna di Cesira e la sua poetica si pone ‘medium’ tra la bellezza e ciò che si compone di poesia per unire luoghi differenti e distanti, e far conoscere l’intimità di scorci nascosti o dimenticati, la poesia si assume la responsabilità di liberare ciò che in maniera peculiare appartiene a ciò che ci circonda creando occasioni di inaspettate conoscenze e crescita.

Il sentire connaturato che Cesira Donatelli riserva alla poesia è: “desidera e impossessati della poesia che è nell’ovunque!”

Auguri all’#hashtagpoesiaovunque per questo e i prossimi compleanni!