Nuova “lettura” dell’evento sismico, “Le tre velocità – Percorsi della cultura del terremoto in Abruzzo tra scienza, normativa e proposta politica”, di Galadini

AVEZZANO – Si è svolto sabato 26 marzo, presso la Sala Biblioteca Nicola Irti in Via Genserico Fontana un interessantissimo e colto evento che ha visto la presentazione del libro “LE TRE VELOCITÀ – Percorsi della cultura del terremoto in Abruzzo tra scienza, normativa e proposta politica”, edito da Aleph Editrice, di Fabrizio Galadini. La prefazione e la redazione della “mappa di pericolosità sismica” sono del dott. Massimiliano Stucchi, dirigente di ricerca del CNR e dell’INGV.

Moderatore dell’incontro, Antonio Socciarelli della Kirke Edizioni mentre al prof. Mauro Canali, storico, è stato assegnato il compito di presentare il volume.

La prospettiva offerta dall’opera – che, ricordiamo, richiama nello specifico l’Abruzzo e le sue ‘esperienze’ sismiche è, per così dire, tridimensionale; e infatti, il tema del terremoto viene affrontato prima nello studio geologico delle faglie, delle origini, delle caratteristiche e della storia, poi in quanto fenomeno che è stato ed è tuttora oggetto di disposizioni normative e infine, come fenomeno oggetto di azioni politiche.

La locandina dell’evento

Le “tre velocità” del titolo rimandano evidentemente ad una “sfasatura” che caratterizza il procedere dei tre ambiti mentre invece, per produrre la massima efficacia e raggiungere il miglior risultato, sarebbe necessario che le velocità venissero calibrate e registrate l’una con l’altra affinché il pro-cedere, l’andare avanti sia armonico senza frenate o brusche accelerazioni ora dell’uno ora dell’altro settore.

Con quale scopo? L’articolata prospettiva si propone un ambizioso obiettivo: quello di strutturare una cultura, su basi pluridisciplinari,  del terremoto dalla quale nessuno può chiamarsi fuori: no la scienza che deve rigorosamente studiare i fenomeni per elaborare teorie e, se possibile, offrire conoscenze certe di quanto avvenuto nel passato per pre-venire – non gli eventi simici, impossibili da prevedere figuriamoci prevenire – bensì  gli idonei interventi da attuare sia durante l’evento sismico sia  nell’immediato futuro all’indomani di un sisma; no la legge che deve, nel suo rigore, definire criteri e parametri che garantiscano sicurezza; no la politica, chiamata a progettare una serie di interventi per la diffusione della corretta cultura del terremoto, a stimolare la cicatrizzazione delle ferite sismiche favorendo la ricostruzione in sicurezza dei centri storici per il vantaggio oltre che della popolazione anche del turismo e dei luoghi di istruzione (vedi le scuole).

Non vengono dimenticati i cittadini ai quali naturalmente si rivolge la “cultura del terremoto” che devono, al fine di raggiungere una competente consapevolezza, essere soggetto/oggetto ultimo di questa cultura.

Numerosi interventi e domande hanno vivacizzato la presentazione e hanno dato vita ad un proficuo scambio tra lo scrittore, lo storico e il pubblico presente.

Fabrizio Galadini è dirigente di ricerca presso l’INGV e insegna Geologia per il rischio sismico presso l’Università di Roma Tre. Svolge ricerche geologiche geoarcheologiche e di sismologia storia finalizzate alla caratterizzazione sismica dei territori e alla definizione delle risposte antropiche alle criticità ambientali

È autore di numerosissime pubblicazioni scientifiche e di libri, quasi tutti specifici sul tema terremoto ma non solo, di cui citiamo i più importanti: Tracce ondulanti di terremoto. Rappresentazioni letterarie dei territori sismici d’Italia – Kirke Edizioni 2020; Marsica 1915-L’Aquila 2009. Un secolo di ricostruzioni – Cangemi Editore 2017; Terremoti, comunicazione, diritto. Riflessioni sul processo alla «Commissione grandi rischi» – Franco Angeli 2015; Il moto verso – Tracce 2007.

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