Parco Costa Teatina, Fina (Pd): “Basta rinvii dal Governo”. Il Wwf Italia diffida il ministro dell’Ambiente: “No a opere che compromettano aree”

L’AQUILA – “La sentenza del TAR Abruzzo rappresenta una sonora sconfitta per il Governo e certifica ciò che denunciamo da tempo: sulla tutela delle aree protette l’esecutivo continua a collezionare ritardi e inadempienze. È inaccettabile che, ancora una volta, sia stato necessario l’intervento della magistratura per richiamare al suo dovere il Ministero dell’Ambiente”.

Lo dichiara in una nota Michele Fina, senatore del Partito Democratico.

“Siamo di fronte all’ennesimo caso di inerzia governativa. La Costa Teatina non è soltanto uno dei tratti più preziosi del litorale: è un patrimonio di biodiversità, paesaggio, cultura e sviluppo sostenibile che attende da tempo il riconoscimento previsto dalla legge. Il Governo non può continuare a ignorare un territorio che chiede tutela e valorizzazione.

Ma ciò che rende ancora più grave questa vicenda -continua Fina- è il quadro complessivo. Nelle scorse settimane, i Parchi nazionali hanno ricevuto comunicazioni che annunciano tagli ai fondi per il funzionamento ordinario, con riduzioni che in molti casi superano il 20%. Proprio su questo ho presentato un’interrogazione per avere chiarimenti dal ministro dell’Ambiente.

Da una parte, dunque, la destra ritarda l’istituzione di nuovi parchi, dall’altra si indeboliscono quelli che già operano. È difficile non leggere in queste scelte una precisa linea politica che non considera la tutela ambientale una priorità. Le aree protette non sono un vincolo allo sviluppo, ma uno straordinario motore di crescita. Significano turismo di qualità, agricoltura sostenibile, occupazione, difesa del territorio e contrasto agli effetti della crisi climatica.

Per una regione come l’Abruzzo, che fa dell’ambiente il proprio tratto distintivo, questa dovrebbe essere una scelta strategica e non un tema da affrontare soltanto dopo una sentenza. Il Governo -conclude il senatore- dia finalmente seguito a quanto disposto dal TAR e completi senza ulteriori rinvii l’iter per l’istituzione del Parco nazionale della Costa Teatina e dei Trabocchi.

Allo stesso tempo ritiri i tagli annunciati ai Parchi nazionali e restituisca alle aree protette il ruolo centrale che meritano nelle politiche ambientali. L’Abruzzo non può continuare a pagare il prezzo dell’immobilismo del Governo”.

Intanto il Wwf Italia lo scorso primo luglio ha inviato una diffida al ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, affinché adotti, con l’urgenza necessaria, in applicazione dell’articoli 6, commi 2 e 3, della legge 394/1991, ogni azione finalizzata ad evitare ulteriori compromissioni all’ecosistema della costituenda area protetta del Parco Nazionale della Costa dei Trabocchi e Teatina, anche sospendendo le attività in corso, quale applicazione delle misure di salvaguardia disposte dalla stessa legge 394/1991.
    La diffida è stata inviata, per conoscenza, anche alla Presidenza del Consiglio dei ministri, alla Regione Abruzzo e ai Sindaci dei 19 Comuni interessati “affinché nessuno possa dire di non essere stato informato”.

La stessa diffida è stata inviata al Comando regionale Abruzzo e Molise dell’Arma dei Carabinieri affinché attui ogni azione necessaria, anche informando le competenti autorità giudiziarie di eventuali violazioni di legge.

È quanto reso noto durante una conferenza stampa ieri a Chieti alla quale hanno preso parte Luciano Di Tizio, Filomena Ricci e Dante Caserta, rispettivamente presidente nazionale, delegata regionale e direttore affari legali e istituzionali del Wwf Italia, affiancati dall’avvocato Alessandro Corporente, il legale che ha curato per l’associazione il ricorso al Tar Abruzzo.

La diffida segue la pronuncia del Tar che ha ordinato al Ministero dell’Ambiente di provvedere, nei termini perentori di 90 giorni, alla costituzione del Parco nazionale della Costa dei Trabocchi e Teatina. ‘L’auspicio – ha detto Di Tizio – è che ora non si perda altro tempo e si dia finalmente forma ad un Parco che sarà insieme un efficace presidio ambientale e un volano per un’importante crescita sociale, rispettosa della natura e delle future generazioni”. Il Tar ha stabilito che, in caso di mancata ottemperanza da parte del ministero, sarà nominato un Commissario ad acta in sostituzione dell’amministrazione inadempiente.