Pescara. Polemica fra Giornalisti e Sindaco sulla cittadinanza onoraria a Liliana Segre

Liliana Segre (FOTO CRISTIANO PROIA)

PESCARA – ” Per fortuna che oggi, con i social, si può parlare direttamente ai cittadini, saltando completamente il filtro dei media, spiegando chiaramente i propri progetti, atti, idee, così ciascuno è in grado di farsi liberamente la propria opinione”, firmato Carlo Masci, Sindaco di Pescara.

Carlo Masci

A questa provocazione di Carlo Masci, hanno subito risposto Sindacato e Ordine dei Giornalisti d’Abruzzo a conclusione di una polemica nata sulla questione della mancata cittadinanza onoraria alla senatrice Liliana Segre. In un post sul solito Facebook (https://www.facebook.com/carlo.masci.3/posts/10215335868296035) la nuova Bibbia dell’informazione insomma, Masci spiegava come non avrebbe concesso questa cittadinanza nella modalità con le quali lo aveva fatto una consigliera comunale ma che avrebbe volentieri invitato al senatrice Segre a Pescara il prossimo 27 Gennaio 2020, in occasione della giornata delle memoria. Alle polemiche seguite, e quindi anche agli articoli sulla stampa, Masci ha risposto col post che pubblichiamo integralmente nella foto che segue.

Ezio Cerasi
Stefano Pallotta

A questa presa di posizione del Sindaco di Pescara, quindi, hanno immediatamente risposto il Presidente dell’Ordine dei Giornalisti, Stefano Pallotta, e il Segretario del Sindacato Giornalisti Abruzzesi, Ezio Cerasi che, con la nota che pubblichiamo integralmente, hanno letteralmente bacchettato il primo cittadino adriatico: “Giornali, agenzie e in genere i mezzi dell’informazione esercitano liberamente e con voce plurale il loro dovere di cronaca e di critica, che trova fondamento in un principio costituzionale e corrispondenza nel parallelo diritto dei cittadini a essere informati. Questo basilare principio di ogni democrazia va ancora una volta ribadito a un politico intollerante verso le voci della libera stampa. Questa volta si tratta del sindaco di Pescara Carlo Masci, che replica infastidito, con un violento post sulla sua pagina Facebook, alle notizie sul suo dietrofront a proposito della concessione della cittadinanza onoraria alla senatrice Liliana Segre. La testimone vivente dell’orrore dei lager, occorre ricordare al sindaco Masci, è sotto scorta perché quotidianamente oggetto di vergognose minacce proprio attraverso le piattaforme social che Masci esalta come praterie della libera manifestazione del pensiero, contrapponendole all’informazione garantita, nei mass media, da professionisti tenuti all’osservanza di regole e garanzie. È un curioso capovolgimento della realtà che malcela l’eterno riproporsi dell’insofferenza del potere e degli uomini di potere verso ogni forma di controllo sul proprio operato. – Il segretario del Sindacato Giornalisti Abruzzesi, Ezio Cerasi e Il presidente dell’Ordine dei giornalisti d’Abruzzo, Stefano Pallotta”.

Insomma, la libertà d stampa e di pensiero, per i politici i generale, è una bene da tutelare e preservare fino a quando non riguarda loro stessi. “O Tempora, O Mores!”.

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