Maxi debito della sanità abruzzese. Botta e risposta sul Tavolo di Monitoraggio fra l’assessore Veri e il capogruppo Pd Paolucci
PESCARA – Botta e risposta fra l’assessore regionale alla Sanità, Nicoletta Verì, e il capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Silvio Paolucci, sulle determinazioni del tavolo di monitoraggio ministeriale in tema di spesa sanitaria.
Per la Verì, nonostante alcune criticità rilevate dal Ministero, la Regione ha presentato il piano di bilanciamento delle spese e un programma che prevede la salvaguardia del sistema anche a fronte di spese maggiori.
Per Paolucci, al contrario, si tratta di una bocciatura senza precedenti, dato che il Tavolo ha rilevato addirittura un disavanzo in aumento e non in diminuzione con tutte le conseguenze del caso.
Così si l’assessora Nicoletta Verì nella nota stampa diffusa oggi: “Dopo il conferimento delle coperture la Regione Abruzzo ha assicurato l’equilibrio economico per il IV trimestre 2024 con un lieve margine positivo di 0,617 milioni di euro”.

E’ il passaggio principale del verbale della seduta del 29 maggio scorso del Tavolo di monitoraggio ministeriale sulla sanità, trasmesso nel fine settimana alla Regione insieme a quello dell’11 aprile.
Nella riunione, che fa seguito a quella del mese precedente (durante la quale i tecnici del Mef e del Ministero della Sanità avevano chiesto chiarimenti su poste negative pari a circa 30 milioni di euro, che avevano portato il disavanzo del sistema sanitario regionale a circa 113 milioni di euro), si è preso dunque atto delle misure correttive adottate dal governo regionale per il 2024. La certificazione definitiva del disavanzo dello scorso anno avverrà nel corso del prossimo Tavolo già fissato per il 10 luglio.
“E in quella sede – commenta l’assessore alla salute, Nicoletta Verì – sarà determinato anche l’accantonamento che la Regione dovrà effettuare prudenzialmente per eventuali disavanzi relativi all’anno in corso, che saranno in ogni caso quantificati solo a luglio 2026. Va precisato che sono già previste risorse a destinazione vincolata per questo scopo, che si aggiungono alle manovre correttive dei conti delle Asl avviate da mesi. Stiamo quindi gestendo la situazione con consapevolezza, pur nel difficile equilibrio di far quadrare i conti e garantire i servizi su un territorio ampio, ma scarsamente popolato in ampie zone, che comporta un aumento dei costi non indifferente”.
Nei documenti contabili allegati ai verbali si registra, nel 2024, un aumento dei costi del sistema sanitario pari a circa 130 milioni di euro (3,188 miliardi lo scorso anno a fronte dei 3,058 miliardi del 2023). Il 28.7 per cento del totale è legato ai costi del personale, passati da 874 milioni di euro nel 2023 a 915 milioni del 2024. Gli acquisti di beni e servizi, invece, aumentano da un miliardo e 968 milioni di euro del 2023 ai 2 miliardi e 37 milioni del 2024.
Nonostante venga rilevato che l’aumento dei costi sia di appena qualche punto percentuale superiore alla media nazionale, il Tavolo esprime preoccupazione per l’equilibrio dei conti del sistema regionale, invitando la Regione ad adottare i necessari provvedimenti correttivi.
“Ed è quello – conclude l’assessore – che stiamo già facendo, con un monitoraggio costante e continuo della situazione. Resta il nodo dei criteri di riparto del fondo sanitario nazionale, che penalizzano le regioni con caratteristiche demografiche e orografiche come l’Abruzzo. Un tema che stiamo portando sui tavoli nazionali e che ci auguriamo possa essere affrontato e risolto già quest’anno. Nel frattempo, però, continueremo a difendere la nostra organizzazione, perché siamo convinti della bontà delle scelte adottate finora, anche se sappiamo benissimo che si tratta di scelte che comportano costi superiori a quelli sostenuti per gli stessi servizi in altre aree del Paese”.

Questa, invece, la controanalisi, di tutt’altro tenore e colore, del capogruppo regionale Pd Paolucci: “Dal Ministero sulla sanità arriva una bocciatura senza precedenti negli ultimi 20 anni. Dai Tavoli di monitoraggio si apprende che “l’Abruzzo è l’unica Regione in piano di rientro in cui si registra un’inversione di tendenza in senso peggiorativo dei risultati d’esercizio, con compromissione degli obiettivi del Piano di Rientro.” E, ancora, “I tavoli, avendo rilevato la presenza di un disavanzo dall’anno 2022, verificano la sussistenza delle condizioni per il ripristino delle aliquote fiscali di IRAP e addizionale IRPEF al finanziamento delle perdite di bilancio sanitario”.
Dopo un accesso agli atti articolato e sul quale ho avuto un riscontro solo parziale, nei verbali delle riunioni dell’11 aprile 2025 e 29 maggio 2025 in appena due righe viene smontata la montagna di bugie di Marsilio e di tutta la sua Giunta. Vero è che delle Regioni in Piano di Rientro siamo i peggiori e siamo in disavanzo dal 2022 e non quindi negli anni della Giunta di centrosinistra: l’opposto di quanto sostenuto da anni da un Governo regionale incapace e bugiardo. Una realtà che resiste a ogni tipo di favola raccontata da Marsilio e dal suo esecutivo sull’azione di “risanamento” intrapresa, quella che sta diventando di giorno in giorno più improbabile e che emerge dai dati sul peggioramento dei Livelli Essenziali di Assistenza. Il re è nudo, ma fa finta di niente, mentre il sistema è a un passo dal tracollo e la comunità è con sempre meno servizi. Di questo si dovrà parlare domani in Commissione e di come porvi rimedio, augurandoci di non ascoltare le solite parole per nascondere una realtà sempre più drammatica, visto che a Roma erano attese soluzioni per luglio e siamo già al 7.
Un pericoloso scenario che i Tavoli avevano già segnalato negli anni scorsi alla Regione e a fronte di cui, anche in questa occasione, rinnovano la richiesta, più volte effettuata, dell’invio della programmazione triennale, già saltata negli ultimi tre con la Giunta Marsilio – aggiunge Paolucci – , con la predisposizione del Programma operativo 2025-2027 che individui, scrivono testualmente, “serie manovre correttive della spesa, stanti anche le criticità segnalate nella riunione dell’11 aprile 2025 sugli indicatori di performance assistenziali”, che evidentemente ad oggi non ci sono state o, peggio, non sono state ritenute “serie” in quanto il Governo Regionale è stato incapace di presentare un Piano in pareggio. Poi: rinnovano la richiesta, più volte effettuata, dell’invio con ogni urgenza del Programma operativo 2025-2027 che definisca in modo chiaro una programmazione di riqualificazione del servizio sanitario regionale, individuando le necessarie misure di efficientamento della gestione del SSR e di correzione della spesa, oltre agli interventi di recupero dei LEA, pesantemente degradati in ambiti sostanziali quali la prevenzione e l’assistenza distrettuale.
Ma tutto questo sembra non preoccupare il Governo regionale. Io mi chiedo come sia possibile fare finta di niente e minimizzare un baratro che ci porterà verso un nuovo commissariamento, evitabile, se la Regione avesse governato la sanità come il Ministero, nelle mani di un nome di filiera del partito di Marsilio, ha più volte invitato l’esecutivo regionale a fare, inutilmente.
I Tavoli tecnici ricordano inoltre alla Regione il rispetto dell’Accordo sottoscritto per il Piano di rientro ai sensi tutta una serie di normative nazionali che prevedono la necessità che l’Ente destini le maggiorazioni fiscali alla Sanità, precisando che il deficit 2025 è a carico delle maggiori tasse e che pertanto debbono prevedere la destinazione di ben oltre 100 milioni di euro al servizio sanitario regionale, con tagli enormi a tutti gli altri settori, fino ad arrivare al rischio di ulteriori maggiorazioni fiscali, alla diffida e al commissariamento: tutto scritto nero su bianco nel richiamo delle norme nazionali citate articolo per articolo e comma per comma, nelle conclusioni del verbale.
D’Altra parte abbiamo presentato conti che si avvicinano pericolosamente alla soglia del debito al 5% in rapporto alle risorse del Fondo Sanitario Regionale, senza alcuna capacità di proporre azioni tali da far ritenere sussistere una governance possibile di questa situazione cosi critica. E d’altra parte fino ad oggi è motivato ritenere che questa Giunta e questa maggioranza non abbiano neanche un minimo di consapevolezza del baratro cui stanno spingendo l’Abruzzo e gli abruzzesi.
Una debacle che viene da lontano, dagli anni di pessima programmazione e cattiva gestione della destra, basta vedere quello che è accaduto e che sta accadendo nelle varie Asl a partire dai conti di quella aquilana. Il risultato è che nei prossimi mesi e anni, per colpa di Marsilio e la sua Giunta, avremo più tasse, più tagli e meno servizi.
Tagli alla sanità e tagli agli altri settori, sociale, trasporti, cultura, politiche per lo sviluppo, sport, con l’utenza che va a curarsi fuori, con liste di attesa che non migliorano, con servizi sempre più risicati e, soprattutto, un diritto alla salute sempre più intaccato dallo smantellamento della sanità territoriale, dei punti di emergenza e urgenza, da un’inerzia che persino spinge le persone a non curarsi e, nonostante l’incapacità di gestione, non smuove nessuno dalla propria poltrona”.
