“Niente di speciale… meno male!”. A Fontecchio l’arte parla anche americano e spagnolo

FONTECCHIO – “NIENTE DI SPECIALE…MENO MALE!” è il titolo di una manifestazione, alla sua seconda edizione, di performance artistiche che e riesce a far dialogare “local” e “global”, arrivando a plasmare un autentico evento “glocal”, rispettando le peculiarità di entrambe le dimensioni.

La manifestazione si è tenuta a Fontecchio, paesino in provincia dell’Aquila e la neve che sabato scorso imbiancava le montagne circostanti non ha fermato appassionati e curiosi.

L’evento non è stato soltanto un percorso artistico all’interno del paese; è stata una comunione di idee, di mani, di opere che – meraviglia dello streaming – si è collegata con altri eventi internazionali che si svolgevano tra San Francisco e Barcellona.

A Fontecchio erano allestite presso cantine, spazi pubblici e abitazioni private, undici mostre con la presenza di trenta artisti protagonisti.

La manifestazione è completamente autofinanziata ed è organizzata da un comitato spontaneo sorto per volontà di un piccolo gruppo di artisti stranieri tutti giunti a Fontecchio, decisamente in controtendenza con lo spopolamento che ha colpito il paese dopo il sisma del 2009;

il peruviano Sebastian Alvarez, l’americano Todd Thomas Brown, il romano Alessandro Costa e il polacco Patryk Kalinski coordinano e si attivano per la riuscita dell’evento.

Si deve a Todd Thomas Brown l’idea di allestire una simile performance.

Giunto a Fontecchio quattro anni fa, aveva già fatto esperienze di tal fatta a San Francisco, dove aveva fondato il Red Poppy Art House, spazio d’incontro interculturale e multidisciplinare che ha dato vita al Progetto Mapp, evento che si tiene due volte l’anno e che trasforma spazi ordinari in siti espositivi per un giorno e una notte durante i quali è possibile attivare scambi artistici e culturali.

Le realtà artistiche straniere coinvolte nell’artistico gemellaggio sono, come detto, San Francisco e Barcellona.

A SAN FRANCISCO, in America, il Mapp (Mission Arts Performance Project), ha allestito sette spazi curati da Josiah Luis Alderete, Alejandro Bautista, David Kubrin, Victor Navarrete, Luis Vasquez Gomez, Xofia&Evelyn e Dina Zarif e in Europa.

I collegamenti in streaming – per la durata di tre ore – sono stati assicurati, da San Francisco, dall’ iraniana Dina Zarif che è il direttore esecutivo della Red Poppy Art House che ha dichiarato che “con questi momenti ho potuto sperimentare e apprendere in tempo reale il ruolo di curatrice, incontrare istituzioni ed enti presenti per godersi l’atmosfera”. 

MAPP

Altri artisti si sono uniti all’evento in Zoom, come Murat Savaksan, cofondatore dell’iniziativa Balconnection (www.balconnection.com), a Izmir in Turchia e l’artista tedesca Martina Riescher, giunta a Fontecchio nel 2021con un proprio progetto Riabitare con l’arte.

A BARCELLONA, è stato l’Entresuelos, a predisporre anche qui sette spazi curati da Mecedes de Jesùs, della Repubblica Domenicana, e con protagonisti gli artisti Ignacio Fergut, Marc Hors, Matt Murtha, James Snowball, Irene Trujillo e Carlos Zúñiga Andrighetti. Qui è stata Mercedes De Jesùs a riferire delle attività da lei proposte tra gallerie, librerie e altri spazi artistici, sottolineando l’importanza dell’iniziativa “ciò che è accaduto è stato potente per tutte le persone coinvolte. Non è stato visto niente di simile qui e vedere le persone spostarsi da un luogo all’altro, entrare nelle case, negli spazi, condividere la nostra ricchezza per me è comunità”.

FONTECCHIO non è stata da meno, assolutamente all’altezza di quanto predisposto negli spazi “stranieri.”

SPAZIO OFFICINE studio aperto dell’artista Massimo Piunti ha visto l’esposizione delle opere dalla serie Universo parallelo, come pure il talento dell’artista argentino Bruno Morello impegnato in un live painting, le opere di Francesca Racano, di Luca De Julis con l’installazione Evoluzione umana, degli artisti del collettivo YAW (Young Artists Workers) Serena Ciccone, Francesca Perniola, e Riccardo Ruffini.

LIBERA PUPAZZERIA, curato da Silvia Di Gregorio ha offerto l’esposizione delle grandi pupazze, protagoniste delle feste popolari in piazze e aie, con il loro tradizionale collegamento al rito dell’agricoltura, della fertilità e dell’abbondanza.

Il GRUPPO INCANTO di Sulmona ha offerto canti della tradizione popolare.

LA CORTE E LE CANTINE SEGRETE hanno ospitato le fotografie della fotogiornalista libica Tahani Hadia e i dipinti di LaurA, e i lavori degli artisti aquilani Stefano Divizia e Davide Serpetti.

YONI HOUSE, casa e studio dell’artista Debora Frasca, in arte Yoni, ha ospitato un’esposizione proprio sulla tematica dello Yoni, termine sanscrito che indica i genitali femminili così come richiama il significato di natura femminile, nascita, casa, fertilità. 

EX MATTATOIO ha appeso una serie di scatti della fotografa artista Debora Panaccione dal titolo Punto cieco

FONTE D’ARTE, spazio di proprietà di Alessandro Costa, curatore dell’esposizione delle opere di Debora Frasca, Bruno Morello, Lorenzo Mucè, Nespy5€, Debora Panaccione, che ha allestito la cantina popolandola di sculture e pitture su molteplici tematiche.

SPAZIO CANTINA/STUDIO di Todd Thomas Brown, esposizione dell’artista di opere a tecnica mista su carte e tela nella sua abitazione personale trasformata per l’occasione, e installazione di sonora di Martina Riescher.  

A SPAZIO ARCOINPIETRA, di Valeria Pica, in mostra opere fotografiche di Filippo Zoccoli e Lina Pezzano e installazioni polimateriche di Maurizio Zinnanti in arte Cervo Zoppo.

A SPAZIO LUMEN, curato dall’artista e regista peruviano Sebastian Alvarez, in mostra riproduzioni video art, animazione e sessioni di ascolto

Nello SPAZIO TEATRO DELLE ESSENZE, è stato possibile gustare liquori naturali autoprodotti offerti da Fabiana Mercadante, in arte Iana.

Nella vecchia conceria oggi SPAZIO LA KAP, sono state esposte esposizione opere di Raffaella Capannolo, Debora Frasca, Nespy5€, Debora Panaccione su varie tematiche e si è tenuto un concerto dei The Colleagues.

Ultimo, ma non per questo meno importante, il BAR DEL PAESE JU SPACC’, insieme alla musica offerta da Giulia Balducci con l’assistenza di Davide Benedetti, abitanti di lungo corso, visitatori e nuovi residenti hanno brindato per cementare le vecchie e le nuove amicizie e avviare insieme un cammino per una nuova e più aperta comunità.

Lo scopo – dice infatti Todd Brown – è quello di “creare una comunità artistica, che sia una risposta al forte spopolamento che i territori come Fontecchio hanno subito in particolare nel post-terremoto e, ben oltre questo, quello di creare una comunione creativa e oserei dire spirituale, tra di noi e con i luoghi in cui ciò possa avvenire regolarmente. Niente Di Speciale vuole creare un contesto per questa comunione, aprendo al pubblico questo tipo di condivisione intima”.

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