Ovindoli. Un parcheggio per mille polemiche e troppe… “faccine”. Angelosante e Siciliano: “Chi non riconosce i meriti altrui si rimpicciolisce”
OVINDOLI – Sul nuovo parcheggio di Ovindoli, che ha anche una pista per gli elicotteri, sono atterrate mille polemiche e un bel carico anche di faccine (o emoji per essere più precisi) che alzano la temperatura della politica del centro turistico dell’Altopiano delle Rocche.
A scatenare la polemica sono l’ex Sindaco di Ovindoli Simone Angelosante, con l’altro ex amministratore Raffaele Siciliano.

I due, oltre a criticare l’uso smodato e inopportuno di emoji in un testo istituzionale, e non possiamo dar loro torto (troppi altri Comuni e amministratori locali fanno la stesa cosa e non dovrebbero), criticano l’attuale sindaco e i suoi di aver dimenticato che quell’opera è stata realizzata, sostengono, grazie a fondi e progetto della passata amministrazione, ovvero quella di Angelosante e Siciliano.
“Negli ultimi giorni, il Comune di Ovindoli ha diffuso un post “istituzionale” – scrivono Simone Angelosante e Raffaele Siciliano – sul nuovo parcheggio, condito da faccine ed emoji. Un tono più da chat goliardica che da comunicazione ufficiale di un’amministrazione pubblica.
Ma oltre alla forma, è il contenuto a preoccupare: questa amministrazione vive di progetti e fondi lasciati dalla precedente giunta, senza avere il coraggio di riconoscerlo.

Il parcheggio, aperto in questi giorni, faceva parte di un pacchetto di opere pubbliche approvate nel 2021 con delibera n. 42, progettate, finanziate e messe in cantiere dalla precedente amministrazione.
Opere che dovevano essere completate in tempi ragionevoli, ma che in parte, a distanza di oltre tre anni, sono ancora ferme e non realizzate.
Nel marzo 2022, noi dell’opposizione abbiamo votato contro la rimodulazione delle opere perché l’attuale maggioranza decise di togliere i fondi per la rotatoria vitale all’ingresso del paese (tra via Ceraso, Variante del Pago e via Sirente) – sottolineano i due – , un intervento urgente per la sicurezza che meritava di essere realizzato.

Ad oggi, l’unica opera realmente “loro” è il rifacimento della piazza, un cantiere costoso e discusso, trasformato in un vero scandalo incompiuto.
Come abbiamo già detto e ribadiamo: chi sa riconoscere i meriti altrui cresce, chi li nega si rimpicciolisce. E qui, purtroppo, si è scelto di rimpicciolirsi.
Mentre per ogni minima cosa si fanno comunicati celebrativi – concludono Angelosante e Siciliano -, le opere nuove e necessarie restano ferme. Ai cittadini serve chiarezza, serietà e risultati, non propaganda mascherata da post istituzionali”.
