Migliaia di studenti ad Avezzano per dire STOP alla VIOLENZA SULLE DONNE


Ad Avezzano la battaglia contro la violenza sulle donne comincia sui banchi di scuola, nelle aule degli istituti superiori della città, il luogo in cui la condivisione di idee ha portato gli studenti ad organizzare, anche quest’anno, il corteo che questa mattina li ha visti protagonisti per le vie del centro cittadino.

Migliaia gli studenti coinvolti che, puntuali, si sono dati appuntamento nel piazzale antistante la stazione dei Treni con maglie e bracciali rossi, la tradizionala riga di rossetto sotto l’occhio e tanti cartelloni pronti per esprimere solidarietà alle vittime della violenza di genere.

Alle ore 9 il corteo ordinato è partito da Piazza Matteotti, è sceso verso la Panchina Rossa del centro città, sulla quale gli studenti hanno lasciato un bellissimo mazzo di fiori in ricordo delle vittime del femminicidio.
Pochi metri per raggiungere via Corradini, via Mazzini e poi giù fino a Piazza del Municipio per toccare le tappe più importanti della città ed arrivare a Piazza Risorgimento dove, durante un Sit in, gli studenti si sono confrontati sul tema della violenza sulle donne.

Una generazione sensibile e pronta a dire basta con energia e voce alta alle violenze quotidiane che tante donne e bambini subiscono da parte di chi non ha rispetto e che dovrebbe invece tutelarli.

Un evento che nella Marsica, nel 2013, venne ideato alla luce dell’omicidio, da parte di un uomo armato di pistola, della sua ex moglie 45enne Fatime e di una delle sue figlie di nome Senade, di soli 21 anni, residenti a Pescina (AQ). 

Numerosi gli interventi dei promotori dell’evento e ancora brani, poesie, balli e canti per gridare a voce alta e con il sorriso “STOP ALLA VIOLENZA”. Un successo, in termini di partecipazione, per questa manifestazione che ha regalato alla città un momento sincero e spontaneo di consapevolezza affinché, dai piccoli gesti, possa partire una grande rivoluzione culturale che possa nel tempo sconfiggere l’ignoranza di chi non ha rispetto degli altri, delle donne, dei bambini, dei più deboli.

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