L’incanto per la storia del Fucino si ripete: continuano gli incontri sul prosciugamento del lago attraverso l’opera del professor Valletta
AVEZZANO – Presso il circolo ricreativo, sociale e culturale dell’A.D.A. (Associazione per i Diritti degli Anziani) Abruzzo di Avezzano si sono tenuti i seguenti eventi: il 29 maggio la conferenza stampa di presentazione del progetto “SIN#APS” e ieri pomeriggio, mercoledì 3 giugno, la presentazione della ricerca documentale sui miti, le leggende e la tecnica di prosciugamento del lago Fucino.
Le scuole rilancino le “visite guidate” per riscoprire i tesori dell’antica terra marsa” (Dott. Sergio Venditti, giornalista).

L’incanto per la storia del Fucino, si ripete! Dopo le scuole di Avezzano, continuano gli incontri sul prosciugamento del famoso lago, ad opera del Principe Alessandro Torlonia (1853-1878), attraverso una pregevole pubblicazione, edita nel 2024, del Prof. Sandro Valletta, docente in Diritto delle migrazioni, la cui ennesima presentazione si è svolta nel pomeriggio di ieri.
L’opera, andata rapidamente esaurita, è in corso di ristampa, dopo la prima edizione voluta dal Consorzio di Bonifica Ovest (Bacino Liri-Garigliano), guidato dal Dott. Abramo Bonaldi, i cui atti storici sono stati selezionati e ripresi in questo libro dal titolo: “Ricostruzione Documentazione Storica Patrimonio Archivistico Consortile”.

Per questa meritoria opera di divulgazione ci si è avvalsi del partenariato con la rivista di cultura “Tempo Presente”, (fondata dallo scrittore Ignazio Silone), con la presenza della redazione abruzzese e del suo vice direttore responsabile, Dott. Sergio Venditti.
Gli anziani, e non solo, del centro ricreativo, sociale e culturale dell’A.D.A. Abruzzo, presieduto dal Dott. Lino Cipolloni, che ha fatto gli onori di casa, dopo la presentazione, in data 29/5 u.s., della proposta “SIN#APS – Reti di Comunità Attive per l’innovazione e il Benessere delle Persone” che è un progetto finanziato nell’ambito dell’avviso n.2/2024 per il finanziamento di iniziative e progetti di rilevanza nazionale ai sensi dell’articolo 72 del Decreto legislativo 3 luglio 2017, n.117, anno 2024 – Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, a questo evento, previsto nelle attività progettuali di ‘SIN#APS’, hanno risposto con grande entusiasmo, attenzione e fattiva partecipazione a tutti gli stimoli ricevuti dai relatori, per quella che è considerata tra le grandi meraviglie dell’ingegno tecnico dell’intero ‘800.

Essa però aveva riaperto le opere già realizzate secoli prima, con il primo parziale svuotamento ordinato dall’imperatore romano Claudio, (con suoi “Cunicoli”), nipote di Giulio Cesare, ripresi e poi estesi dagli ingegneri incaricati dal Principe Alessandro Torlonia, che dal 1853 e per oltre 25 anni, mediante una società di scopo, costituita nel gennaio di quell’anno, riuscirono nell’impresa di far defluire tutte le acque verso il fiume Liri. Una suggestione del terzo lago italiano sempre viva, che è stata riaccesa anche con la redazione di una sua ricostruzione virtuale, attraverso l’uso della Intelligenza artificiale, quasi come presagio che la natura, comunque, tende a riprendersi tutto quello che l’uomo vuole dominare e trasformare.
In ogni caso, anche questa nuova lezione di storia marsa, si arricchisce sempre di nuovi spunti e riflessioni su di un antico lago, che resta, comunque, pieno di miti e di antiche leggende, magistralmente illustrate dal Prof. Valletta: di fronte alla stessa modernità, che ha trasformato un popolo di pescatori in valenti contadini ed oggi imprenditori, che però devono riscoprire la loro storia gloriosa.

Tutti i grandi del passato vi hanno lasciato le proprie orme, dagli imperatori, ai re sconfitti, fino ai più famosi storici come Svetonio o poeti come Virgilio, che nell’Eneide parla proprio del “Dio Fucino” e della Dea Angizia.
Quest’ultima veniva celebrata dall’antico popolo guerriero dei Marsi, con il culto dei serpenti e le cure delle erbe medicamentali, fino ai giorni nostri della prospettiva del turismo culturale. Gabriele D’Annunzio, “Il Vate”, nella sua splendida “Fiaccola Sotto il Moggio” scriveva: “…Sopra Luco evvi un monte erto e serposo nomato Angizia, come la matrigna tua: dove salgo per far preda. E v’era una città, nei tempi, una città di re e indovini”.
