Messaggi, enigmi, misteri e simbologia nelle opere del genio dei geni: Leonardo

Leonardo da Vinci, come tutti i geni era una mente difficile da contenere: la sua testa era un oceano di idee, pensieri, curiosità e provate a trattenere una simile massa… .  Un lato del suo pensiero, mai rappresentato sul palcoscenico dell’umana conoscenza, è il forte contrasto che aveva con gli insegnamenti tradizionali della Chiesa Cattolica. Siccome il suo genio era al di sopra di quello espresso dal normale quoziente intellettivo dei suoi contemporanei, potevano le sue opere essere come quelle degli altri pittori? Ma anche no e così, spesso, la sua narrativa pittorica nascondeva elementi non proprio “ortodossi”, anzi in alcuni casi potevano anche passare per eretici. Insomma, il Nostro, nei suoi quadri, non solo rappresentava scene religiose, ritratti, battaglie o altro, ma, attraverso un suo modo di raccontare visivamente, inviava messaggi più o meno occulti; trattandosi di religione poi manco a dirlo… .  Vasari nel parlare del lato spirituale di Leonardo ebbe a scrivere: “… Per il che fece ne l’animo un concetto sì eretico, che è non si accostava a qualsivoglia religione, stimando per avventura assai più lo essere filosofo che cristiano”.

Ritratto di Ginevra Benci

Questa sua tendenza a celare indicazioni non scritte nei suoi quadri, lo portava, in alcuni casi, a suggerire il nome del soggetto raffigurato per assonanza con un oggetto posto nel quadro. Meglio fare un esempio. Nel “Ritratto di Ginevra Benci”, la testa della dama si sovrappone ad una pianta di Ginepro che le fa da sfondo (Ginevra-Ginepro).

La Dama con l’Ermellino

Anche nel famosissimo dipinto “Dama con ermellino” sembra che il nome della sedicenne Cecilia Gallerani, probabile amante di Ludovico il Moro, si celi nella figura dell’animaletto che in greco è detto “galè” e la cui pronuncia ricorda molto il cognome della ragazza. Oddio a dirla tutta, la bestiola che porta in grembo è anche simbolo di gravidanza e purezza; guarda caso la pulzella rimase incinta. Aggiungiamo una piccola annotazione? Ludovico ricevette dal re di Napoli il titolo onorifico di cavaliere dell’Ordine dell’Ermellino. Insomma secondo il modo “occulto” di esprimersi del pittore, il significato sarebbe” Cecilia Gallerani (messa incinta?) da Ludovico il Moro”. Altri dicono che il soggetto sarebbe stato Caterina Sforza. L’ermellino era il simbolo araldico di Giovanni Andrea Lampugnani, assassino di Galeazzo Maria Sforza padre della donna. Con il significato dei quadri di Leonardo non si può mai star tranquilli.

San Giovanni Battista

Molti furono i soggetti sacri dipinti dal Grande Genio i quali però, spesso, non prescindevano da contenuti simbolici a partire dal quadro di Giovanni Battista che lo raffigura con un dito puntato verso l’alto. Come mai? Cosa vuole dire? Quella postura della mano definita “il gesto di Giovanni”, ricorre in molte sue opere ed è a tal punto un segno distintivo del Grande Maestro che nella Scuola di Atene, affresco dipinto sulle pareti della Stanza della segnatura in Vaticano, Raffaello, ritraendo Leonardo nelle vesti di Platone, gli fece puntare il dito in quel particolare modo.

L’adorazione dei Magi (incompleta)

La posa della mano appare nell’opera incompiuta “l’Adorazione dei Magi”, dove un gruppo di persone volgono lo sguardo alle radici di un albero di carrube, tradizionalmente associato a Giovanni Battista e qui un uomo con la mano sta facendo “il gesto di Giovanni”. Una particolarità: i Magi offrono solo incenso e mirra, non oro, forse a voler negare il simbolo di regalità a Gesù, successivamente capiremo perché.

La Vergine e il Bambino con Sant’Anna (particolare)

Il dito spunta ovunque nei suoi lavori: anche nel bellissimo cartone di Leonardo per “La Vergine e il Bambino con Sant’Anna”, quest’ultima fa “il gesto di Giovanni” con una strana mano grande e mascolina. Stanchi delle dita? No? Allora andiamo a vedere un altro capolavoro “La Vergine delle Rocce”.

La Vergine delle Rocce (particolare)

Di questo dipinto ce ne sono tre versioni, considereremo quella del Louvre, dove riecco spuntare il dito e questa volta non è in alto ma pare indicare Gesù (secondo altri il grembo di Maria). C’è chi dice che il bimbo abbracciato dalla Madonna sarebbe Giovanni che genuflesso riceve la benedizione dal piccolo Cristo posto vicino all’Arcangelo Uriel il quale, a sua volta, indicherebbe Giovanni come il vero Redentore cosa che mi pare un po’ macchinosa. Se fate bene caso la gestualità dei personaggi pare indicare un movimento circolare e a questo proposito, critici affermano che i quattro personaggi ritratti descrivono il ciclo fecondativo dove è presente l’angelo annunciante, la Dea Madre, e i due momenti di fecondazione e rinascita, rappresentati rispettivamente da Giovanni Battista e Gesù, corrispondenti nel ciclo solare ai due solstizi. Che dire?

Ma veniamo ad una delle opere più celebri del Maestro forse, per alcuni versi anche simbolo della sua “eresia”: Il Cenacolo. L’ affresco è conservato nella Chiesa di Santa Maria delle Grazie a Milano ed è una delle sue opere più discusse. Prima di affrontare l’argomento, vale fare una premessa: Leonardo avrebbe subito l’influenza degli eretici catari, dei quali, nel XV secolo, sopravviveva a Concorezzo, alle porte di Milano, una delle ultime comunità. I Catari erano strani: Rifuggivano, così come Leonardo (ci credo poco), dalle relazioni sessuali ritenendo diabolica la materia corporea; erano vegetariani e anche Leonardo lo era;  vietavano la raffigurazione di Gesù in croce e anche lui non ne dipinse mai . Accusavano la Chiesa Cattolica di essere al servizio di Satana, perché corrotta e attaccata ai beni materiali. Dalli e dalli, alla fine, furono oggetto delle attenzioni di Santa Romana Chiesa. Innocenzo III ne avrebbe ordinato l’uccisione sistematica, indipendentemente dal sesso e dall’età. Agli stupefatti soldati che chiedevano come avrebbero fatto a riconoscere i Catari dai Cristiani, il vescovo che guidava la spedizione sembra abbia risposto: “Uccideteli tutti, Dio riconoscerà i suoi!“. Perchè tanto odio nei loro confronti? I cattolici ritenevano, che questi possedessero sufficienti informazioni per smentire la storia della crocifissione. Maria Maddalena, era, in realtà, la sposa del Redentore dal quale ebbe dei figli; insomma sarebbe esistita una discendenza di sangue reale che da David a Gesù (Sang Real, poi per corruzione Santo Graal), dette origine alla stirpe merovingia e a seguire alla Casa Reale Stuart fino agli Asburgo: immaginatevi il Papa quanto si fosse innervosito: niente calice, niente sangue, niente crocifissione e Maddalena moglie di Gesù! Cercò, pertanto di convertirli a modo suo: sterminandoli! Duecento roghi a Montsegur, poi Albì con la crociata che passò alla storia come “L’eresia dell’Albigese”. Successivamente ìl segreto sarebbe passato nelle mani dei templari che, pure loro, fecero la stessa, scottante, fine.

Il Cenacolo di Leonardo

Ed ecco apparire l’eresia di Leonardo: sul tavolo del cenacolo non c’è il calice col quale il suo discepolo preferito, Giuseppe D’Arimatea, raccolse il sangue del Redentore crocifisso e manca anche il discepolo stesso che non essendo apostolo mai avrebbe potuto presenziare alla cena. Questo annulla tutto quanto è legato alla vicenda del Graal. Nei piatti, poi, non c’è l’agnello pasquale che era il simbolo biblico di Gesù. Sembrerebbe come se Leonardo dicesse (scusate l’ardire):- Lasciate perdere il Nazareno chi è importante è nel cielo – (il solito dito).

A proposito della Maddalena, la donna è presente, in luogo di Giovanni, alla destra del Messia a simboleggiarne, forse, lo status di sposa (c’è chi afferma che nel Rinascimento Giovanni era rappresentato un po’ effeminato perché il più giovane). La teoria del Leonardo-Cataro, sarebbe poi confermata dalla posizione dei commensali. L’iniziale di ciascuna attribuzione dei discepoli letta in sequenza compone il nome di un sacramento cataro: il “Consolamentum”, sacramento battesimale che, a differenza di quello cristiano, non usava l’acqua ma unicamente le parole del rito, l’imposizione delle mani e il libro del “Vangelo secondo Giovanni” posto sul capo del battezzato. Ecco come si compone il nome del sacramento:

  1. Simone è il Confector (colui che porta a termine);
  2. Giuda Taddeo è Occultator (colui che nasconde);
  3. Matteo è Navus (il diligente);
  4. Filippo Sapiens (il sapiente);
  5. Giacomo maggiore Oboediens (obbediente);
  6. Tommaso Litator (colui che placa gli dei);
  7. Cristo (la A di alpha – inizio);
  8. Giovanni il Mysticus (colui che conosce il mistero);
  9. Pietro Exosus (colui che odia);
  10. Giuda Iscariota Nefandus (l’empio);
  11. Andrea Temperator (il moderatore);
  12. Giacomo il minore Venustus (pieno di grazia);
  13. Bartolomeo Mirabilis (il prodigioso).

La cosa potrebbe sembrare un po’ esagerata ma ricordate che Leonardo era amante degli scherzi e degli indovinelli nascosti. Vi domanderete:- Dove sta lo scherzo qui? Ebbene è nel fatto che un’opera con un contenuto cataro sovrasta il refettorio dei suoi aguzzini cattolici e scusate se è poco!

Gli autoritratti “occulti”
Il dito

Detto questo ecco una curiosità. Due autoritratti di Leonardo giovane sono ‘nascosti’ nel dipinto seppure in bella vista. Secondo Ross King, l’autore di ‘Brunelleschi’s Dome’, il pittore avrebbe dato le sue fattezze agli apostoli Tommaso e Giacomo Minore. E il “dito” ? Che fine ha fatto? Bene, in uno dei due autoritratti, quello di Tommaso, ecco là il dito che emerge: non poteva mancare! Infine una nota divertente: sapete a chi si ispirò Leonardo per la faccia di Giuda? Al priore delle Grazie, Padre Vincenzo Bandello, che gli stava alle calcagna chiedendogli spesso quando avesse mai terminato l’opera.

Per completezza aggiungo una lettura un po’ più esoterica. I dodici apostoli rappresenterebbero anche i segni zodiacali: partendo da sinistra descrivono la loro successione , dall’ariete ai pesci; sono, inoltre, disposti a gruppi di tre a formare quattro insiemi che simboleggiano le stagioni e gli elementi (aria, acqua, terra e fuoco). Ad ogni modo, secondo l’interpretazione ufficiale, il cenacolo raffigura il momento dello sconcerto degli apostoli quando Gesù dice:- In verità, in verità vi dico: uno di voi mi tradirà-. Conoscendo Leonardo e la sua attitudine a proporre indovinelli e messaggi nascosti propendo per la tesi catara che, a mio avviso, lo avrebbe anche divertito moltissimo. Dove è il divertente? Ma nell’avere dipinto una rappresentazione eretica nel refettorio dell’ aguzzino cattolico!

La lettera “M” di Maddalena e la “V” ad indicare un ‘calice’ o il simbolo del “femminino sacro”

Mi sovviene ora che non ho richiamato l’attenzione su tutta la faccenda della lettera “M” o il segno “V” che comparirebbero nello spazio vuoto tra Gesù e Giovanni. Ne volete sapere qualcosa?  Leggetevi  “Il Codice Da Vinci” che di questa interpretazione ne ha fatto motivo di enormi vendite, anzi no dell’intero sdegno del Vaticano che minacciò la scomunica (ma quanto infastidisce ‘sta storia della Maddalena?). Porgo un doveroso ringraziamento per il prezioso ausilio ad un amico: Agostino De Santi Abati che ritengo essere uno dei maggiori esperti della “lettura” di Leonardo. Vi saluto da un metro e mezzo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *