Oltre un milione di euro dalla Provincia di Foggia per il “Tratturo Pescasseroli – Candela”
PESCASSEROLI – Il Tratturo Pescasseroli-Candela potrà diventare un’infrastruttura lenta, uno spazio per turismo sostenibile, un’occasione di economia legata alla cultura, alla natura, alla valorizzazione dei borghi e delle campagne. È un modo concreto per dimostrare che ambiente e sviluppo possono procedere insieme, senza che uno venga sacrificato all’altro.

“Il finanziamento ottenuto, pari a 1 milione e 100 mila euro, per il recupero e la valorizzazione del Tratturo Pescasseroli-Candela rappresenta un risultato importante per le nostre aree interne – commenta Giuseppe Nobiletti, Presidente della Provincia di Foggia- Un’amministrazione, la nostra, che ha creduto in questo progetto fin dall’inizio, insieme alle comunità locali e agli enti coinvolti.
L’intervento consentirà di restituire funzione e valore a un’infrastruttura storica del territorio, rafforzandone il ruolo all’interno della rete ecologica regionale”.

Il Tratturo Regio custodisce e valorizza un legame secolare che unisce Pescasseroli e Candela, Abruzzo e Puglia, montagna e pianura, passato e futuro.
Soddisfazione è stata espressa dal sindaco di Pescasseroli Giuseppe Sipari: “Grazie e complimenti per questo importante risultato raggiunto. Un milione e centomila euro per il Tratturo Regio, Pescasseroli Candela non è soltanto un finanziamento, ma un vero riconoscimento. Segno concreto – prosegue Sipari – che la nostra storia cammina ancora, che quei solchi tracciati nei secoli dal passo lento della Transumanza non appartengono al passato ma al nostro futuro.
Il Tratturo non è una semplice via erbosa ; è memoria collettiva, è economia, è cultura, è un cordone ombelicale che unisce territori e generazioni. Risultato frutto di visione, di lavoro e di convinzione profonda. Significa investire nelle nostre radici, dare dignità ad un patrimonio unico al mondo e trasformarlo in opportunità per turismo ” lento”, per le imprese locali, per i giovani che vogliono restare e credere nella propria terra”.
