L’Ucdl di Erich Grimaldi nel trentennale della “Strage” di Capaci ricorda le 1000 vittime della mafia e gli omicidi rimasti senza colpevoli

Sono 1006 ad oggi le vittime di Mafia in Italia, di cui 119 donne e 122 minorenni, 85 bambini da zero a 14 anni. Oltre cinquecento gli omicidi rimasti senza colpevoli e processi

ROMA – L’Unione Cure per le Cure, i Diritti e le Libertà, movimento politico del quale è leader l’avvocato Erich Grimaldi, in occasione del trentennale dell’attentato mafioso di Capaci, ricorda le tante vittime della malavita organizzata che ancora non hanno avuto giustizia.

Una contabilità triste, che vede donne, persino bambini e familiari delle vittime, in attesa di giustizia da anni.

Un appello, quello di Ucdl, a far sì che la lotta contro la mafia e le varie criminalità, no si fermi alle celebrazioni e al ricordo, ma soprattutto guardi al contrasto e all’assicurare giustizia a chi, per mano di queste organizzazioni criminali, ha sofferto e perso affetti e la vita.

“Oggi, 23 maggio 2022, 30° anniversario della Strage di Capaci – si legge in una nota dell’Ucdl – , nel quale persero la vita il Giudice Giovanni Falcone, sua moglie e magistrato Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro, l’Unione per le Cure, i Diritti e le Libertà, vuole manifestare profonda partecipazione al ricordo di tutti coloro che sono morti per mano di Cosa Nostra, N’drangheta, Camorra e Stidda, Sacra Corona Unita e Mafia del Brenta.

Più forte delle gesta dei mafiosi però – prosegue la nota – , deve restare la memoria di coloro che, servendo lo Stato o semplicemente dicendo “no”, hanno dato la vita per combatterla”.

«Oggi non dobbiamo ricordare la voragine di Capaci e il dolore provocato da chi ha ordito uno degli attentati mafiosi più drammatici della storia, ma i valori e l’eredità che le vittime di mafia ci hanno costruito intorno e oltre, lottando contro di essa  – ha detto Valentina Rigano, Portavoce UCDL – come familiare di vittime di mafia, come volontaria dell’Associazione Vittime del Dovere che da anni si batte per la certezza della pena e l’attenzione verso i criminali mafiosi, dobbiamo avere il coraggio di operare cambiamenti radicali nella struttura di Governo e dello Stato per poter sradicare davvero questo male apparentemente incurabile. Una sola parola: volontà».

«Rispetto alla malavita organizzata dobbiamo avere, come Paese, il pugno di ferro. Servono riforme, investimenti e una burocrazia snella che permetta allo Stato di verificare in tempo reale i pericoli – ha detto Erich Grimaldi, Presidente UCDL, – il nostro lavoro, come Unione, è orientato proprio sull’elaborazione di nuove strade per poter garantire maggiore supporto alle forze dell’ordine e armate, alla magistratura, perché possano avere strumenti efficaci nella lotta alla malavita, italiana ed estera, che si sono infiltrate nel nostro tessuto sociale ed economico. Il nostro movimento è già al lavoro con un pool di esperti per poter presentare al Paese una nuova visione del sistema Giustizia».

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