Ordinanza n.54 Regione Abruzzo: deliberare per non cambiare

AVEZZANO – Molto discussa la nuova ordinanza firmata Marsilio, che sembra cambiare tutto, ma in realtà non cambia molto. Fuffa col retrogusto di “libera tutti”? Vediamolo.

Un po’ di storia dei provvedimenti marsiliani può essere utile. Tutto nasce dall’ordinanza n.50 del 30 Aprile 2020, quando il governatore della regione Abruzzo decide di forzare un po’ la mano sui tempi di riapertura indicati dal presidente del consiglio tramite conferenza e DPCM. Marsilio decide quindi in questa data di riavviare con più decisione l’Abruzzo, giocando la carta del basso tasso di contagi presente nella Regione e della fase discendente del famoso “fattore di contagio” a livello nazionale e soprattutto abruzzese.

Quindi dal 30 Aprile si riapre, ma chi? Secondo l’ordinanza 50 si punta sugli animali, 3 in particolare: cani, cavalli e pesci. Vengono riammesse da tale data in attività le toelettature ed i centri di addestramento per cani, il passeggio e le funzioni dei maneggi e la pesca amatoriale in lago insieme a quella ricreativa in mare. Il tutto ovviamente mantenendo distanziamento sociale e DPI. Inoltre si autorizza anche il taglio di legna da ardere per uso domestico, le riparazioni e manutenzioni di seconde case (salvo però tornare nella propria abitazione “abituale), tutti i punti fino a qui saranno compresi nella fascia oraria 06-20; ed infine l’asporto per i locali con consegna sul veicolo, ovvero i cosiddetti Drive. Lasciando poi incombenze, come riaperture dei cimiteri, ai sindaci e controllo di tutti i punti suddetti alle amministrazioni locali e le forze dell’ordine, queste le decisioni di fine Aprile.

Subito scoppia la polemica, poiché si prevede (cosa che poi accadrà sul litorale pescarese) che questa ordinanza venga intesa come un “liberi tutti”, seguendo la banale scusa dello sport. Lo stesso 30 Aprile allora il Governatore cerca di pararsi le spalle con l’ordinanza n.52: obiettivo recuperare rispetto alla precedente. Nella seconda ordinanza inizia un grande elenco di sport che potranno essere esercitati a carattere individuale e con distanziamento sociale, aggiungendo le attività sportive paraolimpiche e riconfermando il pet sport, il tutto dalle 06 alle 20. Sembra tutto come prima, ma al punto 11 viene infilata la limitazione che dà concessione per questi punti dal 4 Maggio fino al 17. Con la seconda ordinanza si aggiungono inoltre le manutenzioni per imbarcazioni e scuole di volo (barche e aereovelivoli pubblici e privati). Inoltre 2 concessioni speciali vengono aggiunte:
– Le domeniche 3 e 10 Maggio (festa della mamma) è consentita l’apertura fino alle 13:30 del commercio al dettaglio di vivai e fiorai
– Il giorno 2 maggio 2020 nel Comune di Bellante (TE) e il giorno 4 maggio 2020 nel Comune di Ortona (CH) possono rimanere aperte le attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità sia nell’ambito degli esercizi commerciali di vicinato che nell’ambito della media e grande distribuzione, anche ricompresi nei centri commerciali.

Dopo questa doppietta di ordinanze in un solo giorno, si arriva all’ordinanza 54 di ieri, che cerca un’altra virata molto fumosa, ma che in pratica non cambierà nulla. L’ultima ordinanza consiste in 6 punti principali, che sono i seguenti:
1) Tutte le persone che raggiungeranno il territorio abruzzese da altre regioni dovranno segnalarlo sul sito della Regione Abruzzo (https://www.regione.abruzzo.it/content/come-segnalare-il-proprio-ingresso-abruzzo), al numero 800 595 459 ed al comune di residenza o domicilio.
2) Le persone suddette provenienti da altre regioni devono seguire una quarantena di 15 giorni, indossare i DPI (mascherina e guanti anche all’aperto) e mantenere il distanziamento sociale anche all’aperto. Inoltre dovranno monitorare la febbre giornalmente e comunicare tempestivamente un cambiamento di temperatura oltre i 37,5°C.
3) “Tutte le persone che a qualsiasi titolo sono presenti nel territorio abruzzese (residenti e non) sono tenute – per i prossimi 15 giorni ovvero sino a diverso provvedimento – ad indossare la mascherina anche negli spazi aperti, laddove non è possibile mantenere distanze sociali“. Questo è il punto più controverso del giorno: le mascherine sono obbligatorie per chiunque o no, in strada? Sembrerebbe di sì, ma in pratica no. Volendo fare i puntigliosi, nessuno potrebbe essere obbligato ad indossare la mascherina, se in movimento da solo. Ma come prevedere la possibilità di mantenere il distanziamento sociale? Questo punto sembra molto una via di mezzo per accontentare tutti e scontentare nessuno. I “sì-mask” la indosseranno ovunque, i “no-mask” non saranno prettamente obbligati, se non in mezzo ad un assembramento (che non dovrebbe esserci a priori), ed a farne le spese saranno i pubblici ufficiali, che dovranno districarsi in mezzo al calcolo delle “possibilità di mantenimento di distanze sociali”, che ci sembra molto aleatorio. Un ordinanza emanata per non cambiare nulla, in pratica.
I punti 4-5-6 indicano le modalità ed i limiti di accesso alle attività commerciali, e le specifiche tecniche per mercati coperti e scoperti (nei quali l’ultima parola resta comunque alle varie amministrazioni comunali).

E così Marsilio, dopo i passi avanti e indietro di fine Aprile, riscopre a Maggio un animo gattopardesco:”Tutto cambia perché nulla cambi”. Probabilmente ci sarà qualche aggiornamento con ulteriori ordinanze, per mitigare questa confusione creata con l’ultima. In attesa di chiarimenti, per il momento è tutto (anzi, nulla).

Fonti ordinanze:
n.50 : https://www.regione.abruzzo.it/system/files/atti-presidenziali/2020/ordinanza-n-50-2020.pdf
n.52: https://www.regione.abruzzo.it/system/files/atti-presidenziali/2020/ordinanza-num-52.pdf
n.54: https://www.regione.abruzzo.it/system/files/atti-presidenziali/2020/ordinanza-presidenziale-54-03052020.pdf

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