Nuova Inchiesta sulla Sanità Regionale. Accorpamento dei reparti ad Avezzano per il COVID. E con il nuovo ospedale scenderà il numero dei posti-letto

AVEZZANO – L’emergenza sta ancora governando le scelte che ogni giorno vengono attuate, ma il tutto avviene davvero alla luce di un piano efficiente ed efficace?

E’ notizia delle ultime 24-48 ore che all’Ospedale di Avezzano, il Reparto di Chirurgia Vascolare sia stato accorpato con quello di Ortopedia per creare un ulteriore reparto COVID.

Questo significa, o in realtà, potrebbe significare che si viene a realizzare una ulteriore riduzione di posti-letto.

Non che Chirurgia Vascolare ne avesse molti ma così, forse, finisce con il non averne, aumentando le difficoltà di cura e soprattutto di degenza post-operatoria.

Ma la questione si innesta in una visione di più ampia criticità legata all’annuncio recentissimo secondo il quale “si farà il Nuovo Ospedale di Avezzano, con 245 posti-letto e con la sua realizzazione prevista entro la fine della prossima legislatura…” come a dire: fra 5-6 anni forse si potrà vedere un progetto e una, si spera, gara d’appalto…

La indicazione del numero di posti-letto obbliga a compiere una sia pur breve analisi controdeduttiva.

Alcune norme emanate a livello nazionale tra il 2012 ed il 2015 avevano stabilito che si dovessero avere almeno 3,7 posti letto ogni 1.000 abitanti del bacino di utenza servito.

Nelle stesse previsioni si facevano ipotesi circa la riduzione della “Unità Operative Complesse” (UOC) nel quadro di una riorganizzazione d’assieme.

All’Ospedale di Avezzano, come detto anche in articoli precedenti, questa impostazione ha portato ad una riduzione di UOC nel senso che molte sono state o soppresse oppure accorpate all’Aquila e, talune, a Sulmona creando non pochi disagi e disservizi.

Famosa la questione di “Neurochirurgia”, ma da non trascurare l’OBI (Osservazione Breve Intensiva) che è struttura del Pronto Soccorso e che, in passato, per motivi politici si voleva far diventare reparto autonomo.

La struttura OBI costituisce ampliamento del PS in modo da poter meglio organizzare il successivo invio al reparto più idoneo, chiaramente per un PS con migliaia di accessi l’OBI dovrebbe avere almeno 20 posti-letto, cosa che di certo non è attualmente.

Nello scorso anno circolò un documento nel quale si riportavano dati relativi alla previsione di posti letto e UOC per L’Aquila e per la Marsica.

Per il grande bacino di utenza servito da Avezzano i 210 posti letto assegnati non sono mai stati sufficienti.

Ebbene il nuovo piano, del 2021, ne prevedeva 206 per 130.000 abitanti a differenza di aree come l’aquilano che con 100.000 abitanti avrebbe ottenuto 360 posti letto. Allo stesso modo i reparti venivano rimodulati in modo che si avessero 34 Unità Operative Complesse per l’Aquila e solo 15 Unità operative complesse per la Marsica. Lo squilibrio era già evidente.

La proposta attuale di 245 posti-letto risulta una piccola correzione ma assolutamente insufficiente a coprire i bisogni che sono ben chiari dalla tabella che segue.

Tabella elaborata sulla base dei dati stabiliti dalle Norme 2012-2015

Del ruolo della Sanità Privata si può dire che debba essere di supporto ma non può esserlo per tutte le specialità.

Nel riquadro che segue c’è la conferma del DM70 (2015) attualmente in revisione che confermerebbe i dati della tabella che precede.

Estratto dal provvedimento DM70
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Un reparto adibito a reparto-COVID

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