A Pescosansonesco sono numerosi i pellegrinaggi per la fama del beato Nunzio 

PESCOSANSONESCO – Fu dichiarato venerabile nel 1859 da Pio IX e beatificato nel 1963 da Paolo VI. Il beato Nunzio Sulprizio viene considerato il protettore degli operai e dei giovani.

Proveniente da una umile famiglia, nacque a Pescosansonesco il 13 aprile del 1817 e fu chiamato Nunzio in onore della Madonna. 

Sfortunatamente, la sua vita lo condusse a grandi dolori poiché, ben presto, rimase orfano di entrambi i genitori e sua nonna lo accompagnò nella sua crescita formativa donandogli un’educazione esclusivamente religiosa.

All’età di nove anni purtroppo anche la sua amata nonna morì e il piccolo Nunzio fu quindi affidato ad uno zio materno il quale, era un uomo insensibile e violento. 

Avviò suo nipote al mestiere di fabbro nella bottega che aveva a Pescosansonesco, ma i suoi modi duri e volgari contribuirono a rendere difficile la vita del ragazzo che, a seguito di innumerevoli maltrattamenti, si ammalò di carie ossea dopo che si era ferito ad una caviglia.

Storia e miracoli del Beato Nunzio morto a 19 anni dopo una breve vita di sofferenze e dolori

Il giovane, essendo straziato dal dolore costante, cercò beneficio soltanto nella fonte di Riparossa, dove si recava per lavare l’enorme ferita posta al piede sinistro, mentre recitava il rosario.

Tuttavia, nel 1834, uno zio paterno di Napoli venne a conoscenza delle pessime condizioni di suo nipote e decise saggiamente di farlo curare, ma dopo diversi tentativi e le atroci sofferenze del ragazzo che non riuscirono a placare, egli morì il 5 maggio del 1836, all’età di diciannove anni. 

Si narra che durante la sua degenza in ospedale insegnava il catechismo ai bambini malati operando anche molti miracoli.

Pertanto, presso la fonte di Riparossa venne eretto un santuario per la conservazione delle reliquie del giovane che, ad oggi, è molto visitato dai fedeli che si raccolgono in preghiera per rendere omaggio al santo in segno di riconoscimento verso la sua immensa bontà d’animo.

Sul punto più alto di Pescosansonesco sorge il santuario dove sono custodite le reliquie del Beato

La struttura architettonica, essendo stata realizzata negli anni novanta, profila un carattere artistico moderno che crea una sorta di contrasto con il paesaggio circostante e, nella scenografia notturna, molteplici fari la illuminano con delicatezza, sviluppandone un effetto suggestivo che contorna il paese di emozionanti sensazioni di fede.

Collocata sul punto più alto di Pescosansonesco è ancorata alla roccia che erge dietro l’altare. Il santuario presenta al suo interno uno spazio esagonale dall’equilibrio estetico lineare, proprio come la facciata, dacché coerente con l’epoca di produzione.

Inoltre, una bellissima scultura esterna attinente al santo Nunzio e alla sua operosità di fabbro, dà il benvenuto ai fedeli prima di recarsi nella chiesa e una iscrizione riportata su pietra, che vi è collocata nella piazza, riporta quanto segue: “L’A.N.M.I.L. Ricorda con questa lapide i caduti nell’adempimento del sacro dovere del lavoro accomunati nel nobile sacrificio al beato Nunzio Surplizio che si erge come un faro che guida e irradia di luce il cuore di tutti i lavoratori che trepidano e aspirano ad un destino migliore. 14-9-1997”.

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