Manutenzione straordinaria dei muretti a secco sui tracciati della rete sentieristica del Pnalm: il cantiere di Pescasseroli

PESCASSEROLI – Il Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise, grazie ad finanziamento del MASE per il recupero e la valorizzazione dei muri a secco, ha realizzato una serie di interventi finalizzati al ripristino e al recupero di queste strutture.
“Dopo il cantiere di Villetta Barrea – annuncia il Parco -, oggi abbiamo il piacere di raccontarvi i lavori svolti nel Comune di Pescasseroli, dove i lavori di manutenzione straordinaria dei muri a secco posti lungo i sentieri C3 e D4, due tracciati viari ricchi di storia e di significati.
Sentiero C3: Strada comunale “Pescasseroli – Campoli”
“Si tratta di uno dei tracciati antichi del Parco “a cavallo tra due regioni” – spiega il Parco -. Utilizzato con funzione di collegamento commerciale. Era percorso soprattutto dai contadini di Campoli che trasportavano i prodotti della terra fino a Pescasseroli. Questa via fu strutturata man mano, sul lungo periodo, con una serie di manufatti e di opere a servizio delle carovane di muli che la attraversavano regolarmente. Il percorso viario fu costruito mediante:
– realizzazione di scavi per la regolarizzazione delle pendenze talora con taglio longitudinale di pendii;
– costruzione di strutture murarie in pietra a secco ai bordi del tracciato per il contenimento dei terrapieni e/o per la delimitazione e la difesa dei seminativi e per delimitare il bosco pascolato della Difesa;
– realizzazione di taglia-acqua e/o gradoni in pietra.
Inoltre furono costruiti lungo il percorso il fontanile in pietra della Difesa (Liveregna), il Rifugio-Santuario di M. Tranquillo e lo Stazzo a ridosso del Valico di M. Tranquillo.

Sentiero D4: Strada comunale “Pescasseroli – Valle Mancina – Campo Rotondo”
Questo itinerario – continua il Parco – fu strutturato come un tracciato viario vero proprio: costruendo una serie di manufatti per renderlo sempre più funzionale al passaggio del bestiame e dei mulattieri che lo attraversavano frequentemente. Il percorso viario fu munito (a monte ed a valle) di una doppia cortina di muri in pietra a secco a difesa dei seminativi. Taluni elementi naturali quali affioramenti rocciosi, massi erratici, massi disposti in coppia, incisioni su terreno, che sono posti lungo la mulattiera o tra le strutture murarie a secco sono utilizzati come elementi di “misura del cammino”, o come oggi si preferisce chiamarli: “landmark”.
L’intervento ha operato un attento recupero delle murature in pietra a secco, permettendo di rendere visibile e fruibile il patrimonio costituito dalla viabilità antica e di conservare e riattivare la funzione ecologica delle strutture murarie, quali “strutture litiche porose” ricche di cavità interstiziali ospitanti microhabitat per fauna e flora.
Oltre alle cortine murarie è stato restaurato l’antico tracciato, caratterizzato da bordi di conci di pietra calcarea squadrati e da gradoni in pietra forte: tale via attraversa il bosco della “Difesa” o come è denominato in dialetto “Defensa”. La difesa era una “regola” molto antica, finalizzata a conservare i “boschi pascolati” destinati esclusivamente al pascolo degli animali da lavoro della comunità di Pescasseroli: soprattutto cavalli e buoi aratori. I faggi venivano continuamente “capitozzati” dando la possibilità agli animali di cibarsi con i rami. Gli alberi di conseguenza sviluppavano in larghezza il tronco e venivano ad assumere, nel lungo periodo, il portamento “a candelabro”.

L’intervento ha ri-scoperto una delle “vie murate” più significative: le strutture in pietra del sentiero D4 sono state ricomposte e recuperate completamente, permettendo di attraversare i “Colli Nascosti” e raggiungere “Campo Rotondo”.
Gli escursionisti possono oggi percorrere un “anello ideale”, attraversando i sentieri C3 e D4 (fontanile della Difesa – Campo Rotondo – Colli Nascosti – Fonte Fracassi): facendo esperienza del patrimonio storico-culturale materializzato nelle vie murate a difesa di antichi seminativi e nel bosco pascolato della Difesa di Pescasseroli con la sua via a gradoni completamente restaurata”, conclude il Pnalm.