Madre e figlio trovati morti, si ipotizza un omicidio-suicidio. Il corpo della madre trovato in mare, il piccolo di 8 anni nella camera da letto di casa

Cronaca nazionale

BARISi fa largo l’ipotesi di un omicidio-suicidio per la morte di Najoua Minnito ed Elia Perrone, madre e figlio di 35 e 8 anni, i cui cadaveri sono stati scoperti ieri a distanza di poche ore l’uno dall’altro e in luoghi differenti in provincia di Lecce.

Prima la mamma, il cui corpo è stato trovato in mare da un sub, tra Torre Dell’Orso e Calimera, poi il piccolo nell’abitazione dove i due vivevano in via Montinari a Calimera. Nelle prossime ore la procura di Lecce conferirà l’incarico per svolgere le due autopsie. 

Il cadavere del bambino è stato scoperto nella stanza da letto. A quanto si apprende, lunedì mattina la 35enne non aveva accompagnato il figlio a scuola. Tutte circostanze che sono state appurate dopo che il padre ha presentato denuncia ai carabinieri per la scomparsa dell’ex moglie e del figlio. Le indagini sono condotte dai carabinieri. 

La ricostruzione – E’ morto per asfissia meccanica (strangolamento o soffocamento, lo stabilirà l’autopsia) Elia Perrone, il bimbo di 8 anni ucciso quasi certamente nel sonno dalla mamma, la 35enne Najoua Minniti, a sua volta morta suicida. Sul corpo del piccolo, che indossava il pigiama e si trovava nel letto della camera da letto, dove solitamente dormiva con la mamma, non sono state trovate altre ferite.
L’omicidio sarebbe avvenuto quasi certamente nella notte tra il 17 e il 18 novembre scorsi. Lo si apprende da fonti vicine alle indagini, delegate dalla Procura al nucleo investigativo dei carabinieri di Lecce.

La mamma, dopo aver ucciso il figlio, sarebbe salita sulla sua auto e avrebbe raggiunto una vicina località di mare, forse Torre dell’Orso. Qui si sarebbe tuffata in acqua e sarebbe morta annegata. Il cadavere è stato recuperato nel tardo pomeriggio di ieri in mare dalla Capitaneria di Porto all’altezza dei faraglioni di Sant’Andrea. Dalle indagini finora eseguite emergerebbe che la donna ha fatto tutto da sola.

“Il mio posto preferito …Il mare è l’unico luogo che mi trasmette tranquillità e serenità”. Scriveva così postando una foto che ritraeva un tratto di mare, Najoua Minniti. Diverse le foto sul profilo social della donna che la ritraggono insieme al figlio. Momenti di spensieratezza e allegria. Ieri, però, il dramma. Alcuni vicini raccontano che nei giorni scorsi, la donna sembrava serena e sempre affettuosa con il figlio.

La visita della donna all’ex – “Io sottoscritto ho ricevuto una visita della mia ex compagna. Dopo una breve conversazione sulla divisione delle feste natalizie la signora ha dichiarato di ritenermi responsabile di qualsiasi cosa capitasse a lei e al bambino”. Lo scrive il padre di Elia Perrone, il bambino di 8 anni ucciso dalla madre Najoua Minniti, che si è poi suicidata, in un esposto protocollato inviato al Comune di Calimera (Lecce) il 16 dicembre 2024. L’esposto è stato mostrato in diretta a Ore 14, la trasmissione su Rai 2 condotta da Milo Infante. Il padre, preoccupato dalle parole dell’ex compagna, decise di scrivere al Comune per denunciare la situazione familiare. Nell’esposto lui riporta testualmente alcune frasi che la donna gli disse quel giorno: “Saluta bene Elia perché lo porto con me”; “è già capitato che io sia andata di fronte al mare con la macchina”; “ritieniti responsabile di qualsiasi cosa capiti a me e ad Elia”.

Lo zio: ‘Pensavano di trovare Elia in mare’

“Ho appreso la notizia mentre guardavo il telefonino. Si diceva che una signora era stata trovata in mare da un sub a Torre dell’Orso. Il sommozzatore ha avvisato i carabinieri. Si pensava che la donna fosse di Calimera, ma non sapevano il nome. Poi hanno trovato la sua auto, sono risaliti al suo nome ed hanno avvisato i famigliari. Ma mancava il bambino. Gli investigatori erano convinti che mamma e figlio si fossero buttati entrambi in mare, quindi i sub dei Vigili del fuoco stavano cercando il bambino a Torre dell’Orso, dopo aver trovato la mamma”. Lo spiega Brizio Tommasi, lo zio del papà del piccolo Elia. “Poi il bambino è stato trovato morto in casa”, conclude l’uomo.

Il sindaco: ‘Un dolore immenso’

“Le ultime ore hanno profondamente sconvolto la nostra comunità. La tragedia che ci ha colpiti rappresenta un dolore immenso e difficile da comprendere. In questo momento così duro, desidero esprimere, a nome mio e dell’intera amministrazione, la più sincera vicinanza alla famiglia e a tutti coloro che conoscevano e volevano bene a queste due vite spezzate. Un pensiero particolare va ai bambini e ai ragazzi del nostro paese, che più di tutti rischiano di essere colpiti dalla paura e dalla confusione. La scuola è già attiva per offrire ascolto, sostegno e un ambiente sereno in cui elaborare quanto accaduto con delicatezza e professionalità”. Lo scrive in una nota il sindaco di Calimera (Lecce), Gianluca Tommasi. “Le forze dell’ordine stanno lavorando con rigore e dedizione per ricostruire l’esatta dinamica dei fatti. Vi chiedo – aggiunge il primo cittadino – di lasciare spazio al loro lavoro, evitando la diffusione di voci, supposizioni o ricostruzioni non verificate, che rischiano solo di aumentare lo smarrimento e il dolore”. “Oggi più che mai dobbiamo restare uniti. Raccogliamoci nel silenzio, nella vicinanza reciproca e nel rispetto. La nostra comunità – conclude Tommasi – ha sempre saputo reagire con dignità nei momenti più difficili, e anche questa volta sapremo farlo, insieme”.

Il messaggio della scuola: ‘Giorni così difficili’

“Che la forza dell’amore e della vicinanza possa dare conforto in questi giorni così difficili”. È il messaggio che compare listato a lutto, in segno di cordoglio, sulla home page dell’Istituto comprensivo di Calimera (Lecce) frequentato da Elia Perrone. Elia frequentava la quarta elementare. L’ipotesi su cui indaga la procura (pm titolare del fascicolo Erika Masetti) è che possa trattarsi di omicidio-suicidio. “Sgomenti e senza parole per esprimere – scrive in un messaggio social la dirigente scolastica Elisabetta Dell’Atti – il dolore che tutti noi stiamo provando in questo momento. Restiamo saldi ed uniti, per sostenere i ‘nostri figli’. La scuola è presente. Vi abbraccio tutti”.

Investigatori: ‘da genitori denunce reciproche’

Si erano denunciati più volte, reciprocamente, ed avevano quindi un pessimo rapporto i genitori di Elia Perrone, il bambino di otto anni ucciso quasi certamente dalla mamma, la 35enne Najoua Minniti, che si è a sua volta suicidata. I due – si apprende da fonti vicine alle indagini delegate ai carabinieri di Lecce – litigavano spesso per il mancato adempimento degli obblighi familiari, ovvero la violazione dei giorni in cui il bambino avrebbe dovuto stare col padre e con la madre. Elia, infatti, da quando i genitori si erano separati, era in affidamento congiunto. Dopo le reciproche denunce, la donna era seguita dai servizi sociali. Dalle indagini svolte finora non risulta che la 35enne avesse patologie accertate e conclamate, “aveva forse una situazione di turbamento”, viene fatto notare da fonti inquirenti.

(Ansa)