Nella giornata contro la violenza sulle donne, la lettera di una madre di Avezzano allontanata dal figlio e che da sei anni reclama giustizia
AVEZZANO – Nel giornata dedicata alla lotta contro la violenza sulle donne, torniamo su una storia della quale ci siamo già occupati mesi fa e che ha visto anche una manifestazione in piazza Risorgimento ad Avezzano.
La vicenda è quella di una donna e di una madre, finita purtroppo in un matrimonio violento e aggressivo e che, alla fine, ha visto togliersi il figlio, nonostante tutto facesse pensare il contrario. Una vicenda tuta la femminile visti che, marito a mpate, ovviamente, tutti i protaginsti dellam vinceda sono donne.
Questa la letera che questa donna e madre dispetrata, ci ha voluto inviare.
“La mia storia riguarda un uomo violento e ricco. Lui in un atto di rabbia mi ha anche puntato una pistola carica sulla fronte: ho visto la morte negli occhi.
Appena l’ho lasciato, mi ha minacciata dicendomi che a lui sarebbe bastato dire il suo cognome e il problema gli sarebbe stato risolto senza sporcarsi le mani. Ho vissuto nel terrore, guardandomi le spalle. Sono passati 6 anni da quando mio figlio è stato trascinato via con la violenza.
Io non ho condanne. Mio figlio stava benissimo con me: è tutto assurdo quel che hanno fatto i giudici del Tribunale dei Minori dell’Aquila, ma anche le assistenti sociali e la CTU che alla fine hanno finito col proteggere quest’uomo, spogliandomi alla fine della potestà genitoriale.
È arrivato a mettermi le mani addosso anche davanti ad un giudice del Tribunale di Avezzano. Quest’uomo è stato premiato affidandogli mio figlio, strappandolo a me, insegnante di scuola abituata a stare con i più giovani. Ho sofferto tanto e soffro tuttora, tanto che mi sono gravemente ammalata”.


