Nuova manifestazione davanti il parlamento il prossimo 7 ottobre: abrogare un comma che vieta il risarcimento per ingiusta detenzione

Ortona dei marsi – E’ stata autorizzata dalla questura di Roma la manifestazione di mercoledi’ 7 ottobre prossimo, lo comunica Giulio Petrilli del comitato per il diritto al risarcimento per ingiusta detenzione a tutti gli assolti.
“Alle ore 10  di quel giorno – dice Petrilli – saro’ nuovamente davanti Montecitorio a manifestare per chiedere al parlamento di abrogare un comma anticostituzionale che vieta il risarcimento per ingiusta detenzione a coloro i quali pur se assolti con sentenze definitive, avrebbero contribuito con il loro comportamento a favorire il proprio arresto”.
“Ma puo’ una persona favorire il proprio arresto?
Io credo di no, e’ contro natura.

Ma per la legge italiana e’ possibile“, continua Giulio Petrilli.
“Abrogare un comma del genere, palesemente anticostituzionale, il primo dell’articolo 314 del codice di procedura penale e’ quello che chiedero’, che chiederemo davanti il parlamento il prossimo 7 ottobre.
Invito tutti a partecipare, lo Stato di diritto va affermato con le lotte.
L’ingiusta privazione della liberta’ personale va risarcita sempre.
La commissione petizioni del parlamento europeo mi ha detto che ho ragione, loro per il momento non possono interferire ma si sono impegnati a creare una legge europea che sancisca il diritto al risarcimento per tutti gli assolti”.

Giulio Petrilli con Magalli su Rai2

Come si ricorderà, per averne parlato su Espressione24, da anni Petrilli si sta battendo per ottenere un risarcimento danni a causa dell’errore giudiziario che lo ha portato all’ingiusta detenzione. L’istanza di risarcimento è stata rigettata, tuttavia, sia dalla Corte d’Appello di Milano sia dalla Cassazione, in virtù dell’art. 314 del codice di procedura penale, primo comma, dove si afferma che la riparazione per ingiusta detenzione non viene concessa nel caso di dolo o colpa grave. Nel caso di Petrilli, la Corte ha ritenuto che le sue frequentazioni avrebbero tratto in inganno gli inquirenti.

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