Nemmeno gli dei! Stranezze, capricci e manie dei due “imperatori”: Donald e Vladimir il loro “risiko” con la vita degli… umani
Dimenticate i saggi statistici, i flussi macroeconomici e i trattati di geopolitica. La verità sul nostro futuro è molto più complessa, e si riassume nelle manie geriatriche di due divinità capricciose arroccate sul tetto del mondo.
Da un lato Mar-a-Lago, regno del fulmine in maiuscolo e del fast food divino; dall’altro il Cremlino Sotterraneo, fortezza dell’immutabilità glaciale e della fobia per gli spifferi. Il destino dell’umanità non è scritto nelle stelle, ma nei bollettini medici e negli sbalzi d’umore di due vecchietti bizzosi che giocano con i confini planetari come fossero la recinzione di un cantiere.
CHI ERANO GLI DEI?
Gli dei dell’Olimpo erano le principali divinità della mitologia greca: immortali e dotati di poteri sovrumani. Vivevano sul Monte Olimpo che è una fetecchia di montagna greca e possedevano sembianze e comportamenti tipicamente umani, inclusi vizi come gelosia, ira e invidia. Influenzavano il destino degli uomini punendo chi li sfidava, spesso intrecciandosi nelle vicende terrestri. Vivevano in un complesso sistema di relazioni familiari e dinamiche di potere.
La loro ira era caratterizzata da una reattività aggressiva alle offese reagendo in modo minaccioso o vendicativo.
QUANDO SI ARRABBIAVANO…
… Erano dolori: si rimboccavano le maniche (chitone permettendo), calavano dall’Olimpo infuriati come mufloni e giù malattie (come la peste inviata da Apollo contro gli Achei) o maremoti, inondazioni, terremoti e chi più ne ha più ne metta, dimostrando che la loro ira poteva colpire intere comunità per un singolo atto di tracotanza.
In alcuni casi, l’ira si traduceva in umiliazione sociale o esageravano e manco poco come Apollo che, offeso dal sacerdote Crise. devastò l’accampamento greco.
DUE DEI A CONFRONTO
A parlar di dei bizzosi ecco venire in mente Trump e Putin. Viene facile paragonarli a Dei visto il loro potere economico e militare ma a badar bene i rapporti tra i due sono caratterizzati da un tono spesso ironico e ambiguo, con scambi che oscillano tra deferenza, scherzi pesanti e critiche pubbliche. Un esempio?
Il presidente russo ha descritto Trump come “non privo di umorismo”, notando come i due leader si scambino battute durante i negoziati, con Putin che cerca di “calmare la paranoia” dell’americano buttandola sul ridere.
Trump invece si definisce un “tipo ironico” che usa battute e scherzi per ottenere effetti mediatici o sminuire gli interlocutori, talvolta in modo pesante.
Nonostante l’ironia, il tono può virare rapidamente verso la rabbia o la delusione, come quando ha definito Putin “pazzo” o ha espresso frustrazione per la mancata risoluzione dei conflitti, mentre la stampa russa ha reagito con sarcasmo definendolo un “clown” o un “Anticristo”.
CHI SONO E DOVE VIVONO
Non vivono sul monte Olimpo; non gli basterebbe e neppure in un reparto geriatrico sebbene sarebbe il posto più opportuno.
Il primo abita la residenza di Mar a Lago, una dimora kitsch, interamente dorata, in stile “Casamonica”. I suoi fulmini sono sostituiti da tweet infuocati scritti in maiuscolo.
L’altro vive nel Cremlino Sotterraneo, un regno d’oltretomba d’acciaio e marmo, dove un tavolo di legno lungo tre chilometri tiene lontani mortali e microbi.
Si contendono costantemente il titolo di “Dio Alfa”. Passano il tempo a misurare la lunghezza dei rispettivi missili balistici per vedere chi ce l’ha più lungo. Non usano i canali diplomatici. Si mandano messaggi cifrati tramite sguardi d’intesa durante i summit o tramite intermediari stravaganti come Maria Zakharovina che ritiene politicamente corretto abbaiare contro coloro che non incensano il suo padrone e poco dignitosamente lappare il sedile dove Vladimir è solito riposarsi.
VITA NELL’OLIMPO
Vladimir terrorizza l’Olimpo perché ha paura degli spifferi e dei virus dei mortali. Governa l’universo fulminando chiunque osi tossire nel raggio di tre chilometri. Donald segue una dieta da immortale.Gareth Davies, giornalista del Telegraph, decise di nutrirsi per una settimana come il presidente Usa per capire cosa significhi vivere seguendo la “dieta Trump” a base di cheeseburger e dodici lattine di Diet Coke al giorno esclamando stremato: “non capisco come sia ancora vivo”
La loro memoria, data l’età, difetta e spesso confondono i nomi dei leader mondiali, scambiano l’Ucraina per la Crimea e la NATO con un brand di cibo per gatti, scatenando crisi diplomatiche globali solo perché “ai miei tempi non era così“.
GLI UMARELL

Loro sono là a contemplare le umane vicende. Sembrano gli Umarell di Danilo Masotti. Passano il tempo stando con le mani dietro la schiena a guardare i confini del mondo come vecchietti che controllano i cantieri stradali. Vladimir vuole spostare i confini di un millimetro “perché le mappe moderne sono fatte male” e Donald vuole tirare su muri ovunque perché “i giovani d’oggi entrano senza bussare“. Passano le giornate davanti alla tv urlando contro gli umani telegiornali e i loro discorsi iniziano sempre con un nostalgico “Vi ricordate la Guerra Fredda? Quelli sì che erano bei tempi, c’era rispetto per gli anziani!”.
LA NEOLINGUA
Come sostiene Barbara Cassin usano una sorta di neolinguaggio tipico della sofistica greca (ammesso che sappiano cosa sia). Fateci caso: fabbricano la realtà usando il linguaggio non per descriverla, ma per “fabbricarla”, una tecnica attribuita appunto ai sofisti nell’antica Grecia.
Sostituiscono la parola “guerra” con “operazione militare speciale” (Putin) o vietano l’uso di certi termini nei discorsi pubblici (Trump). Nasce così la “neolingua” dove il senso delle parole è rovesciato, dissolvendo la realtà oggettiva come sostenevano i filosofi greci oppositori dei sofisti.
IL NUOVO MODO DI GOVERNARE
Bernard-Henri Lévy ha richiamato l’idea platonica del governante come “pastore” del gregge. Secondo il filosofo, il comportamento di Trump e Putin è l’antitesi dell’ideale greco del leader che deve calmare le paure.
Al contrario, essi alimentano le paure collettive, attuando quella che i Greci avrebbero definito una “leadership suicida” per il gruppo umano. Lévy colloca entrambi nella categoria di leader che hanno “scelto il male sapendo che è il male”, rompendo il patto fiduciario tra governante e governati tipico della tradizione filosofica occidentale.
IL MONTE OLIMPO O UNA RSA?

I due vecchietti credono, nella loro lucida follia, di essere sul monte Olimpo, in realtà vivono in una lussuosa RSA dove son convinti che il personale paramedico sia il loro staff politico. Ma cosa faranno i due tutto il giorno? Vediamo…. Ci troviamo in una terrazza. Da un lato c’è una poltrona massaggiante in pelle dorata con un portabicchieri per la Diet Coke. Dall’altro, uno scranno di marmo siberiano, gelido e minimalista. In mezzo, un enorme cannocchiale puntato sul pianeta Terra. Cosa si diranno i due? Avviciniamoci di soppiatto e tendiamo un orecchio…
Donald: (Sorseggiando la sesta Diet Coke della mattinata e urlando perché ha l’apparecchio acustico spento) –Vlad! Guarda giù! Guarda quei ragazzini in Europa. Spendono i miei soldi per le macchinine verdi, quelle ecologiche. Te lo dico io, l’aria condizionata al massimo è un diritto divino! –
Vladimir: (Senza muovere un muscolo del viso, con una copertina di lana sulle gambe nonostante sia luglio) – Donald, abbassa la voce. Mi fai venire l’emicrania. E non guardare l’Europa, guarda piuttosto cosa fanno al mio confine. Ieri un mortale ha camminato troppo vicino alla staccionata. Ho dovuto mandare tre caccia solo per ricordargli il concetto di proprietà privata. I giovani d’oggi non hanno più il senso del limite…–
Donald: (Dando un colpo di tosse teatrale) – La staccionata! Un’ottima idea. Io ne volevo una bellissima, enorme, trasparente, così potevi vedere chi c’era dall’altra parte. Ma quei burocrati giù a Washington hanno detto che non ci sono i fondi. Proprio a me che ho inventato i soldi! Piuttosto che ore sono? Mi fa male il ginocchio. Quando il ginocchio fa così, significa che sta per arrivare un dazio sulla Cina –
Vladimir: (Controllando un vecchio cipollone sovietico) – Sono le due meno un quarto. Tra quindici minuti c’è la mia siesta. Se quel ragazzino francese prova a chiamarmi sul telefono rosso mentre dormo, giuro su Lenin che gli stacco il riscaldamento per tutto il prossimo inverno. Non mi interessa se è estate: faccio nevicare lo stesso –

Donald: (Sbattendo il telecomando sul tavolo) – Mi sembri Rain man! Ma quale siesta! Guarda qua, guarda la televisione! Fake news ovunque. Dicono che i miei capelli sono finti. Ti sembrano finti? Sono solo ben laccati e stuccati! Per favore, passami quel foglio con i codici nucleari mi sono sporcato di ketchup –
Vladimir: (Sospira, massaggiandosi le tempie) – È sul tavolo da tre chilometri, Donald. Non ci arrivo. E non toccare i codici con le mani unte. L’ultima volta che hai pulito lo schermo con quello delle password hai quasi cancellato la Nuova Zelanda dalla mappa –
Donald: (Facendo una smorfia) – La Nuova Zelanda? Nessuno se ne sarebbe accorto. Posto minuscolo. Poca folla ai miei comizi… Ti ricordi nell’ ’80? Formidabili quegli anni! (scusa Capanna n.d.r.) Era un buon periodo per un dio. C’era rispetto! La gente tremava quando alzavi il telefono. Oggi ti mandano un’emoji con la faccina che ride. A un dio! Io li fulmino. Anzi, ora faccio un bel post in maiuscolo che li sistema tutti! –
Vladimir: (Chiudendo gli occhi, sistemandosi la copertina) – Fai quello che vuoi, Donald. Ma non fare rumore con le patatine. Se mi sveglio di cattivo umore, rischio di invadere un altro fuso orario –
POCO TEMPO DOPO…
(Sono le 16:15. Vladimir si è appena svegliato di soprassalto dalla siesta, mentre Donald sta litigando furiosamente con un tablet pestando lo schermo con un dito).
Vladimir: (Stropicciandosi gli occhi, furioso) – Donald! Ti avevo chiesto di non fare rumore! Cos’è questo continuo bip-bip? Sembra una bomba a orologeria degli anni ’70! –
Donald: (Rosso in viso, agitando il dito) – Questa tecnologia moderna è un disastro totale! Una truffa dei democratici, te lo dico io! Volevo solo ordinare un altro vassoio di nuggets, ma questa tavoletta infernale continua a chiedermi se sono un robot. A me! Un dio! Ti sembra che io abbia dei bulloni?
Vladimir: (Sospira profondamente, alzandosi a fatica e trascinando la copertina di lana) –Qualcuno allentato ce l’hai… dai fammi vedere…. Per Lenin!. Sei entrato nel sistema di puntamento satellitare del Cremlino. Pensavi che l’icona del missile fosse una coscia di pollo? –
Donald: (Prendendo un pezzo di carta per pulirsi gli occhiali da lettura) – Ha la stessa forma! E poi mi sembra che c’era scritto: “Consegna ” con i vostri caratteri incomprensibili. Comunque, ho premuto il pulsante rosso “Invia” ,quello grande: è successo qualcosa?-
Vladimir: (Guarda dentro l’enorme cannocchiale puntato sulla Terra e sbianca per quanto la sua faccia marmorea glielo consenta) – Oè… hai appena azzerato il fuso orario del Pacifico. Hai ordinato quarantamila testate termonucleari dirette verso un McDonald’s di Chicago! –
Donald: (Facendo spallucce, del tutto indifferente) – Beh, almeno il pollo arriverà ben cotto. Quando è crudo al centro fa schifo. E poi Chicago non mi ha votato in massa, se lo meritano. Piuttosto, perché il cielo laggiù sta diventando viola? È una nuova funzione di Instagram?-
Vladimir: (Premendo freneticamente una tastiera vintage in acciaio e bulloni) – No è una aurora boreale artificiale. Hai invertito i poli magnetici della Terra con quel tuo maledetto pacchetto di pile acustiche poggiato sul reattore dell’Olimpo… e sta’ attento la prossima volta! Ormai è tardi per rimediare. Il pianeta si sta pure surriscaldando di cinque gradi al minuto da quando hai usato il satellite meteo per asciugarti i capelli dopo la doccia…-
Donald: (Guardando lo schermo del tablet che ora lampeggia con la scritta “ERRORE DI SISTEMA – APOCALISSE IN CORSO”) – Beh, se il mondo finisce oggi ne faremo uno nuovo. Vlad, ti è rimasta un po’ di quella tua vodka russa? Brindiamo al miglior collasso planetario della storia. Nessuno ha mai fatto un’apocalisse grande come la nostra. È tremenda, è bellissima, è… Huge –
Vladimir: (Prendendo una bottiglia sterile dal frigo sterile) – Solo se prometti di non toccare il telecomando del Big Bang. L’ultima volta abbiamo dovuto ricreare i dinosauri e mi è costato una fortuna in riscaldamento…-

CASTIGAT RIDENDO MORES
Lo diceva il poeta francese Jean de Santeul accennando alla satira. Nel nostro caso scherziamo ma non so quanto la satira si discosti dalla realtà, ma forse qui vale la manzoniana domanda: “Fu vera gloria?” Manzoni si riferiva a Napoleone ma adattiamo la domanda alle nostre due deità.
SOGNI EROICI

Putin è una sorta di imperatore “nudo” nel suo palazzo, mosso dalla nostalgia di un impero perduto (l’URSS o l’Impero Russo), simile a una divinità decaduta che cerca di riconquistare un antico dominio attraverso la forza, invadendo paesi vicini. Qui nasce il problema: la forza c’è? Doveva invadere la terra dei cosacchi, l’Ucraina, in tre giorni. Sono quattro anni che suona la tromba cercando di convincere sé stesso e gli altri che si sarebbe mangiato in due bocconi l’Ucraina, son quattro anni che butta bombe e son quattro anni che l’Ucraina gli tira schiaffi, anzi ora ha iniziato ad attaccare la Russia stessa. Brutta situazione e ancor peggior figura. Lancia proclami, ha schierato gli ipermissili ma ha incassato solo super calci. Pensava che il Comico ucraino lo avrebbe fatto ridere, invece piange lacrime amare…
Il Nostro fa sempre meno paura ottenendo l’effetto di compattare l’Europa. Inutili le sue battute, gli insulti, la retorica dittatoriale: sta combattendo e perdendo due guerre, una interna e una bellica esterna.
LA SITUAZIONE RUSSA

L’economia russa si è trasformata in una economia di guerra che sta erodendo le proprie fondamenta, con una spesa militare che ha superato il 7% del PIL (contro il 3,6% del 2021) e assorbe quasi il 40% del bilancio federale, una quota senza precedenti in epoca moderna.
Per finanziare questo sforzo, Mosca sta consumando le riserve valutarie, aumentando la pressione fiscale (al 22%) e ricorrendo al debito interno, mentre le sanzioni occidentali e l’isolamento tecnologico hanno causato un crollo delle entrate energetiche, scese a meno del 25% delle entrate statali.
Di conseguenza, la crescita economica è stata drasticamente revisionata al ribasso, con il PIL che ha registrato una contrazione nello scorso primo trimestre e l’inflazione bloccata attorno al 5-6%, lasciando il Paese vulnerabile a qualsiasi shock petrolifero o finanziario nei prossimi 12-24 mesi. Il vecchietto bizzoso fisso nei suoi propositi sta trascinando il suo paese al disastro.
NEGLI USA?
Le spese militari degli Stati Uniti mostrano una tendenza alla crescita record principalmente a causa della mancata approvazione di nuovi aiuti finanziari per l’Ucraina. Tuttavia, questa diminuzione è considerata temporanea, poiché il Congresso Usa ha approvato il National Defense Authorization Act (Ndaa) per il 2026, che autorizza una spesa record di 901miliardi di dollari (superiore alla richiesta dell’amministrazione Trump). Inoltre, sono in discussione proposte per raggiungere i 1.500 miliardi di dollari nel 2027. Per quanto riguarda le sanzioni, il nuovo Ndaa per il 2026 include l’abrogazione delle sanzioni alla Siria ai sensi del Caesar Syria Civilian Protection Act del 2019.
L’ECONOMIA
Secondo i sondaggi più recenti l’opinione pubblica americana è prevalentemente pessimista riguardo la gestione della presidenza di Donald Trump, con un forte malcontento concentrato sull’economia.

Il 61% degli americani è pessimista sulle condizioni economiche attuali e future, il livello più alto dal dicembre 2023.
La crisi del costo della vita spinge gli elettori a tagliare le spese: il 47% acquista meno beni di prima necessità.
Oltre all’economia, emergono critiche sulla gestione dell’immigrazione, dei dazi doganali e della politica estera, con un consenso in calo anche tra i giovani e gli indipendenti in vista delle elezioni di medio termine.
Ma il vecchio bilioso non arretra, anzi s’è messo sul groppone una guerra in Iran che sta portando risultati disastrosi. Dice che ha vinto, ma gli Iraniani hanno chiuso lo stretto di Hormuz il cui transito diverrà a pagamento e l’economia europea è in crisi. Sostiene che ha il possesso dell’Iran ma dopo cotanti bombardamenti i reattori nucleari sono ancora al loro posto. I famosi quattro quintali di uranio arricchito non si sa dove siano e l’esercito Iraniano mena botte da orbi sparando missili e droni ovunque. Pare un Dio rabbioso che nonostante lanci folgori a destra e a manca ottiene solo sputi.
Intanto l’anziano inquilino della Casa Bianca se la prende con tutti, ha un insulto per ogni nazione. Non ha risparmiato nemmeno il Papa. L’ autorevolezza degli USA è al minimo storico.
TIRIAMO LE SOMME

Vladimir Putin e Donald Trump sono i “grandi sconfitti” di una transizione storica epocale, distrutti rispettivamente dal fallimento militare in Ucraina e dall’isolamento politico strategico.
L’avanzata russa in Ucraina ha subito un collasso profondo, con una frenata operativa che ha ridotto i chilometri quadrati conquistati a una frazione minima rispetto al 2025. Il rapporto tra perdite umane (oltre 39.000 vittime solo a giugno 2026) e guadagni territoriali è diventato insostenibile, mentre gli attacchi ucraini a lungo raggio hanno colpito raffinerie e infrastrutture, generando inflazione e carenze energetiche in Russia.
La convergenza dei loro destini segnala il tramonto dell’iper-nazionalismo aggressivo e della realpolitik estrema, dimostrando la resilienza delle istituzioni democratiche e la resistenza delle nazioni sovrane di fronte a strategie autocratiche.
Mai immaginato che due nazioni ritenute invincibili e potenti potessero danneggiare a tal punto la loro immagine.
Intanto la Cina sta a guardare…
Un saluto
