Maltempo: la “sacra” neve di Aprile e i meteorologi abruzzesi evitano “l’apocalisse”. Ma attenzione però…
PESCARA – Bisogna ammettere che l’Abruzzo, grazie a esperti della materia quali Giovanni De Palma, Stefano Bernardi e Fabrizio Di Sabatino, primeggia non solo nel campo delle previsioni del tempo, ma anche e soprattutto in quello che va a riguardare la prevenzione da attuare nei casi critici che da loro vengono ampiamente previsti.
Se non si contano tanti morti, ma solo danni strutturali (qui però la colpa è di ben altri), lo si deve anche e soprattutto a loro e alle politiche mediatiche in ambito meteorologico che l’Abruzzo, grazie a loro e alla loro sana competenza maturata in anni di evidente passione, vanta di avere e non solo a favore del territorio che lo caratterizza.
La loro capacità, unita alla fortuna di aver visto cadere neve sulle colline e le montagne del comprensorio, ha evitato di vedere materializzarsi l’apocalisse.
Pochi ne hanno parlato, ma ci pensate cosa sarebbe potuto accadere se anziché la neve fosse scesa solo acqua dal cielo?
In molti casi sono caduti più di 200 millimetri di pioggia distribuite su ampie fasce di territorio. Ponti crollati, fiumi esondati, frane che non si contano sono niente rispetto ai conti che avremmo potuto fare.
Lo ripeto, ve lo immaginate cosa sarebbe potuto accadere se anziché neve sulle montagne fosse caduta solo pioggia?
I danni che tutti hanno potuto vedere in mondovisione per quante volte li avremmo dovuti moltiplicare?
E con essi, quanti morti? Su questo dovremmo parecchio riflettere e porci delle serie domande. Il pericolo grosso l’abbiamo scampato ma ancora per quanto?
Che riflettano e molto gli amministratori locali, regionali e nazionali perché se non lo hanno capito ora quello che ci prospetta il futuro…
Intanto, però, viene da ringraziare De Palma, Bernardi e Di Sabatino perché, anche per merito loro, laddove non arrivano coloro i quali concorrono costruire sugli argini di un fiume o sui costoni argillosi, non provvedono a evitare che i ponti crollino e, soprattutto, vorrebbero chiudere le stalle ma solo dopo che i buoi sono scappati, si sono viste risparmiare parecchie vite.
Ora bisognerà stare attenti alle possibili valanghe e alla neve che in virtù dell’aumento delle temperature che ci sarà a Pasqua e Pasquetta, inevitabilmente, complice il sole alto di Aprile, si scioglierà in fretta.




