Nostra intervista al professor Francesco Barone che si prepara per la sua 64esima missione umanitaria: “Nel mio zaino porto speranza, felicità e un po’ di paura”

AVEZZANO – “La Pace non solo si predica. La pace si pratica”: queste parole, divenute un manifesto per il Prof. Francesco Barone, risuonano come un appello costante alla coscienza di tutti noi.

La città di Avezzano, con una cerimonia ufficiale, ha voluto rendere omaggio a questo grande uomo, conferendogli “l’attestato di merito” per la sua instancabile opera umanitaria e l’intensa attività sui temi della pace e dei diritti umani.

Il Prof. Barone è un nome noto a livello internazionale per le sue 63 missioni umanitarie in Ruanda, Burundi, Senegal e Repubblica Democratica del Congo.

Ora si prepara alla partenza per Goma, sempre in Congo, per la sua 64esima missione umanitaria, portando con sé speranza felicità e, come ammette lui stesso, anche qualche timore.

Prof. Barone a breve partirà per la sua 64esima missione umanitaria. Con quali obiettivi?

L’ obiettivo principale è quello di procedere con la consegna di grandi quantità di alimenti e medicinali. Inoltre, rafforzeremo i nostri interventi per la scolarizzazione e l’istruzione dei bambini e delle bambine che vivono in un quartiere poverissimo di Goma. Aiuteremo i bambini di strada e le donne vittime di violenze.

Sono trascorsi circa trenta anni dal suo primo viaggio umanitario in Africa. Continua a credere in un mondo ideale?

Si. Continuo a crederci. Un mondo in cui sentirci tutti uniti e promotori di un umanesimo globale che metta al centro ogni essere umano. Un mondo capace di offrire occasioni di crescita e di sviluppo e che tenda al conseguimento del bene comune. Viviamo in un pianeta situato ai margini dell’ universo, e in qualche modo ne costituiamo il centro intellettuale e spirituale. La nostra coscienza non può e non deve sottrarsi al suo ruolo unificatore. Quando le coscienze si destano e toccano le corde più profonde del genere umano è possibile sperare in un mondo più giusto.

Che Natale sarà per milioni di persone povere dell’ Africa?

Sarà il Natale di sempre, il giorno dell’attesa e della speranza. Sarà il giorno in cui si amplificheranno le differenze e saranno più evidenti le disuguaglianze. Con la consapevolezza del presente guarderanno al futuro incerto. Attenderanno una nuova stella per continuare a credere alla tenerezza del valore dell’ esistenza. Qualcuno penserà che Babbo Natale si fermi sempre un po’ prima e da quelle parti non arriva quasi mai.

Qual è il suo stato d’animo prima della partenza?

Immensa felicità e un po’ di paura.