“Mostri. Quando non c’è più l’amore”, a Chieti presentazione del nuovo libro del giornalista Giovanni Mancinone

Femminicidi ma anche un ominicidio. Violenza che non conosce sesso. Storie che raccontano di scelte e di decisioni non condivise, riprese dalla vita di una provincia anonima e sonnacchiosa che diventa attonita testimone di falsi amori finiti con  cruente risoluzioni.

E’ il contenuto del libro di Giovanni Mancinone  MOSTRI (QUANDO NON C’È PIÙ L’AMORE), edito da Rubettino che verrà presentato al Museo Barbella di Chieti venerdì 17 maggio alle ore 17:30 nell’ambito della Rassegna Salotti Culturali Teatini, di cui costituisce il quinto incontro.

Con l’autore ci saranno Luca Dragani incaricato della presentazione; Antonella Caggiano (poeta e insegnante) e Carlotta Desario (scrittrice e aspirante giornalista divergente) che converseranno con Mancinone tra gli interventi Cinzia Di Vincenzo, le letture di Maria Antonietta Marasco e Claudia Zuccarini e i brani musicali della musicista Rossella Rezzolla che si alterneranno ai dialoghi tra i presenti.

Si cala dentro la terribile violenza, Giovanni Mancinone, e offre al lettore, in una raccolta di dieci racconti, una descrizione asciutta, distaccata, asettica che vuole penetrare nell’interiorità degli uomini  autori di violenze contro le loro partner e che riesce ad osservare, con precisione autoptica, l’asimmetria delle relazioni  dove, da una parte c’è chi fa le sue scelte e le vorrebbe rispettate e dall’altra la controparte, che invece si oppone giungendo alla più truce conclusione sia che si tratti della fine di una relazione sia che la scelta riguardi il lavoro o un’uscita con le amiche.

Nel momento in cui scriviamo sono giunte a 88 le persone uccise dall’inizio dell’anno fino ad aprile e non ci meraviglia che il copione sia sempre lo stesso. Se questo libro deve aver dunque un valore, esso è quello di non allentare l’attenzione di un problema di cui è necessario conoscere la profonda radice se si vuole andar oltre la millenaria cultura maschilista di sopraffazione. Ciò che per gli uomini è da sempre, per le donne si tratta di una conquista verso la libertà la cui via è lunga e dolorosa da vivere e pagare con la propria pelle.

La pesante, irremovibile, indignata ed energica disapprovazione verso gli autori di violenza espressa da Mancinone nel libro, ha spinto Rosalba Belmonte, docente universitaria di sociologia della sicurezza sociale della devianza presso l’ Università della Tuscia, a definire il volume “un atto di pedagogia civile” che condanna la violenza ma anche l’indifferenza che spesso accompagna l’aggressione.

Giovanni Mancinone

 (Castelmauro 1951), giornalista professionista. Ha pubblicato Molise criminale (Rubbettino editore) che ha ottenuto numerosi riconoscimenti e tra questi il Premio Piersanti Mattarella (vincitore sezione inchiesta), premio storico-letterario parole chiave comune Polesella (vincitore saggistica storica edita giuria presieduta da Massimo Carlotto), il Premio OMCON 2022 per l’informazione (osservatorio mediterraneo sulla criminalità organizzata e le mafie), il premio nazionale letteratura italiana contemporanea 2022/2023 (vincitore sezione saggistica a tema / il bello dell’Italia: storia, segreti e curiosità delle città e dei paesi italiani).  Prima di entrare in Rai, dove ha ricoperto il ruolo di vicecaporedattore nella redazione della Tgr del Molise, firmando centinaia di servizi per il Tg1, il Tg2, il Tg3, Rainews24, Gr1 e Gr2, ha scritto per «l’Unità», «Paese Sera», «Rassegna Sindacale» e «Il Tempo». Ha diretto «Il Chimico Professionista», «Molise Oggi», «Molise Insieme» e altri periodici sia in Molise che nel Lazio. Nella sua carriera professionale si è occupato dei fatti più scottanti di cronaca che si sono verificati in Molise prestando molta attenzione alle tematiche sociali e ambientali. Tra le inchieste più importanti arrivate in cronaca, l’Operazione Mosca che ha portato alla scoperta di un traffico di rifiuti industriali provenienti da sette regioni che venivano scaricati sulla costa molisana. Questa attività investigativa è stata la prima in Italia sullo smaltimento illegale di scarti industriali vero e nuovo grande business per la criminalità organizzata.

Rossella Rezzolla

Nata a Pescara, ha iniziato a studiare la chitarra all’età di nove anni. Ammessa a frequentare il Conservatorio di Musica “Luisa D’Annunzio” di Pescara sotto la prestigiosa guida del Maestro Bruno Battisti D’Amario, consegue la maturità classica presso il Liceo Classico “D’Annunzio” e la Laurea in Chitarra entrambe con il massimo dei voti. Si perfeziona ai Corsi internazionali di interpretazione di Musica di Città di Castello, di Palmi (RC) e presso il Centro Internazionale della Chitarra a L’Aquila con il Maestro Alirio Diaz. Nella sua precoce attività concertistica coltiva un repertorio solistico e cameristico, in duo di chitarre e con flauto traverso. All’attività concertistica alterna l’attività didattica, insegnando chitarra per diversi anni presso le Scuole Civiche di Lanciano, di Vasto e in altri Istituti Musicali. Successivamente laureata con lode in Scienze Geologiche presso l’Università degli studi “La Sapienza” di Roma, è attualmente docente in ruolo di Scienze Naturali presso il Liceo Classico di Pescara. Promuove progetti di diffusione della chitarra classica negli Istituti Superiori abruzzesi, in collaborazione con il Conservatorio di Pescara in qualità di Cultore della materia. Prosegue intanto la propria attività musicale e concertistica in occasione di festival, eventi culturali, concorsi e rassegne musicali.

INFO

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